Il Dicastero per la Comunicazione vaticana cambia volto e non solo quello. Ieri, infatti, papa Leone XIV ha nominato il nuovo prefetto del Dicastero per la Comunicazione: si tratta di Maria Montserrat Alvarado, attualmente Presidente e direttore operativo di Ewtn news.
Che, come noto, non è solo un colosso multimediale cattolico statunitense dalla storia romanzesca - fu fondato nel 1981 nel garage d’un monastero in Alabama da una clarissa, Madre Angelica, al secolo Rita Rizzo -, ma anche dalla linea editoriale tutto fuorché liberal o progressista; tanto che vi sono state frizioni tra tale emittente e il predecessore di Leone XIV.
Nel 2021, infatti, papa Francesco parlando proprio di Ewtn usò parole non esattamente tenere. «C’è, ad esempio», fu l’esternazione del pontefice argentino, «una grande televisione cattolica che non esita a parlare continuamente male del Papa. Personalmente merito attacchi e insulti perché sono un peccatore, ma la Chiesa non li merita. Sono opera del diavolo. L’ho detto anche ad alcuni di loro». Orbene, il fatto che la Ceo di quella stessa rete sia ora prefetto del dicastero vaticano per la Comunicazione non può lasciare indifferenti.
Per ridimensionare questa grande novità, c’è chi ha subito notato come la Alvarado - che entrerà in carica il prossimo 1° novembre - sia divenuta Ceo di Ewtn due anni dopo quelle parole di Francesco; il che è vero, ma questo cambia davvero di poco il rilievo della nomina di Prevost. Primo perché le critiche bergogliane riguardavano l’emittente e non già un suo dirigente o giornalista in particolare; secondo perché la linea editoriale di Ewtn è da sempre molto chiara; e per, usare un eufemismo, tutt’altro che progressista. Tanto che anche l’Associated Press, nel riferire la notizia di questa nomina, ha parlato di «profonda riforma delle attività di comunicazione del Vaticano». La stessa agenzia Reuters, poco più di un anno fa - con la Alvarado già saldamente dirigente -, parlava dell’emittente come d’un «punto di riferimento per i cattolici conservatori e come voce autorevole nella politica dell’era Trump».
Occorrerebbe dunque arrampicarsi sugli specchi, per negare la novità della nomina di ieri di papa Leone XIV. Che è ricaduta su una donna dal profilo manageriale e poco più che quarantenne - così anche anagraficamente distante dal prefetto uscente, il giornalista Paolo Ruffini, 70 anni il prossimo 4 ottobre, nominato nel 2018 da Francesco e già al centro di alcune polemiche (come la difesa della permanenza delle opere d’arte di Rupnik, gesuita all’epoca già accusato di abusi, sui media vaticani) - e che ha accolto con emozione la notizia del prestigioso incarico. «Sebbene questa nomina sia stata inaspettata», ha detto, «la accolgo con il sincero desiderio di servire il Santo Padre all’inizio del suo pontificato». «Sono grata a Paolo Ruffini», ha inoltre aggiunto, «e non vedo l’ora di continuare, nell’amicizia e nella speranza, l’importante lavoro di rafforzamento del Dicastero affinché possa continuare a servire la Chiesa a Roma e ovunque per comunicare Cristo al mondo».
La Alvarado non sarà la prima donna alla guida di un dicastero vaticano - c’è già suor Simona Brambilla, prefetto del Dicastero per gli istituti di vita consacrata, nominata da Francesco -, ma il fatto che sia la Ceo di Ewtn news rappresenta un forte di cambio di rotta; sotto alcuni punti di vista, forse è il segnale più importante finora dato, a livello nomine, da Prevost il quale, pur senza strappi, sta progressivamente dando ai vertici della Chiesa equilibri nuovi.



