Nessun ribaltone, nessun colpo di scena. Questa volta Mahmood si è portato a casa il primo posto a Sanremo senza sterzate inattese e lo ha fatto in coppia con Blanco, fenomeno vero (non solo social), diciannovenne carismatico con una padronanza della scena impressionante.
Il terzo Festival di Amadeus si è chiuso dunque in grande stile dopo un’abbuffata di ascolti e un monte ore di diretta che rasentano come sempre il sequestro di persona. «Ma come fai a stare ancora in piedi. Tu gli fai un baffo a Mentana! La forza tua ce l'hanno solo in tre: Zanicchi, Morandi, Mattarella», gli chiede Sabrina Ferilli a inizio serata. E proprio con la Ferilli, granitica certezza che puntella con l’ironia e il mestiere il suo ritorno al Festival in veste di co-conduttrice, Amadeus fa dimenticare una volta per tutte le sbavature della Muti e della Cesarini. Ma ad Ama, come lo chiamano tutti prendendosi a tratti una confidenza eccesiva, si perdona tutto perché oggi è senza dubbio il più “mattarelliano” dei conduttori tv, uno dei pochi capaci di mettere tutti d’accordo: pubblico, discografici, dirigenti, agenti, radio e pure colleghi, comici e amici. E in questa prospettiva, la strada per il quarto Festival consecutivo – là dove non osò neppure Baudo – è spianata. «Se non lo vuoi rifare, stasera falla brutta brutta brutta così magari lo chiedono a un altro, altrimenti ti toccano altri 7 anni! Hai visto come succede…», infierisce la Ferilli. A proposito della Ferilli, l’attrice si prende sorniona l’Ariston in poche mosse e con un anti-monologo strepitoso. L’attrice ha infatti avuto il coraggio di dire quello che tutti pensano da anni: che i monologhi è meglio lasciarli fare a chi ne ha le competenze, non sono obbligatori e soprattutto non è obbligatorio infliggere interi minuti di sbadigli retorici declamati con la faccia affranta di chi arriva impreparato all’esame di sociologia della conoscenza.
La finalissima intanto corre “veloce” e si arriva a notte fonda con uno show fluido, puntellato da Marco Mengoni, l’ultimo dei super ospiti (in chiave autarchica) scelti dal conduttore, dalle sferzate romanesche della Ferilli e da un omaggio riuscitissimo a Raffaella Carrà, con un emozionato Sergio Japino in platea. Sul fronte gara, chi si aspettava scossoni e sorprese dalla classifica generale sarà rimasto deluso: tutto confermato o quasi, compreso il crollo di Achille Lauro, partito con la grancassa delle polemiche per l’autobattesimo in diretta tv e scivolato a metà classifica con un tonfo inaspettato. Ma la vittoria se la giocano in tre, Gianni Morandi, Elisa e la coppia Mahmood e Blanco– un podio che più transgenerazionale di così, non si può - confermando così le previsioni dei giornalisti e soprattutto quelle dei bookmakers, che da mesi davano per super favoriti i due idoli dei giovanissimi. E sono stati proprio Mahmood e Blanco, a sbancare l’Ariston con Brividi, che dopo aver macinato record di ascolti su Spotify, ha sbancato anche al televoto:da soli hanno ottenuto più voti (54,3%) di quelli ricevuti da Elisa (21,9%) e da Gianni Morandi (23,8%) messi insieme. In perfetto stile italianoil gran finale: mentre pubblico e orchestra applaudo, Blanco corre in sala per abbracciare la mamma. Ora, dopo la sbornia da vittoria, hanno un altro obiettivo: andarsi a prendere l’Eurovision 2022, il prossimo maggio a Torino, e tentare l’impresa impossibile di una doppietta in pieno stile Mäneskin. Sognare, non costa niente.
Tanto tuonò che la «strana coppia» Jovanotti-Morandi vinse la serata delle cover di Sanremo 2022. Amadeus si sta rivelando un abilissimo giocatore di poker e dopo l’arrivo a sorpresa di Fiorello, lo sbanca ascolti Zalone, la performance gioiello di Cremonini, ha bluffato fino all’ultimo nascondendo l’asso pregiato. Il sodale Jova. Lui era già arrivato nel pomeriggio in città, ma intorno alla sua presenza aleggiava il mistero: era qui solo per supportare Morandi (è l’autore di Apri tutte le porte, in gara al Festival), per cantare con lui o per fare il super ospite? Alla fine, ha fatto tutte e tre le cose assieme, regalando due momenti diversi e speciali allo show. Nel primo ha duettato con il Gianni nazionale, in un bizzarro medley dei loro successi, nel secondo ha ripercorso l’amicizia che da quarant’anni lo lega ad Amadeus, tra poesia e amarcord da strapaese con Che sarà. È il trionfo dei buoni sentimenti e dei legami speciali, che prendono il sopravvento dopotre serate di ascolti boom e polemiche di ogni tipo, da Lauro che si auto-battezza alla presunta bestemmia al gioiello-cannabis della Muti. «È il festival degli amici», dice il trionfatore Jovanotti in chiave democristiana (fa subito festa dell’amicizia della Dc, diciamolo) e in perfetta linea con Ama, uno che ricerca l’armonia più che lo scontro.
