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2022-02-02
Saviano completa il Festival del marketing
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Roberto Saviano (Ansa)
Adesso le caselle sono tutte piene, i tasselli sono tutti occupati. L’ultimo ancora vuoto era quello sotto l’insegna Impegno civile. Ma con l’annuncio di ieri di Amadeus, il cartellone è completato: «A trent’anni dalla strage di Capaci, ricorderemo questo evento con Roberto Saviano, sono felice e onorato della sua presenza». Parole scolpite e ribadite per i distratti, senza lesinare l’enfasi: «Saviano a Sanremo, accadrà nella sera di giovedì», fruscio in sottofondo di mani che si sfregano.
La fantasia è quella che è. Mancando Roberto Benigni e non riuscendo a convincere Greta Thunberg, non restava che la spalla di Fabio Fazio. Ciò che conta è il tabellone finito, il puzzle terminato. Il Festival di Sanremo è un grande gioco di società, con tante caselle da colorare una per una. Si canta, si balla, si esibiscono lustrini e paillettes, si gioca e si trasgredisce sui generi non solo musicali, ma alla fine i conti devono tornare anche in assenza di Tim, il main sponsor che grazie alla creatività di Luca Josi, direttore brand strategy, e alla versatilità di Mina, aveva punteggiato con leggerezza le ultime edizioni.
E devono tornare pure gli ascolti - ne sapremo qualcosa già stamattina - per sfatare la maledizione che un anno fa, dopo le accuse di flop all’edizione in corso senza pubblico, il talismano Fiorello inviò ai futuri conduttori del 2022: «Dovrà essere un festival pieno di gente, ma deve andare malissimo. Ma male, male, male. Ve lo auguro con tutto il cuore», sbottò allora lo showman. Grazie a Dio presente anche quest’anno in quota Unodinoi (insieme a lui anche Sabrina Ferilli).
Dunque, eccoci con la pila dei manuali di marketing sulla scrivania della direzione artistica per comporre il mosaico e rastrellare ogni piccola zolla ai quattro angoli dell’Auditel. Non c’è neanche bisogno di un filo conduttore, ci penseranno i telespettatori e i dottori della critica a cercarlo… In realtà, non è nemmeno indispensabile che lo trovino. Alla nutrita squadra di autori basta assemblare, accumulare, coprire tutti gli spazi. La tv generalista nella sua massima espressione è questo. Che cosa tiene insieme Achille Lauro, il primo a uscire sul palco ieri sera per inaugurare la gara, e Matteo Berrettini reduce dagli Australian open di tennis? Che cosa accomuna i Måneskin vincitori del Festival di un anno fa e Ornella Muti che, ancora sensuale e in totale controllo, ha affiancato Amadeus sul palco? Il marketing. Le quote. La rappresentanza delle community. Di rado una dichiarazione apparentemente innocua è stata densa di contenuti come quella fatta lunedì da Stefano Coletta, ancora direttore di Rai 1 fino a fine febbraio quando, nonostante i demeriti, assumerà l’incarico di capo dell’Area intrattenimento: «Sarà davvero il Festival di tutti, ancora più degli altri anni», ha chiosato.
Tanti pubblici fanno il grande pubblico, il corpaccione unico e strabordante del popolo di Sanremo. Perciò, si inseguono scientificamente le diverse comunità in cerca di riconoscimento e legittimazione. Mettendosi così anche al riparo da possibili e fastidiose proteste delle varie minoranze, più o meno presumibilmente trascurate. Accontentare tutti è il verbo del settantaduesimo Festival di Sanremo. Siamo o no nell’era della (quasi) unità nazionale?
Dopo la casella dedicata all’Impegno civile riempita da Saviano a trent’anni dalla strage di Capaci (che per la verità cadrebbero il 23 maggio, ma non cavilliamo), la seconda quota è intitolata alla Fluidità. Detto dei Måneskin e di Achille Lauro, proprio la sera del monologo dell’ombroso autore di Gomorra, insieme ad Amadeus, toccherà alla garrula Drusilla Foer fare gli onori del palco. Vederli uno accanto all’altra, pur così lontani per immagine e sensibilità, sarà l’apoteosi del mainstream. Sanremo mixa e metabolizza tutto nel suo calderone, carrozzone, caleidoscopio. La coppia composta da Blanco e Mahmood, già favorita della critica, occupa il riquadro intitolato Integrazione. Nella quale è iscritta anche Lorena Cesarini, l’attrice nata a Dakar, cresciuta a Roma, consacrata dalla serie Suburra e co-conduttrice stasera, quando gli ospiti saranno Laura Pausini, in quota Perché Sanremo è Sanremo, e Checco Zalone, si spera titolare della casella Comicità scorretta.
