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Ritratti | Giorgio Armani, storia di un re

Il termine utopia è la maniera più comoda per liquidare quello che non si ha voglia, capacità, o coraggio di fare. Un sogno sembra un sogno fino a quando non si comincia da qualche parte, solo allora diventa un proposito, cioè qualcosa di infinitamente più grande. Parto da questa citazione di Adriano Olivetti perché è stato forse il primo, più grande, rivoluzionario d’impresa italiano. In questo podcast abbiamo provato a disegnare i ritratti di altri uomini e donne, viventi e non, che hanno lasciato il segno sulle pagine delle storia economica di questo Paese. Alcuni esprimendo un potere di lunga durata, altri portando la direzione di un intero settore produttivo verso la modernità. Quasi tutti hanno avuto grandi maestri ma pochissimi allievi. Una generazione senza eredi, solisti spesso irripetibili. Hanno vissuto da dentro il succedersi dei principali fatti dell’industria e lo sviluppo delle tecnologie più avanzate che hanno caratterizzato la vita economica e sociale dell’Italia. Hanno gestito i successi e i grandi passi avanti compiuti ma hanno anche conosciuto le conseguenze della nostra debolezza strutturale in aree strategiche. Ritratti racconta le storie di personaggi visionari capaci di fare, di realizzare strategie, di convincere sé stessi prima degli altri, di giocarsi la scena per un’idea, di preoccuparsi del dopo e non del prima. Imprenditori, manager, banchieri. Italiani e italiane che, impiegando capitali propri o gestendo capitali pubblici, con metodi, risultati e principi diversi, hanno costruito nei quasi 80 anni della Repubblica un sistema industriale, che pur tra alti e bassi ha collocato l’Italia tra i dieci Paesi più ricchi del mondo. Perché se l’economia è il motore della storia, l’uomo è il motore di entrambe.

Sinistra e sindacati contro la telecronaca ma guai a citare la gaffe di Re Sergio
Ansa
  • Indignazione per gli sfondoni Rai dopo il «Bulbarelli gate». Poi Mattarella apre la 15esima edizione (è la numero 25): tutti muti.
  • Alla cerimonia controlli in palla. Il vice Trump ieri è stato in visita al Cenacolo vinciano.

Lo speciale contiene due articoli

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Ci siamo: si frigge per Carnevale. Un dolce che piacerà tantissimo ai bambini, ma che fa gola anche ai grandi sono le castagnole espresse da riempire di una vellutata crema all’arancia. Si fanno rapidamente e hanno tutta la dolcezza che potete aspettarvi da un pomeriggio di festa.
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Sono più onesti quelli di Askatasuna che politici e intellettuali di sinistra
Zerocalcare (Ansa)
A una settimana dagli incidenti di Torino, fra i progressisti (Zerocalcare in testa) regna ancora omertà e collusione sulle colpe del centro sociale. I cui esponenti hanno almeno la sincerità di rivendicare gli assalti.

Verrebbe da riprendere antichi titoli di Cuore per descrivere la faccia tosta dei progressisti italiani. Soprattutto dopo avere letto il lungo servizio che ieri Tuttolibri della Stampa dedicava a Zerocalcare per farlo parlare del caso di Maja T, «antifascista non binaria» condannato in primo grado in Ungheria a 8 anni di carcere per le aggressioni a manifestati di destra nel 2023, durante il Giorno dell’onore (sono gli stessi fatti per cui è finita nei guai Ilaria Salis).

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