
Nel 2019, nella Milano che sognava di diventare capitale europea di grandi patrimoni e manager globali, prendeva forma il racconto di The Core, il club privato più esclusivo in arrivo da New York: soci selezionati, quote altissime, business, benessere, ristorazione di lusso e medicina della longevità, tutto in corso Matteotti 14. Dietro il progetto ci sono Jennie e Dangene Enterprise. Jennie ne è il volto imprenditoriale e relazionale. Ed è anche la donna che, in una mail del 15 aprile 2016 emersa nelle carte americane del caso Epstein-Maxwell, scrive a Jeffrey Epstein chiamandolo il suo «angelo custode».
Il club a Milano non ha mai aperto, anche se il sito ufficiale di The Core continua a presentare la città come sede in sviluppo e invita ancora a entrare nella community. Ma a quanto risulta alla Verità, in quella sede The Core non aprirà mai, perché il rapporto contrattuale che avrebbe dovuto renderlo possibile è stato risolto per inadempimento il 6 febbraio 2026.
Di certo le cifre circolate negli anni per le iscrizioni sono alte: 500 o 600 soci potenziali, fee iniziali da 50 mila dollari oppure formule tra 8.000 e 26.000 euro più Iva. Con 200 adesioni da 10.000 euro si arriva a 2 milioni; con 500, a 5 milioni; con quote da 26.000 euro, si supera quota 13 milioni. Oggi la stessa società parla di 700 soci: se fosse vero, la raccolta teorica salirebbe a 7 milioni di euro con una fee media da 10.000 euro, e potrebbe superare i 18 milioni con formule più alte.
Le carte del 2016 aiutano a capire il contesto. La mail di Jennie a Epstein non è isolata. The Core, già allora, non appare come un semplice club esclusivo, ma come una tessera di un sistema più ampio di relazioni. Gli uffici stampa lavorano. Escono articoli sui quotidiani, sui magazine patinati, sui siti di cucina, design e fitness. The Core sembra destinato a diventare il simbolo della nuova Milano ricca, appariscente, quasi immortale.
Poi arrivano i rinvii: prima il 2020, poi la pandemia, poi nuove date fino al terzo trimestre 2024. Ma il palazzo resta un cantiere. E c’è un dato decisivo: corso Matteotti 14 non è del club, ma della provincia veneta dell’Ordine dei Servi di Maria. Per quella sede si parla di 1 milione e 755.000 euro l’anno di costi di gestione.
Nel frattempo emerge anche una causa civile promossa a New York da Jennie e Dangene Enterprise contro Michael Shvo. Nelle carte, Milano figura tra i tre pilastri dell’espansione del marchio, insieme a New York e San Francisco, dentro un’operazione da circa 100 milioni di dollari. Le stesse carte richiamano il caso di San Francisco, presentato come imminente pur senza reali prospettive di apertura. Letti insieme, questi elementi fanno affiorare il sospetto di uno schema ricorrente: grandi promesse per spingere altri a esporsi sul piano immobiliare e finanziario, seguite dalla rottura quando soldi e garanzie non arrivano.
Come se non bastasse, nel 2025 alcune società del gruppo Core hanno chiuso negli Stati Uniti un contenzioso civile per frode sui fondi Covid. Secondo il governo federale, avevano ottenuto prestiti inammissibili per oltre 4,6 milioni di dollari. Il caso si è chiuso con un accordo da 360.000 dollari e una garanzia da oltre 8,1 milioni firmata da Jennie Enterprise.
Il vero snodo arriva però nel 2025. L’1 agosto Reinvest acquista il 100% di Core Matteotti srl, gravata da debiti, morosità verso la proprietà ecclesiastica e altre inadempienze. Il 15 ottobre 2025 Core Matteotti stipula con Core Milan srl un contratto di sublocazione. Sembra il rilancio decisivo: Core Milan comunica ai soci la ripresa dei lavori e torna a far sottoscrivere membership. Ma secondo quanto ricostruito da La Verità, il 6 febbraio 2026 Core Matteotti risolve per inadempimento il contratto con Core Milan. Eppure, mentre le carte dicono che quel rapporto è saltato, negli ultimi mesi alcuni giornali hanno continuato a rilanciare l’ipotesi di un’apertura nel 2027. Abbiamo chiesto una replica a Reinvest, ma non abbiamo avuto riscontri. Nel frattempo The Core, alle domande decisive - sul titolo contrattuale su corso Matteotti 14 - non ha dato una risposta sostanziale.