Corposissima la sezione intestata alla Fiction della casa, rappresentata da un’overdose di volti della rete, da Nino Frassica a Raoul Bova, da Claudio Gioè a Maria Chiara Giannetta, partner del direttore artistico nella serata di venerdì. Quanto ai concorrenti, ce n’è per tutti i palati, rapper, melodici, pop, cantautori. Con un’avvertenza: giusta l’attenzione alla Generazione Z (nati dal 1997 al 2012) con concorrenti come Rkomi e Sangiovanni. Ma senza trascurare il pubblico più stagionato che un anno fa si dimostrò tiepido. Non è un caso che per soddisfare le preferenze dei Telemorenti (Dagospia) siano stati richiamati in servizio Gianni Morandi, Massimo Ranieri e Iva Zanicchi. Signore e signori, ecco a voi il Festival tuttifrutti. Nella stagione della maggioranza macedonia, tenuta insieme con sommo sforzo da Draghi, il Sanremo buono per (quasi) tutti i pubblici è servito.
Tutte le anticipazioni della seconda serata del Festival
Il ciclone Checco Zalone sta per abbattersi su Sanremo. Sarà lui il mattatore della seconda serata del Festival, quella di mercoledì 2 febbraio: la Rai non fa in tempo a godersi gli ottimi ascolti del debutto, miglior debutto degli ultimi diciassette anni – in media10.911.000 telespettatori con il 54,7% di share, con dati inaspettatamente clamorosi sui target giovani, sopra il 65%–che già si pensa a cos’accadrà questa sera. Puntata dinamiche per tenere alto il ritmo e lo share, con uno sguardo al futuro prossimo e all’Eurovision 2022: l’arrivo di Laura Pausini, in promozione per il suo ultimo singolo, sarà propedeutica per lanciare la sua conduzione e quella di Mika e Alessandro Cattelan. Ecco chi ci sarà.
Sanremo 2022, Zalone e la Pausini super ospiti
Un’incursione nell’attualità e, forse, un nuovo brano per ironizzare sulla pandemia. Checco Zalone arriverà e spariglierà i giochi, pare con un’incursione corposa e molto lunga: in tv non ci va mai e l’effetto sorpresa è tra le chicche di questa edizione. Laura Pausini canterà invece la sua nuova canzone, Scatola, e lancerà in grande stile l’Eurovision Song Contest 2022, in onda a maggio da Torino.
Chi canta nella seconda serata
I seconditredici cantanti in gara saranno: Elisa(O forse sei tu), Sangiovanni(Farfalle), Giovanni Truppi(Tuo padre, mia madre, Lucia), Le Vibrazioni(Tantissimo), Ditonellapiaga e Rettore(Chimica), Iva Zanicchi(Voglio amarti), Highsnob & Hu(Abbi cura di te), Fabrizio Moro(Sei tu), Irama(Ovunque sei), Aka7Seven(Perfetta così), Tananai(Sesso occasionale), Matteo Romano(Virale), Emma(Ogni volta è così). A votare sarà ancora la giuria della Sala Stampa.
Gli altri ospiti e la co-conduttrice
È l’attrice Lorena Cesarini, lanciata da Suburra, la seconda co-conduttrice di Sanremo. Tra gli ospiti anche Gaia Girace e Margherita Mazzucco, per lanciare la serie L’amica geniale 2, Ermal Meta (che canterà della nave Costa Azzurra) e poi Arisa e Malika Ayane per una sfida sull’inno delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026.
Dopo mesi di intenzioni, scommesse e paure, Amadeus è passato alla cassa: il ritorno alla quasi normalità coincide con un balzo inaspettato degli ascolti e il miglior debutto degli ultimi diciassette anni
10.911.000 telespettatori con il 54,7% di share. Nel dettaglio la prima parte, in onda dalle 21:23 alle 23:38, è vista da 13.805.000 spettatori con il 54.51% di share mentre la seconda parte, dalle 23:43 alle 1:12, con lo showman sul palco dell’Ariston davanti alla tv ci sono 16.517.000 telespettatori con il 57.8% di share nella fascia 15-34 anni 61% dal 2021 dal 40.7 al 70.1 («dato che fa paura») nella fascia 15-19 anni dove sfonda il 70% di share.
