Esiste un’età dell’oro delle moto. Un’età che rappresenta un punto di svolta per la loro storia e che, proprio come il sole, nasce in Oriente. Più precisamente in Giappone. È quell’età che inizia a metà degli anni Sessanta e che si estende fino a tutti gli anni Ottanta. Gli anni in cui si impongono su scala mondiale le grandi case motociclistiche dell’isola: Kawasaki, Honda e Suzuki.
Tutti gli appassionati iniziano a guardare là, dove i motori hanno prestazioni migliori e le moto design più affascinanti. Non si tratta dell’inizio di una moda, perché quelle vanno e vengono. Si tratta di un vero e proprio culto per le case giapponesi che arriva fino ad oggi. Forse, anche per questo, Suzuki ha voluto proporre un modello moderno, anzi modernissimo, con un design che però guarda al passato e a quegli anni ruggenti. Lo fa con la Gsx8-TT, che richiama la celebre T500 Titan prodotta a partire dal 1967 e che fu il primo modello importato in Italia, oltre cinquant’anni fa, nel 1970.
L’abbiamo provata per oltre sette giorni, in strade urbane ed extra urbane. Ma, come per tutte le storie d’amore che si rispettino, dobbiamo partire dall’inizio, quindi dal nostro incontro. Come per un appuntamento combinato, avevamo già avuto modo di vedere le foto e, lo ammettiamo, ci aveva già convinto. Poi però l’abbiamo vista dal vivo, in tonalità verde rio, la stessa che vedete nelle foto di questa pagina. Un verde profondo, al quale sono stati abbinati dei cerchi oro, il cui colore viene richiamato anche sul serbatoio, accanto a una tonalità più chiara di giallo. Ad affascinarci maggiormente il cupolino squadrato, ispirato alla Suzuki GS1000 in configurazione racing utilizzata nel campionato americano AMA. Ci spostiamo, accendiamo il quadrante. Alla vista è molto chiaro ed efficace. C’è tutto ed è esattamente dove deve essere. Allarghiamo lo sguardo agli specchietti bar end, che combinano look vintage e funzionalità raffinata. Avevamo dei dubbi per quanto riguarda la visibilità ma ci siamo dovuti ricredere. Effettivamente, riducono l’interferenza con il corpo del pilota e migliorano la visibilità posteriore. Approvati.
Essendo una sport-heritage, ovvero una moto che unisce design retrò e tecnologia, è quest’ultima a fare da padrona. Alcune informazioni, così come le racconta la casa madre: «Il motore è gestito in maniera integrata con tutta l’elettronica di bordo dal Suzuki intelligent ride system.
I sistemi elettronici prevedono: «Scegliiltiro» - Suzuki Drive mode selector con tre modalità di guida; «Aprisereno» - Suzuki tractioncontrol system regolabile su tre livelli e disattivabile; l’acceleratore ride-by-wire; i dispositivi Suzuki easy start system e «Partifacile»; Low RPM assist; «Cambiarapido» - Bi-directional quick shift system, affiancato da una frizione assistita antisaltellamento». A questo punto, i puristi, quelli che cercano ancora moto difficili, potrebbero lamentarsi per la troppa tecnologia, ma si tratterebbe infatti di un errore. Innanzitutto perché la gran parte di questi sistemi sono disattivabili. E poi perché aiutano davvero la guida. Il motore, invece, è un bicilindrico parallelo da 776 cm cubici con distribuzione bialbero Dohc a quattro valvole per cilindro. La coppia massima è di 78 Nm a 6.800 giri/min, mentre il picco di potenza è di 61 kW (83 cv) a 8.500 giri/min, con un consumo di 4,2 l/100 km nel ciclo misto Wmtc. La Gsx8-TT è dotata del Suzuki cross balancer, un sistema di equilibratura a doppio contralbero che posiziona i due contralberi a 90° rispetto all’albero motore. Altri dati tecnici che spiegano la comodità di questa moto, anche sulle lunghe distanze, riguardano l’interasse di 1.465 mm, dove si crea una perfetta triangolazione tra manubrio, pedane e sella. La seduta è a 810 mm da terra, permettendo così un ottimo equilibrio per tutte le altezze. A migliorare il piacere di guida ci pensano le sospensioni Kyb, con una forcella a steli rovesciati da 43 mm e un monoammortizzatore a leveraggio progressivo regolabile nel precarico. A completare il tutto troviamo un forcellone in alluminio. Infine l’impianto frenante, che conta su due dischi anteriori flottanti da 310 mm con pinze Nissin a quattro pistoncini ad attacco radiale, coadiuvati da un disco posteriore da 240 mm. Il prezzo è di 9.900 euro.
