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Ritratti | Giorgio Armani, storia di un re

Il termine utopia è la maniera più comoda per liquidare quello che non si ha voglia, capacità, o coraggio di fare. Un sogno sembra un sogno fino a quando non si comincia da qualche parte, solo allora diventa un proposito, cioè qualcosa di infinitamente più grande. Parto da questa citazione di Adriano Olivetti perché è stato forse il primo, più grande, rivoluzionario d’impresa italiano. In questo podcast abbiamo provato a disegnare i ritratti di altri uomini e donne, viventi e non, che hanno lasciato il segno sulle pagine delle storia economica di questo Paese. Alcuni esprimendo un potere di lunga durata, altri portando la direzione di un intero settore produttivo verso la modernità. Quasi tutti hanno avuto grandi maestri ma pochissimi allievi. Una generazione senza eredi, solisti spesso irripetibili. Hanno vissuto da dentro il succedersi dei principali fatti dell’industria e lo sviluppo delle tecnologie più avanzate che hanno caratterizzato la vita economica e sociale dell’Italia. Hanno gestito i successi e i grandi passi avanti compiuti ma hanno anche conosciuto le conseguenze della nostra debolezza strutturale in aree strategiche. Ritratti racconta le storie di personaggi visionari capaci di fare, di realizzare strategie, di convincere sé stessi prima degli altri, di giocarsi la scena per un’idea, di preoccuparsi del dopo e non del prima. Imprenditori, manager, banchieri. Italiani e italiane che, impiegando capitali propri o gestendo capitali pubblici, con metodi, risultati e principi diversi, hanno costruito nei quasi 80 anni della Repubblica un sistema industriale, che pur tra alti e bassi ha collocato l’Italia tra i dieci Paesi più ricchi del mondo. Perché se l’economia è il motore della storia, l’uomo è il motore di entrambe.

«Se gli Stati Uniti si sfilassero dalla Nato, ci sono due fattori principali che verrebbero a mancare. Il primo e più importante è la capacità di comando e controllo, perché la guerra bisogna saperla fare e l’Europa non la sa fare. Il secondo è l’intelligence, perché non averne una efficace significherebbe avere uno strumento cieco». Così il generale Leonardo Tricarico, ex capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica.

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Trump minaccia di mollare la Nato. L’Alleanza: «Calma, provoca spesso»
Donald Trump (Ansa)
  • Il presidente Usa Donald Trump paventa ancora l’addio al Patto Atlantico, ma i partner incassano senza preoccuparsi troppo. Giuseppe Conte riapre la polemica su Sigonella: «Nessuna base va concessa agli Usa». Guido Crosetto pronto a riferire in Aula.
  • Appello congiunto di 15 Paesi Ue per fermare gli attacchi di Idf ed Hezbollah. Il ministro libanese Michel Menassa: «L’operazione di Tel Aviv indebolisce i nostri sforzi anti miliziani».

Lo speciale contiene due articoli

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È il tempo di copiare Germania e Norvegia
Davide Bartesaghi (Ansa)
Dopo la delusione di Euro 2000, la Federcalcio tedesca ha lanciato il «Programma talenti» finanziando centri d’eccellenza diffusi dove monitorare i vivai. Lo scouting è centrale. Il mantra del modello scandinavo (in ascesa): fino a 13 anni niente tattica.
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Flop e spocchia, ma Gravina resiste. Poltrona da mezzo milione all’anno
Gabriele Gravina (Imagoeconomica)
  • Il presidente della Figc, al secondo fallimento Mondiale, non si dimette e dileggia gli azzurri vincenti negli altri sport: «Ma loro sono dilettanti». Anche Abodi lo sfiducia sperando in un «sussulto di dignità».
  • Il campione del mondo 1982 Beppe Dossena a gamba tesa sul sistema che sta governando il pallone: «Riforme mai avviate e associazioni complici. Appena 400 euro a chi allena i ragazzi?»

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