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Ritratti | Giorgio Armani, storia di un re

Il termine utopia è la maniera più comoda per liquidare quello che non si ha voglia, capacità, o coraggio di fare. Un sogno sembra un sogno fino a quando non si comincia da qualche parte, solo allora diventa un proposito, cioè qualcosa di infinitamente più grande. Parto da questa citazione di Adriano Olivetti perché è stato forse il primo, più grande, rivoluzionario d’impresa italiano. In questo podcast abbiamo provato a disegnare i ritratti di altri uomini e donne, viventi e non, che hanno lasciato il segno sulle pagine delle storia economica di questo Paese. Alcuni esprimendo un potere di lunga durata, altri portando la direzione di un intero settore produttivo verso la modernità. Quasi tutti hanno avuto grandi maestri ma pochissimi allievi. Una generazione senza eredi, solisti spesso irripetibili. Hanno vissuto da dentro il succedersi dei principali fatti dell’industria e lo sviluppo delle tecnologie più avanzate che hanno caratterizzato la vita economica e sociale dell’Italia. Hanno gestito i successi e i grandi passi avanti compiuti ma hanno anche conosciuto le conseguenze della nostra debolezza strutturale in aree strategiche. Ritratti racconta le storie di personaggi visionari capaci di fare, di realizzare strategie, di convincere sé stessi prima degli altri, di giocarsi la scena per un’idea, di preoccuparsi del dopo e non del prima. Imprenditori, manager, banchieri. Italiani e italiane che, impiegando capitali propri o gestendo capitali pubblici, con metodi, risultati e principi diversi, hanno costruito nei quasi 80 anni della Repubblica un sistema industriale, che pur tra alti e bassi ha collocato l’Italia tra i dieci Paesi più ricchi del mondo. Perché se l’economia è il motore della storia, l’uomo è il motore di entrambe.

«Gli Usa hanno un problema col fondamentalismo cristiano»
Franco Cardini (Getty Images)
Lo storico Franco Cardini: «Trump rischia di alienarsi il mondo cattolico. Ma attenzione all’avanzata di un uso “militare” della fede soprattutto da parte di ambienti ricchissimi e influenti».
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Vance tenta il disgelo con il Vaticano: «Grazie a papa Leone, preghiamo per lui»
JD Vance (Ansa)
Dopo le precisazioni del Pontefice, il vicepresidente tende la mano: «Lui predica il Vangelo, noi cerchiamo di applicarlo».

Washington e Vaticano cercano di ricucire i pezzi di una rottura che non fa bene a nessuno. Lo sa papa Leone XIV che per primo ha cercato di stemperare le parole del presidente Usa Donald Trump chiarendo di non volerci dibattere. Una reazione molto gradita al vicepresidente americano e cattolico JD Vance: «Sono grato a papa Leone per aver detto questo.

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«A Hormuz l’America rischia di perdere il dominio sui mari»
Il generale Paolo Capitini (Imagoeconomica)

Il generale Paolo Capitini: «La guerra ha indebolito l’opposizione agli ayatollah Netanyahu non voleva il cambio di regime, ma smembrare l’Iran».

«Trump voleva assicurarsi che l’Iran non possedesse la bomba atomica, ma in realtà la Repubblica islamica la possiede già: si chiama Hormuz». Paolo Capitini è un generale dell’esercito italiano che ha partecipato a missioni in varie guerre, dalla Somalia alla Bosnia fino al Kosovo.

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Edicola Verità | la rassegna stampa del 20 aprile

Ecco #EdicolaVerità, la rassegna stampa podcast del 20 aprile con Flaminia Camilletti

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