Ah, ci eravamo dimenticati di svelare un’ultima cosa: il significato della seconda «T» presente nel nome del modello. Sta per «timeless», senza tempo. E la Gsx8-TT può ben essere definita in questo modo.
«Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma». Così recita il principio della conservazione della massa elaborato da Antoine-Laurent de Lavoisier. Era il 1789, l’anno che sconvolse la Francia. Da una parte un fisico elaborava un principio di cambiamento che si traduceva nella conservazione. Dall’altra la rivoluzione. «Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma». Un postulato che vale per la fisica, ma anche per la realtà. Che è innanzitutto cambiamento.
Un po’ come è successo alla Maserati Grancabrio, la versione convertibile della Granturismo. Partiamo da quest’ultima, quindi, che è un po’ la madre della prima. La Granturismo viene presentata per la prima volta nel 2007 e aveva un vantaggio rispetto alla concorrenza. Anzi: un grosso vantaggio: era stata disegnata dallo studio Pininfarina. Il meglio per quanto riguarda il disegno automobilistico. Il design era quello di una coupé, fine e tagliente allo stesso tempo. Che fare quando hai un’auto così? La puoi solo immaginare anche in versione cabrio. Anzi: Grancabrio. Che arriva puntuale nel 2009. Come tutte le belle storie, però, anche in questa c’è la parola fine. Nel 2019 la Grancabrio esce di scena. L’anno dopo tocca anche alla Granturismo. Sulle due cala il sipario. Fine, quindi. O meglio: stop.
Perché negli ultimi anni la casa del Tridente è uscita con due nuove versioni della Grancabrio e della Granturismo. Le linee sono quelle che aveva immaginato Pininfarina, ma sono ovviamente più moderne. Gli interni sono curati fin nei più minimi dettagli. Visto anche il prezzo nulla è lasciato al caso. La Grancabrio è presente sia con motore termico sia elettrico.
Ma non ci sono solo loro due tra le novità di Maserati di quest’anno. C’è pure la McPura. Anche per lei vale il concetto elaborato da Lavoisier: «Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma». La base è quella della Mc20, dove la «M» sta ovviamente per Maserati e la «C» per corse. Il 20, lo sfortunato anno del Covid, indica invece la data. Una supercar che ora viene presentata in una versione aggiornata seguendo tre direttrici principali: meno compromessi; più attenzione al rapporto uomo-macchina; e, infine, ispirazione alle supercar più analogiche. Questa è la nuova Mc. Pura. Essenziale. E capace di portare chi la guida da 0 a 100 km/h in meno di tre secondi.
