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Renzi scrive la manovra ombra per tornare in sella al Pd

Renzi scrive la manovra ombra per tornare in sella al Pd
ANSA
Il Bullo si fa intervistare dal Corriere per spiegare che lui e Pier Carlo Padoan, benché ci abbiano riempiti di debito quando governavano, hanno la ricetta per ridurre lo spread a 150. E spinge Marco Minniti capo dei dem, con l'intento di usarlo per riprendersi partito e potere.

Naturalmente, dopo aver sostenuto che un deficit superiore al previsto non sia da considerarsi un dramma, Renzi, come suo stile, dice il contrario, spiegando che non si possono sforare i parametri europei dicendo di non volerlo fare e spendendo i soldi per qualche cosa che non abbia a che fare con la crescita economica. A questo punto la brava Maria Teresa perde l'occasione di ricordagli che meno di un anno fa, in una lettera al Sole 24 Ore, era stato lui stesso a proporre di violare le regole di Bruxelles per cinque anni, sostenendo l'idea di un deficit prossimo addirittura al 3%, dunque più alto di quello messo a bilancio dal governo gialloblù. Alla Meli scappa pure il richiamo ai 10 miliardi spesi in prossimità delle elezioni europee, quando Renzi s'inventò di regalare 80 euro al mese a milioni di italiani, e non certo per favorire la crescita. Ma poi la giornalista del Corriere si riprende piazzando a muso duro una domanda ficcante: «E voi che cosa state facendo?». Ecco quindi arrivare la rivelazione dell'anno, uno scoop destinato a cambiare i destini, se non dell'Italia e del Partito democratico, per lo meno del senatore semplice di Scandicci. Renzi e Pier Carlo Padoan, cioè la coppia che negli ultimi quattro anni ci ha regalato alcune centinaia di miliardi di debito in più, hanno pronta una manovra alternativa a quella di Matteo Salvini e Luigi Di Maio. Sì, l'hanno scritta nei ritagli di tempo, per dare una mano a quel povero Giovanni Tria che ormai non si raccapezza più con le cifre. «La offriremo gratis alla maggioranza», dice l'ex premier, che senza entrare nel dettaglio spiega come con la ricetta sua e di Padoan lo spread passerà immediatamente da 300 a 150 punti. Non solo: con la finanziaria messa a punto tra Rignano e Scandicci, in una pausa delle riprese tv del suo nuovo programma, Renzi ha trovato il modo di ridurre le tasse. Scioccata dalla straordinaria rivelazione, Maria Teresa purtroppo si scorda di chiedere all'intervistato come mai questa miracolosa cura egli non l'abbia applicata quando era presidente del Consiglio. Né, quando l'ex premier rammenta che i grillini sono contro la Tap e la Tav, le viene di obiettare all'interlocutore che proprio oggi è prevista la ripartenza dei lavori in Puglia, mentre quelli in Piemonte non si sono mai realmente interrotti. Duramente provata dagli scoop che il fu segretario del Pd le ha confidato, la collega del Corriere di Scandicci però si riprende sul finale, riuscendo a piazzare un colpo da knockout. «Si illude che vi ascoltino?», domanda speranzosa. Ma il Clint Eastwood del Pd non si fa incastrare e come un consumato attore replica: io non mi illudo di nulla. «Noi offriamo una soluzione», è la lapide che seppellisce ogni replica.

Alla povera Meli, a questo punto, non resta che rifilare qualche domanda sul destino del Pd, sulle lotte interne per la poltrona da segretario e sulla prossima Leopolda, cioè sullo spettacolo che da anni è messo in scena a Firenze per celebrare il prestigio dello stesso Renzi. E anche su questo l'ex presidente del Consiglio non fa mancare le soddisfazioni. Liquidato Zingaretti come se si trattasse di un oscuro collaborazionista dei grillini destinato a essere messo presto da parte (ovviamente nel giorno in cui questi annuncia la sua candidatura), il senatore di Scandicci tiene a battesimo la proposta di Marco Minniti come segretario, definendolo il solo in grado di battere Salvini. Per il resto, nonostante il partito sia dato attorno al 15% da vari sondaggi, Renzi spiega che per il Pd le cose si mettono bene. «E andranno sempre meglio nei prossimi mesi». Applausi. A Maria Teresa per essere riuscita a fargli confessare la straordinaria previsione.

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L’ultima beffa dell’emergenza Covid. «Fatti test con tamponi farlocchi»
iStock
Il governo Conte aveva affidato allo Spallanzani il compito di validare l’iter per stanare i positivi al virus Zedda (Fdi): «Per l’ex direttore Ippolito non era necessario. Utilizzati 180 milioni di dispositivi antiscientifici».

Nonostante il pressing ostinato della senatrice Antonella Zedda (Fdi), la testimonianza resa in commissione Covid da Beppe Ippolito, direttore scientifico dell’Istituto romano Spallanzani ed ex membro Cts in pandemia, ha convinto poco sotto il profilo della chiarezza e della trasparenza.

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Schiaffo a Schillaci: alt alla riforma dei medici di base
Orazio Schillaci (Ansa)
Il progetto del ministro, condiviso con le Regioni, puntava a riempire le Case di comunità (previste dal Pnrr) con dottori assunti dal Ssn, imponendo un minimo di ore ai liberi professionisti. Il centrodestra frena. La categoria: «No agli stipendi per obiettivi».

Colpita da una raffica di aspre critiche, va a fondo la riforma per la medicina generale voluta dal ministro della Salute. L’ennesimo flop di Orazio Schillaci si traduce in un nulla di fatto per le oltre 1.000 Case di comunità finanziate con 2 miliardi di euro del Pnrr e che devono essere a regime entro l’estate, ma ancora non si sa con quale personale.

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Crociata degli atei, Sant’Agata vietata ai bimbi
Il busto reliquiario di Sant'Agata a Catania (Getty Images)
L’Unione degli Atei e degli Agnostici sbraita per la visita, organizzata dalla scuola di Zafferana Etnea, alla patrona di Catania. Il preside cancella l’evento, le autorità religiose e politiche stanno zitte. Le stesse che strepitano contro Valditara per lo stop alle teorie Lgbtq negli istituti.
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L’Ong antirazzista dava la paghetta ai neonazi
La ripartizione dei fondi del Southern Poverty Law Center (Getty Images)
Nuovi dettagli sugli antifa dell’Alabama che, per giustificare la loro esistenza, hanno versato 3 milioni al Ku Klux Klan: finanziavano persino i roghi delle croci. Così, le donazioni degli attivisti sono aumentate del 233%. Il problema, però, sarebbe la fuga di notizie...
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