Prima li trascurano, ora li schierano. Così è nato il fondo per pagare gli agenti
Adesso che le piazze si scaldano il governo gioca d’anticipo e stanzia 68 milioni per mettere in campo 70.000 unità in più.

Negli ultimi mesi, anche sulle colonne di questo giornale, il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri è stato accusato di aver risposto tardi ed in misura insufficiente all’emergenza economica da Covid. Ricordiamo che ai primi di marzo Gualtieri pensava di cavarsela con 3,6 miliardi di deficit aggiuntivo, salvo poi stanziare progressivamente 100 miliardi fino ad agosto, rincorrendo sempre gli eventi e mai anticipandoli.

Ancora il 24 marzo dichiarava in audizione parlamentare che «la contrazione media del Pil nel 2020 sarebbe di qualche punto percentuale, grave ma pienamente gestibile e recuperabile». Sappiamo che non è andata esattamente così.

Ma mercoledì scorso è arrivato in Gazzetta Ufficiale il Decreto legge numero 137 (cosiddetto «Ristori») e dobbiamo riconoscere al titolare del Ministero di via XX Settembre di essersi finalmente mosso in anticipo ed in misura consistente. Non stiamo parlando dei 2,4 miliardi stanziati per il contributo a fondo perduto alle attività soggette a misure restrittive (bar, hotel, ristoranti, palestre, ecc…), che restano insufficienti come quelli erogato a giugno, ci riferiamo invece a uno stanziamento di circa 68 milioni a favore delle forze dell’ordine per «innalzare il livello di sicurezza al fine di vigilare sull’osservanza delle predette misure», cioè quelle adottate con il dpcm del 24 ottobre. Tale decreto comporta un accresciuto impegno di personale per «lo svolgimento dei delicati e necessitati compiti istituzionali di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, con riguardo all’attività di controllo, su scala nazionale, dell’osservanza delle prescrizioni adottate». Così testualmente recita la relazione al decreto.

Fin qui, nulla di particolarmente eclatante, ma sono i dettagli che seguono a fare la delizia dell’intenditore.

Infatti, per le finalità anzidette si prevede di rendere disponibili ben 70.000 unità (16.000 della Polizia di Stato, 35.000 dei Carabinieri, 7.000 della Guardia di Finanza e 12.000 della Polizia locale). Tali unità potranno percepire due voci aggiuntive in busta paga: la prima è un monte di 10 ore medio mensile pro-capite per lavoro straordinario, la seconda è un’indennità di ordine pubblico pari rispettivamente a 29 o 17 euro per turno giornaliero, a seconda che sia svolto in sede o fuori sede. La prima voce sviluppa un totale di circa 15 milioni, mentre la seconda raggiunge la ben più consistente somma di 53 milioni. Per ogni addetto si tratta mediamente di circa 900 lordi che aumenteranno la busta paga per il periodo di 40 giorni fino al prossimo 24 novembre.

Qui non solleviamo ovviamente perplessità sul dovere dello Stato di garantire il rispetto della legge, né tantomeno sul diritto dei lavoratori, pur molto trascurato in passato, di percepire un compenso adeguato al rischio ed all’impegno dell’attività eseguita. Rileviamo tuttavia che la relazione tecnica al decreto riporta che tale spesa è stata determinata in tutto e per tutto identica a quella del periodo della fase acuta del lockdown di marzo e aprile 2020. Allora, dopo un iniziale fabbisogno quantificato in 4.000 unità, si giunse rapidamente, con l’espandersi dell’epidemia, a circa 58.000 effettivi. Successivamente, a maggio il dispositivo di sicurezza fu diminuito a circa 12.000 unità e il decreto Agosto dispose, fino al 15 ottobre, l’impiego di 12.350 unità, oltre a 2.300 della Polizia locale.

Ci ritroviamo quindi, da una settimana all’altra, ad assistere a un aumento delle forze in campo nell’ordine di quasi cinque volte rispetto a quelle previste fino al 15 ottobre. Da notare che 70.000 unità da destinare esclusivamente a compiti di controllo dell’attuazione delle misure anti Covid, costituiscono mediamente circa il 20% del totale del personale dei Corpi coinvolti. Ciò che balza immediatamente all’occhio è il netto anticipo, rispetto al manifestarsi degli eventi, con cui lo Stato questa volta si è mosso e la forza d’urto che ha messo in campo, come detto, identica a quello dei mesi del lockdown, con elicotteri e droni che volteggiavano e corridori solitari inseguiti in forze lungo la spiaggia.

Questa volta lo Stato intende agire con mano forte sin dall’inizio e dobbiamo complimentarci con la capacità di previsione dimostrata al Ministero dell’Economia poiché, a sole poche ore dall’emanazione del decreto, le forze dell’ordine erano già in piazza a fronteggiare le proteste sia verso le misure restrittive adottate dall’ultimo dpcm e sia, soprattutto, verso l’insufficienza dei risarcimenti previsti per la chiusura delle attività. Sorge il sospetto che al governo fossero ben consapevoli delle proteste che sarebbero sorte in conseguenze delle misure restrittive e hanno quindi pensato bene di confezionare in un unico decreto sia la risposta risarcitoria insufficiente e sia il bastone per tenere a bada le piazze che prevedibilmente, come è poi accaduto, si sarebbero riempite.

Avremmo semplicemente voluto che la tempestività e la forza della risposta repressiva predisposta, fosse stata almeno pari a quella della risposta sul fronte economico, che appare tuttora insufficiente.

Da non perdere

Finalmente più liberi senza patentino antifà
Pensiero forte

Finalmente più liberi senza patentino antifà

L’Associazione italiana editori ha deciso che la dichiarazione di adesione ai valori dell’antifascismo non sarà più indispensabile per partecipare alla fiera Più libri più liberi. Anche le sette domande presentate senza sottoscrivere il documento verranno valutate. La decisione arriva dopo le proteste di diversi editori e le critiche al cosiddetto “patentino antifascista”, giudicato discriminatorio e contrario alla libertà editoriale.

Fronte Onu per «sfrattare» l’utero in affitto
Pensiero forte

Fronte Onu per «sfrattare» l’utero in affitto

A Ginevra, Italia e Vaticano guidano i lavori per una moratoria globale sulla maternità surrogata. Attesa una dichiarazione congiunta insieme ad altri Paesi contrari al commercio della vita. Eugenia Roccella: «I bambini non siano oggetto di transazione».