Bene anche su RaiPlay, con performance digitali straordinarie che battono pure i numeri del 2021: è l’evento più visto dall’avvio della misurazione Auditel on line, 200 mila ascolti nel minuto medio, con 1,2 milioni di visualizzazioni(+40%), 1 su 5 a meno di 25 anni. Festa anche sui social, dov’è l’evento più commentatodell’ultimo anno (anche più degli eventi sportivi): 5,3 milioni di interazioni per la prima puntata
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Sanremo tuttifrutti è perfetto per la stagione della maggioranza macedonia. C’è il guru in quota Impegno civile, Drusilla Foer per soddisfare la nouvelle vague della Fluidità. Non mancano poi l’usato sicuro per il pubblico più stagionato e i rapper per la Gen Z.Da Checco Zalone a Laura Pausini. Ecco cosa ci aspetta nella seconda serata di Festival.Lo speciale comprende due articoli. Adesso le caselle sono tutte piene, i tasselli sono tutti occupati. L’ultimo ancora vuoto era quello sotto l’insegna Impegno civile. Ma con l’annuncio di ieri di Amadeus, il cartellone è completato: «A trent’anni dalla strage di Capaci, ricorderemo questo evento con Roberto Saviano, sono felice e onorato della sua presenza». Parole scolpite e ribadite per i distratti, senza lesinare l’enfasi: «Saviano a Sanremo, accadrà nella sera di giovedì», fruscio in sottofondo di mani che si sfregano.La fantasia è quella che è. Mancando Roberto Benigni e non riuscendo a convincere Greta Thunberg, non restava che la spalla di Fabio Fazio. Ciò che conta è il tabellone finito, il puzzle terminato. Il Festival di Sanremo è un grande gioco di società, con tante caselle da colorare una per una. Si canta, si balla, si esibiscono lustrini e paillettes, si gioca e si trasgredisce sui generi non solo musicali, ma alla fine i conti devono tornare anche in assenza di Tim, il main sponsor che grazie alla creatività di Luca Josi, direttore brand strategy, e alla versatilità di Mina, aveva punteggiato con leggerezza le ultime edizioni.E devono tornare pure gli ascolti - ne sapremo qualcosa già stamattina - per sfatare la maledizione che un anno fa, dopo le accuse di flop all’edizione in corso senza pubblico, il talismano Fiorello inviò ai futuri conduttori del 2022: «Dovrà essere un festival pieno di gente, ma deve andare malissimo. Ma male, male, male. Ve lo auguro con tutto il cuore», sbottò allora lo showman. Grazie a Dio presente anche quest’anno in quota Unodinoi (insieme a lui anche Sabrina Ferilli).Dunque, eccoci con la pila dei manuali di marketing sulla scrivania della direzione artistica per comporre il mosaico e rastrellare ogni piccola zolla ai quattro angoli dell’Auditel. Non c’è neanche bisogno di un filo conduttore, ci penseranno i telespettatori e i dottori della critica a cercarlo… In realtà, non è nemmeno indispensabile che lo trovino. Alla nutrita squadra di autori basta assemblare, accumulare, coprire tutti gli spazi. La tv generalista nella sua massima espressione è questo. Che cosa tiene insieme Achille Lauro, il primo a uscire sul palco ieri sera per inaugurare la gara, e Matteo Berrettini reduce dagli Australian open di tennis? Che cosa accomuna i Måneskin vincitori del Festival di un anno fa e Ornella Muti che, ancora sensuale e in totale controllo, ha affiancato Amadeus sul palco? Il marketing. Le quote. La rappresentanza delle community. Di rado una dichiarazione apparentemente innocua è stata densa di contenuti come quella fatta lunedì da Stefano Coletta, ancora direttore di Rai 1 fino a fine febbraio quando, nonostante i demeriti, assumerà l’incarico di capo dell’Area intrattenimento: «Sarà davvero il Festival di tutti, ancora più degli altri anni», ha chiosato.Tanti pubblici fanno il grande pubblico, il corpaccione unico e strabordante del popolo di Sanremo. Perciò, si inseguono scientificamente le diverse comunità in cerca di riconoscimento e legittimazione. Mettendosi così anche al riparo da possibili e fastidiose proteste delle varie minoranze, più o meno presumibilmente trascurate. Accontentare tutti è il verbo del settantaduesimo Festival di Sanremo. Siamo o no nell’era della (quasi) unità nazionale?Dopo la casella dedicata all’Impegno civile riempita da Saviano a trent’anni dalla strage di Capaci (che per la verità cadrebbero il 23 maggio, ma non cavilliamo), la seconda