Perché Salvini tiene in piedi il governo

«Se l'Eni avesse ricevuto una fornitura di 3 milioni di tonnellate di kerosene o gasolio, nel palazzo di vetro in cui all'Eur ha sede il quartier generale del gruppo l'avrebbero saputo anche gli uscieri». Ride di gusto il mio interlocutore, un manager che di affari internazionali ne ha conclusi a dozzine. In base alla sua esperienza, quella messa in scena nella hall del Metropol di Mosca non era una trattativa per vendere petrolio e finanziare la Lega, ma solo un trappolone per allocchi. Così, mentre sghignazza, mi spiega: «Ma le pare che 12 milioni di barili arrivino senza che se ne sappia nulla? Primo: l'Eni non importa prodotti raffinati, ma greggio, e se avesse sottoscritto un contratto come quello, avrebbe dovuto giustificare un cambio di rotta nelle strategie aziendali, comunicandolo all'intero (...)
Roberto Cingolani (Ansa)
La commissione interministeriale sforna un testo di 160 pagine che non tiene conto delle evidenze scientifiche. Tanto da dover ammettere: «Cammino non lineare».
I 192 miliardi del Recovery arriveranno solo in cambio di una «ambiziosa» spending review di cui non c'è traccia nel decreto. Entro fine anno bisognerà realizzare 51 riforme, tra cui fisco e giustizia. La Francia frena sulla rivisitazione del Patto di stabilità.
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