La Lega calcio boccia la riforma Figc
Gabriele Gravina (Imagoeconomica)
Affondato il piano di Gravina. Il presidente della Serie A, Casini: «Vogliamo più peso». Accordo con il colosso Usa del gaming: match trasmessi anche nelle sale scommesse.

La Lega di Seria A va per la sua strada e rispedisce al mittente la proposta di riforma della Figc di Gabriele Gravina. Anzi, nel giorno in cui l’assemblea delle squadre del campionato italiano dicono no al modello Figc, è sempre la Lega a sottoscrivere un accordo da 200 milioni di euro con Stats Perform, società di gaming statunitense: verranno ceduti i dati del nostro calcio e nelle sale scommesse sarà possibile vedere parte delle partite in streaming.

La rottura con Gravina è totale, un passaggio che peserà il prossimo anno quando a febbraio andranno rinnovati i vertici del nostro calcio, dalla Figc al Coni compresa la stessa Lega calcio. La strada è tracciata. Nelle prossime settimane sarà varato un nuovo progetto di riforma interno che sarà portato avanti dal presidente Lorenzo Casini, dopo la scelta di alcuni consulenti del settore. L’obiettivo è la totale autonomia dalla Figc. Ma allo stesso tempo bisognerà considerare l’ultima sentenza della Corte europea che prevede come «le norme Fifa e Uefa sull’approvazione preventiva delle competizioni di calcio per club, come la Superlega, sono contrarie al diritto dell’Ue». La Lega di Serie A conferma, quindi, ancora una volta di volere maggiore autonomia. E, soprattutto, certifica che il documento di Deloitte presentato nei giorni scorsi non assicurava né autonomia né una riforma strutturale. Ma, soprattutto, la Lega presieduta da Lorenzo Casini e Luigi De Siervo, rinnova alla Figc le critiche che erano già state fatto in passato alla Covisoc, l’organo di controllo simile alla Consob, che controlla i bilanci delle nostre squadre di calcio. «L’assemblea dei club ha esaminato il documento Figc e non è rimasta soddisfatta dalle priorità segnalate. Viene posticipato l’intervento sulla governance del sistema federale e sul riequilibrio di pesi e rappresentanze a favore della Serie A», ha detto il presidente della Lega Serie A, Casini, in conferenza stampa. «La sostenibilità economico-finanziaria è una priorità, ma ci aspettiamo che si affrontino prima le questioni di equilibrio dei pesi federali e di rappresentanza», ha aggiunto, rispondendo alle parole dello stesso Gravina che, invece, aveva sottolineato le tre «esse» che devono essere al centro della riforma del calcio italiano, ovverosia «solvibilità, stabilità e sostenibilità».

Per il numero uno della Figc sono giornate di dialogo, ma a quanto pare i club non vogliono sentirne parlare. Anche perché, secondo Casini, «la Serie A non si sente rappresentata per quello che dovrebbe essere. Il sistema attuale non garantisce il peso che dovrebbe avere». D’altra parte, la riforma proposta non aveva assolutamente il merito di riequilibrare i pesi all’interno della governance calcistica, anche perché veniva semplicemente assegnata una nuova poltrona al calcio femminile a una in più alla Serie B e alla Lega dilettanti, lasciando quindi la Serie A ancora in minoranza. «Il calendario è molto fitto, a livello internazionale le partite sono cresciute», ha spiegato Casini, «Si è parlato di format a 18 o 20 squadre? No. Un altro tema è la sovrapposizione delle partite di campionato con le coppe europee, che sarà inevitabile».

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