Ma un po’ di tensione potrebbe essere montata nel corso della serata. Chissà come l’avranno presa infatti gli altri cantanti in gara vedendosi planare sul palco un calibro da novanta come Jovanotti (per altro, come se Morandi già di suo non bastasse). La competizione ha comunquespiccato il volo, partendo da una Noemi che graffia e porta a casa una You Make Me Feel Like a Natural Woman memorabile, per passare poi a chicche come Baby one more time rifatta dall’inedita coppia Emma-Michielin, Dargen D’Amico che stravolge (bene) La bambola della Pravo e ancora Mahmood e Blanco, strepitosi con Il cielo in una stanza. Ma non mancano cover dimenticabili come Tananai che rifà A far l’amore comincia tu o il medley di Ana Mena e Rocco Hunt (perché, ma perché?). Nel complesso lo show scivola veloce e brilla anche grazie alla co-conduttrice della serata, Maria Chiara Giannetta, la star della fiction Blanca: ironica, brillante, l’attrice fa ridere in coppia con Maurizio Lastrico, poi emoziona (ma senza qualunquismi e retorica sulla diversità) quando incontra i tutor non vendenti che l’hanno aiutata nella preparazione della serie di Rai1. Un talento da tenere d’occhio.
In attesa dell’ultima serata, con l’arrivo di Sabrina Ferilli, prende forma la classifica finale: per ora sono saldamente in testa Mahmood e Blanco, ma da domani tutto è esclusivamente nelle mani del pubblico equando c’è di mezzo il televoto, il ribaltone è sempre dietro l’angolo.
Terza serata all'Ariston tra le esibizioni di tutti i big in gara e il primo podio decretato anche con il voto del pubblico: sul gradino più alto Mahmood e Blanco, poco più in basso Elisa e Gianni Morandi. Il Festival piace, anche ai più giovani.
L’OPA lanciata da Mahmood e Blanco sulla vittoria di Sanremo 2022 è cominciata lunedì e da qui a sabato rischia di essere inarrestabile. Elisa permettendo. I due cantanti sono infatti primi in classifica, subito davanti alla collega, e hanno già strappato un record: Brividi è diventata la canzone italiana più ascoltata di sempre in un giorno su Spotify Italia e ha già sbancato le visualizzazioni su YouTube.
La gara però è apertissima e l’intreccio di televoto, demoscopica e giudizi della sala stampa può stravolgere tutto. Cicli e ricicli, insomma, con Mahmood possibile trionfatore del Festival appena tre anni dopo Soldi. Tre anni ma sembra passata una vita da quando Luigi Di Maio chiedeva a gran voce di cambiare i regolamenti suggerendo di puntare tutto solo sul televoto: lo disse nel pieno delle polemiche su élite e giurie di qualità ma nessuno gli diede retta, Amadeus ha fatto di testa sua e il risultato sono hit triplicate, boom di streaming e più giovani che guardano Sanremo (persino nella complicatissima fascia dai i 15-34 anni).
Quanto alla terza serata del Festival, nella lunga cavalcata per riascoltare tutte e venticinque la canzoni in gara spicca la bravura di Cesare Cremonini, che spiega a tutti come si fa guest star a Sanremo senza limitarsi alle solite auto promozioni: fare spettacolo è una cosa seria e lui lo sa fare.
Non è da meno Drusilla Foer, la cui presenza era stata anticipata da una grancassa di polemiche (è in realtà l’alter ego dell’attore Gianluca Gori) per la partecipazione di un personaggio en travesti. Spiazza chi non lo conosce con il suo talento poliedrico – canta, recita, tiene il palco – e fa dimenticare le performance opache di Ornella Muti e Lorena Cesarini nelle prime due serate. È la vera rivelazione di questo Festival, almeno per ora. Carismatica.
C’è chi sale e c’è chi scende, vedi Achille Lauro: lontani i fasti di Rolls Royce, due anni fa, su di lui si concentrano i giudizi in chiaroscuro di critica e pubblico. La canzone Domenica non ha fatto il botto, il suo auto-battesimo sul palco si è rivelato un boomerang e lui arretra arrivando al massimo a sbottonarsi i pantaloni. Ha già perso il tocco magico? Di certo c’è che è scivolato a metà classifica. Difficile riesca a risalire la china. Vanno meglio le cose a Gianni Morandi, che si piazza inaspettatamente terzo nella classifica provvisoria: gli artisti in quota over, da Ranieri alla Zanicchi e Rettore, stanno vivendo una seconda giovinezza a questo Festival. Sanremo si sta rivelando più potente del Gerovital.