quota è intitolata alla Fluidità. Detto dei Måneskin e di Achille Lauro, proprio la sera del monologo dell’ombroso autore di Gomorra, insieme ad Amadeus, toccherà alla garrula Drusilla Foer fare gli onori del palco. Vederli uno accanto all’altra, pur così lontani per immagine e sensibilità, sarà l’apoteosi del mainstream. Sanremo mixa e metabolizza tutto nel suo calderone, carrozzone, caleidoscopio. La coppia composta da Blanco e Mahmood, già favorita della critica, occupa il riquadro intitolato Integrazione. Nella quale è iscritta anche Lorena Cesarini, l’attrice nata a Dakar, cresciuta a Roma, consacrata dalla serie Suburra e co-conduttrice stasera, quando gli ospiti saranno Laura Pausini, in quota Perché Sanremo è Sanremo, e Checco Zalone, si spera titolare della casella Comicità scorretta. Corposissima la sezione intestata alla Fiction della casa, rappresentata da un’overdose di volti della rete, da Nino Frassica a Raoul Bova, da Claudio Gioè a Maria Chiara Giannetta, partner del direttore artistico nella serata di venerdì. Quanto ai concorrenti, ce n’è per tutti i palati, rapper, melodici, pop, cantautori. Con un’avvertenza: giusta l’attenzione alla Generazione Z (nati dal 1997 al 2012) con concorrenti come Rkomi e Sangiovanni. Ma senza trascurare il pubblico più stagionato che un anno fa si dimostrò tiepido. Non è un caso che per soddisfare le preferenze dei Telemorenti (Dagospia) siano stati richiamati in servizio Gianni Morandi, Massimo Ranieri e Iva Zanicchi. Signore e signori, ecco a voi il Festival tuttifrutti. Nella stagione della maggioranza macedonia, tenuta insieme con sommo sforzo da Draghi, il Sanremo buono per (quasi) tutti i pubblici è servito.<div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem1" data-id="1" data-reload-ads="false" data-is-image="False" data-href="https://www.laverita.info/saviano-completa-il-festival-del-marketing-2656528052.html?rebelltitem=1#rebelltitem1" data-basename="tutte-le-anticipazioni-della-seconda-serata-del-festival" data-post-id="2656528052" data-published-at="1643805245" data-use-pagination="False"> Tutte le anticipazioni della seconda serata del Festival Il ciclone Checco Zalone sta per abbattersi su Sanremo. Sarà lui il mattatore della seconda serata del Festival, quella di mercoledì 2 febbraio: la Rai non fa in tempo a godersi gli ottimi ascolti del debutto, miglior debutto degli ultimi diciassette anni – in media10.911.000 telespettatori con il 54,7% di share, con dati inaspettatamente clamorosi sui target giovani, sopra il 65%–che già si pensa a cos’accadrà questa sera. Puntata dinamiche per tenere alto il ritmo e lo share, con uno sguardo al futuro prossimo e all’Eurovision 2022: l’arrivo di Laura Pausini, in promozione per il suo ultimo singolo, sarà propedeutica per lanciare la sua conduzione e quella di Mika e Alessandro Cattelan. Ecco chi ci sarà.Sanremo 2022, Zalone e la Pausini super ospiti Un’incursione nell’attualità e, forse, un nuovo brano per ironizzare sulla pandemia. Checco Zalone arriverà e spariglierà i giochi, pare con un’incursione corposa e molto lunga: in tv non ci va mai e l’effetto sorpresa è tra le chicche di questa edizione. Laura Pausini canterà invece la sua nuova canzone, Scatola, e lancerà in grande stile l’Eurovision Song Contest 2022, in onda a maggio da Torino. Chi canta nella seconda serataI seconditredici cantanti in gara saranno: Elisa(O forse sei tu), Sangiovanni(Farfalle), Giovanni Truppi(Tuo padre, mia madre, Lucia), Le Vibrazioni(Tantissimo), Ditonellapiaga e Rettore(Chimica), Iva Zanicchi(Voglio amarti), Highsnob & Hu(Abbi cura di te), Fabrizio Moro(Sei tu), Irama(Ovunque sei), Aka7Seven(Perfetta così), Tananai(Sesso occasionale), Matteo Romano(Virale), Emma(Ogni volta è così). A votare sarà ancora la giuria della Sala Stampa. Gli altri ospiti e la co-conduttriceÈ l’attrice Lorena Cesarini, lanciata da Suburra, la seconda co-conduttrice di Sanremo. Tra gli ospiti anche Gaia Girace e Margherita Mazzucco, per lanciare la serie L’amica geniale 2, Ermal Meta (che canterà della nave Costa Azzurra) e poi Arisa e Malika Ayane per una sfida sull’inno delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026.Dopo mesi di intenzioni, scommesse e paure, Amadeus è passato alla cassa: il ritorno alla quasi normalità coincide con un balzo