Su Prime Video la serie tv remake di «Mr. & Mrs. Smith»
A distanza di quasi vent’anni Amazon ha deciso di replicare la pellicola che nel 2005 vide protagonisti Brad Pitt e Angelina Jolie nel ruolo extra-cinematografico di un fedifrago e della sua amante. Mr. & Mrs. Smith, al debutto sulla piattaforma streaming venerdì 2 febbraio, è una storia di spionaggio: otto episodi, trama rivista, due protagonisti imbrigliati in un ruolo che la dimensione seriale ha reso più ampio, vagamente diverso da quello originale.

Era il 2005, quando Mr. & Mrs. Smith arrivò al cinema. Allora, non fece scalpore la trama, non la qualità narrativa o gli strumenti di produzione, bensì gli attori: i protagonisti, chiacchierati e discussi per ragioni altre rispetto a quelle professionali. Erano Brad Pitt e Angelina Jolie, nel ruolo extra-cinematografico di un fedifrago e della sua amante. Galeotto fu il set, si disse. La chimica cui il copione li costrinse, la prossimità della recitazione. I due si innamorarono, Brad Pitt lasciò ufficialmente Jennifer Aniston e la coppia neonata inaugurò la propria epoca d’oro, la reggenza dei Brangelina, così belli, impossibili, invidiati. E, a distanza di (quasi) vent’anni, replicati. Amazon Prime Video, di quella storia, genesi di un amore finito nel 2019, ha voluto un remake. Mr. & Mrs. Smith, così come la piattaforma streaming ha scelto di declinarlo, è diventato una serie televisiva. Otto episodi, la trama rivista, due protagonisti imbrigliati in un ruolo che la dimensione seriale ha reso più ampio, vagamente diverso da quello originale.

Mr. & Mrs. Smith, al debutto su Amazon Prime Video venerdì 2 febbraio, è una storia di spionaggio, sì. Ma è, altresì, la storia di una dinamica coatta, pericolosa e letale quanto e più di quella sottesa al lavoro di spia. È il matrimonio, le infinite congetture ed elucubrazioni, a correre parallelo all’azione. È il rapporto fra Donald Glover e Maya Erskine, fra due spie costrette a sposarsi per garantirsi la copertura necessaria ad agire indisturbati. Mr. & Mrs. Smith, diversamente dal film di cui è adattamento, non parte da una terapia di coppia, da flashback o sentimenti concreti. Parte dall’utilitarismo professionale. Un’unione fittizia, una vita da sogno, una casa a Manhattan, nel cuore pulsante di New York, infiniti biglietti aerei per infinite destinazioni. Poi, due sconosciuti, dipendenti di una stessa agenzia, messi con le spalle al muro. Donald Glover e Maya Erskine, che nella serie diventeranno John e Jane Smith, sono costretti a scegliere se accettare il pacchetto meraviglioso proposto loro dalla propria azienda o se rifiutarlo e tirar dritto con la propria routine. Sposarsi, dunque, fingere di essere una coppia e condividere i lussi della «promozione» o rimanere soli, individui meno gratificati ma liberi?

I protagonisti dello show, fattisi entrambi i dovuti esami di coscienza, propendono presto per la prima soluzione: turarsi il naso e fingersi innamorati. Cosa, questa, che come accade spesso nelle commedie romantiche perde subito (o quasi) i connotati della finzione. I coniugi Smith, protetti da identità costruite ad hoc, finiscono per innamorarsi davvero e la serie, allora, la storia di spionaggio diventa (anche) altro, un interrogarsi continuo sulle conseguenze dell’amore messe a paragone con i rischi del mestiere.

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