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Pro Vita e Famiglia: «Sarà venduta come una caramella balsamica e la chiamano scelta etica»

Pro Vita e Famiglia: «Sarà venduta come una caramella balsamica e la chiamano scelta etica»
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«Sono passati circa 10 anni da quando la pillola 5 giorni dopo (EllaOne) veniva venduta dietro ricetta medica e solo dopo un test di gravidanza che risultasse negativo. Ora, verrà distribuita anche alle adolescenti come un'aspirina, senza ricetta medica. Stanno solo all'estero le femministe vere, come Renate Klein, che denunciano lo sfruttamento del corpo delle donne da parte della mentalità maschilista che muove queste "liberalizzazioni" e da parte delle case farmaceutiche che ci fanno soldi? (260.139 pillole EllaOne vendute in Italia nel 2018). E questa ultima mossa va a colpire la salute delle ragazzine», ha dichiarato Toni Brandi, presidente di Pro Vita e Famiglia onlus.

«L'ingrediente principale di EllaOne è l'ulipristal acetato che secondo la Agenzia europea dei medicinali ed altra letteratura scientifica causa danni al fegato. Per non parlare di altri effetti collaterali come vomito e diarrea, stanchezza, sanguinamento vaginale, mal di schiena, tensione mammaria, mal di testa e vertigini. Ma come al solito le donne non vengono informate e si continua a mentire: non si dice che i cosiddetti contraccettivi di emergenza, come EllaOne, possono avere effetto abortivo. Non sono certamente 'medicinali di emergenza' in quanto non curano nessuna malattia: o forse una nuova vita umana è una malattia da guarire? Sarebbe progresso vero se si aiutassero le ragazze a prendere consapevolezza della loro altissima dignità e del valore che ha il loro corpo, naturalmente atto a donare la vita: non è una pattumiera in cui scaricare composti chimici che serviranno solo a complicare la loro vita» ha aggiunto Jacopo Coghe, vice presidente della Onlus.

Caccia al cristiano in Mozambico. E l’Ue taglia gli aiuti alla sicurezza
Un orfanotrofio cattolico in Mozambico (Getty Images)
  • Ad aprile l’ultima incursione nel nord del Paese, che i jihadisti assediano da dieci anni. Una missione militare del Ruanda ha tolto agli islamici qualche roccaforte, ma dipende dai fondi di Bruxelles. Che ora sono a rischio.
  • Con le riserve non sfruttate, il Paese potrebbe diventare uno dei primi esportatori di Gnl. Però l’avanzata degli estremisti rallenta i progetti delle multinazionali.
  • Il missionario Fra Luca Santato: «Centinaia di famiglie sfollate. Ma nel sud, dove opero io, finora il terrorismo non è stato una minaccia».

Lo speciale contiene tre articoli.

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Navi ancora bloccate a causa della guerra tra Iran, Usa e Israele. Le imbarcazioni ancorano al largo della costa di Khasab, vicino allo Stretto di Hormuz in Oman, poiché il traffico marittimo attraverso questa strategica via d'acqua rimane ancora interrotto a causa della guerra che coinvolge Iran, Stati Uniti e Israele.

«L’Europa non agisce e alla fine subisce. Serve uno scossone»
Oscar Marchetto, presidente e ad di Somec
Il numero uno di Somec Oscar Marchetto: «Gli Usa calano e risalgono, noi restiamo lì per burocrazia, poco credito e mancanza di strategia industriale».
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Soldati dell’Idf hanno preso il controllo delle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla al largo delle acque di Cipro, secondo quanto riportano i media israeliani. Un commando della marina militare israeliana avrebbe abbordato una delle navi della Flotilla, partita dalla Turchia con circa 50 imbarcazioni dirette verso Gaza.

Poco prima, il ministero degli Esteri di Israele aveva scritto su X, riferendosi alla missione della Flotilla: «Ancora una volta, una provocazione fine a sé stessa: un’altra cosiddetta “flottiglia di aiuti umanitari” senza alcun aiuto umanitario. Israele non permetterà alcuna violazione del legittimo blocco navale di Gaza e invita tutti i partecipanti a questa provocazione a cambiare rotta e a tornare immediatamente indietro».

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