inaspettato degli ascolti e il miglior debutto degli ultimi diciassette anni 10.911.000 telespettatori con il 54,7% di share. Nel dettaglio la prima parte, in onda dalle 21:23 alle 23:38, è vista da 13.805.000 spettatori con il 54.51% di share mentre la seconda parte, dalle 23:43 alle 1:12, con lo showman sul palco dell’Ariston davanti alla tv ci sono 16.517.000 telespettatori con il 57.8% di share nella fascia 15-34 anni 61% dal 2021 dal 40.7 al 70.1 («dato che fa paura») nella fascia 15-19 anni dove sfonda il 70% di share.Bene anche su RaiPlay, con performance digitali straordinarie che battono pure i numeri del 2021: è l’evento più visto dall’avvio della misurazione Auditel on line, 200 mila ascolti nel minuto medio, con 1,2 milioni di visualizzazioni(+40%), 1 su 5 a meno di 25 anni. Festa anche sui social, dov’è l’evento più commentatodell’ultimo anno (anche più degli eventi sportivi): 5,3 milioni di interazioni per la prima puntata
Due cavalli in riva al mare con ruderi e drappo rosso, 1971.Fondazione Giorgio e Isa de Chirico, Roma © Giorgio de Chirico, by SIAE 2025
Sarà che Giorgio De Chirico è uno fra i miei artisti preferiti (se non «lL» preferito…), sarà che di questo genio creativo schivo e scontroso ne ho sempre subito il fascino misterioso ed enigmatico, è comunque un dato di fatto che l’esposizione in corso al Palazzo dei Musei di Modena sia una delle mostre a mio parere meglio riuscite fra quelle dedicategli negli ultimi anni.
Una monografica non grande ma ben ragionata, ricca di 50 opere straordinarie che raccontano dell’ultimo periodo di De Chirico, quello della Neometafisica, un lasso di tempo che abbraccia un decennio (dal 1968 al 1978), l’ultimo di una vita lunga e intensa, iniziata a Volos, in Grecia, il 10 luglio 1888 e terminata a Roma il 20 novembre 1978. Due lustri di una vecchiaia attiva e prolifica, che vede un De Chirico più ironico, quasi giocoso e lieve, un uomo che guarda con maggior distacco e indulgenza alle vicende umane e le riporta sulla tela con una «leggerezza» nuova, lontana dalla cifra stilistica degli anni ’10, da quella Metafisica «tragica» (ispirata anche della filosofia di Schopenhauer e di Nietzsche e dalla poesia di Rimbaud) che vedeva la vita come un’assurdità, una perenne e infruttuosa ricerca del senso dell’essere e dell’esistere.
Nell’ «ultimo De Chirico » non mancano i manichini ciechi e i biscotti ferraresi, le piazze vuote e gli interni, i cavalli, i templi greci e i richiami alla classicità; non mancano Ettore e Andromaca, gli Architetti e i gladiatori nell’arena, ma il tutto è rivisto e reinterpretato sotto una luce nuova e più disincantata, arricchita da soli spendenti (bellissimo Sole sul cavalletto del 1973) e volute che ricordano le antiche lire, gli strumenti musicali a corde che la mitologia greca (la natia Grecia rimarrà sempre nel suo cuore…) vuole inventate da Hermes e da lui donate ad Apollo.
Il De Chirico neo-metafisico , che pur mantiene quel velo di malinconia che lo caratterizza, non rinnega il passato, ma lo riprende e lo reinterpreta, ne modifica il linguaggio e il significato, lo adegua alla sua maturità e al suo nuovo sentire, ai nuovi moneti storici , alle nuove correnti artistiche (Pop Art in primis…) e ad orizzonti più ampi (in un’opera datata 1975, Visione metafisica di New York, compaiono anche i grattacieli della Grande Mela…), com’è giusto che sia. Alla pittura densa e corposa del periodo «barocco », il De Chirico della maturità sostituisce una pittura limpida e smaltata, fondata sul disegno e sulla costruzione nitida e semplificata delle forme, frutto di una vitalità sorprendente e una libertà intellettuale che sfidano la vecchiaia. La neometafisica diventa la sua risposta serena al tempo, un gioco di memoria e invenzione, una meditazione leggera sul destino umano, fusione sacra tra Poesia e Pittura. Ed è tutto questo che racconta la suggestiva mostra modonese, che regala al pubblico la visione di capolavori straordinari - tutti provenienti dalla Fondazione Giorgio e Isa de Chirico di Roma - attentamente selezionati da Elena Pontiggia, curatrice e nota critica e storica dell'arte italiana.
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Magistrati, giornalisti, intellettuali. Il fronte del No alla riforma si aggrappa a bufale e inasattezze