Caccia all’uomo dopo la rapina con ostaggi in banca a Napoli

Caccia all’uomo alla ricerca dei banditi, almeno tre, che nella giornata di ieri hanno compiuto una clamorosa rapina alla filiale della Crédit Agricole di Piazza Medaglie d’Oro, nel quartiere Vomero a Napoli. I rapinatori, dopo aver scassinato e portato via diverse decine di cassette di sicurezza, si sono dileguati allontanandosi nelle fogne. Venticinque tra dipendenti e clienti sono stati tenuti in ostaggio dai banditi, che avevano il volto coperto da maschere che alcuni hanno ricondotto al volto di attori cinematografici.

I clienti della Crédit Agricole di Piazza Medaglie d’Oro, a Napoli, si sono messi in fila da questa mattina — dopo essere rimasti già fino a notte davanti all’istituto di credito — per fornire al personale i dettagli relativi alle proprie cassette di sicurezza, bottino dei rapinatori che ieri hanno svaligiato la banca. «L’hanno aperta con il cacciavite. È diventato troppo facile rapinare una banca», racconta una donna dopo aver scoperto che la sua cassetta di sicurezza è stata aperta.

Sul luogo della rapina sono presenti anche gli uomini della municipalizzata Abc Napoli. Gli operai dovranno infatti aiutare le forze dell’ordine e gli investigatori a individuare il percorso che i banditi avrebbero seguito per la fuga, riuscendo ad allontanarsi attraverso le fogne. È stato scavato un tunnel, frutto di un lavoro evidentemente minuzioso e particolarmente lungo nel tempo: un’attività condotta con modalità che fanno pensare anche a mani esperte, capaci di effettuare lo scavo senza farsi notare.

Da non perdere

Inchieste

Deas, cade l’accusa per tentato peculato

La Procura di Roma, al termine delle indagini sull’inchiesta Sogei, ha escluso ogni contestazione nei confronti della società di cybersicurezza, inizialmente coinvolta come persona giuridica ai sensi del d.lgs. 231/2001.

Ranucci provò a fornire l’alibi a Lavitola
Inchieste

Ranucci provò a fornire l’alibi a Lavitola

Nell’ordinanza di arresto, tutti i tentativi del conduttore di «Report» di giustificare la presenza dell’amico (incastrato dalle celle telefoniche) davanti a casa sua durante il sopralluogo in vista del «finto» attentato. Obiettivo: lanciare Sigfrido come premier.

Ecco perché Lavitola è finito in cella soltanto adesso
Inchieste

Ecco perché Lavitola è finito in cella soltanto adesso

L’indagine restituisce la meticolosità degli inquirenti: le intercettazioni degli esecutori, i riferimenti al mandante, gli accordi su soldi e assistenza legale, l’Africa: tutto porta alle manette per Valterino. Tavares (latitante) al «Tg1»: «Il cardiologo mi dice di non tornare».

Tutti i messaggi tra Ranucci e il suo attentatore Lavitola
Inchieste

Tutti i messaggi tra Ranucci e il suo attentatore Lavitola

Per il gip, l’ordigno sarebbe stato piazzato per accrescere la popolarità del conduttore di «Report» in vista della candidatura a leader della sinistra. Un progetto di cui i due hanno parlato a più riprese per anni, senza che il giornalista opponesse mai un rifiuto netto. Anzi: «Il sondaggio va costruito bene, o non serve».