Dopo esser tornate protagoniste su strada, la Grancabrio e la McPura sono presenti anche al Rolex Monte-Carlo Masters, che si sta svolgendo proprio in questi giorni. Una presenza che si inserisce in un progetto più ampio di Maserati per celebrare i cent’anni del simbolo del Tridente. La Grancabrio foggia una novità assoluta nella storia del Marchio: la prima capote completamente personalizzata, attraverso il programma Fuoriserie. Un primato che segna una nuova frontiera per il modello, già unico nel panorama automotive per offrire anche una versione Bev. Realizzata in un intenso blu Maserati, la capote celebra i cento anni del Tridente grazie a un raffinato gioco di lavorazioni che combinano intreccio e ricamo. In dettaglio, il simbolo iconico si declina in una doppia interpretazione, con richiami cromatici al bianco e al lime ispirati alle palline da tennis, mentre la firma Maserati sul C-pillar completa un insieme di straordinaria eleganza e coerenza stilistica. Questa innovazione apre nuove prospettive nel mondo della personalizzazione Fuoriserie, introducendo a catalogo diverse possibilità di configurazione della capote, dal colore ai dettagli sartoriali fino a soluzioni bespoke sviluppate su richiesta del cliente. La vettura è esposta presso il Commercial Village e veste una livrea Verde Royale e interni Ice. La McPura, invece, è presentata nella tinta Ai Acqua Rainbow, una tinta speciale sviluppata da Maserati Fuoriserie. Si tratta di un azzurro cangiante che, alla luce del sole, si trasforma rivelando riflessi iridescenti ispirati al prisma e alla scomposizione della luce. Il risultato è un colore raffinato e dinamico, ottenuto attraverso pigmenti speciali, capace di generare un effetto visivo sorprendente. All’interno spiccano i sedili in Alcantara Ice, lavorati al laser che fanno emergere il Tridente. L’esemplare è esposto presso l’esclusivo Vip Village.
Segno che aveva ragione Lavoisier: «Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma». A volte tutto si migliora.
Ford punta sui neopatentati e sulla tranquillità delle famiglie con «Prime Miglia», un’iniziativa pensata per accompagnare i giovani automobilisti nei loro primi chilometri al volante, riducendo ansie e timori che spesso accompagnano questo importante traguardo. Ottenere la patente rappresenta infatti un momento di orgoglio per i ragazzi, ma anche una fase delicata per i genitori, chiamati a fidarsi e, allo stesso tempo, a gestire la preoccupazione legata all’inesperienza dei figli.
Proprio da questa consapevolezza nasce il progetto della casa automobilistica, che propone una soluzione concreta: invece di affidare ai neopatentati l’auto di famiglia, spesso non dotata delle più moderne tecnologie di sicurezza, Ford mette a disposizione la propria Puma Gen-E, SUV compatto 100% elettrico, attraverso un test drive esteso di 48 ore. Il messaggio è chiaro e diretto: offrire ai giovani un’esperienza di guida più sicura e ai genitori una maggiore serenità.
L’iniziativa, attiva fino al 30 giugno, si rivolge a chi ha conseguito la patente da meno di tre anni e si inserisce in un contesto in cui la sicurezza stradale resta una priorità. Ogni anno, infatti, tra i 500 e i 600 mila nuovi guidatori si affacciano sulle strade italiane, una fascia particolarmente esposta al rischio di incidenti. A incidere sono soprattutto inesperienza e distrazione, quest’ultima responsabile di una quota significativa dei sinistri tra gli under 24. Un quadro che evidenzia quanto sia importante poter contare su veicoli dotati di sistemi avanzati di assistenza alla guida.
La Puma Gen-E risponde a questa esigenza, proponendosi come una sorta di «copilota» tecnologico. Tra le principali dotazioni figurano il sistema di assistenza alla pre-collisione, il mantenimento della corsia e il cruise control adattivo con riconoscimento dei segnali stradali. Strumenti che aiutano a prevenire errori, migliorare la concentrazione e rendere la guida più fluida, soprattutto nelle fasi iniziali di apprendimento.
Accanto al test drive prolungato, Ford affianca anche un’offerta commerciale pensata per le famiglie: un piano finanziario con TAN allo 0,99%, studiato per facilitare l’accesso a un’auto nuova, sicura e conforme ai limiti previsti per i neopatentati. Una proposta che intercetta una domanda reale, considerando che oltre un milione di famiglie italiane si trova ogni anno a valutare l’acquisto di un veicolo adatto ai giovani guidatori.
«Prime Miglia» si configura così non solo come un’iniziativa promozionale, ma come un progetto che unisce marketing e responsabilità sociale, con l’obiettivo di rendere più sicuro e consapevole il primo approccio alla guida. Un modo per trasformare un momento di apprensione in un’opportunità di crescita, fiducia e autonomia, sia per i ragazzi sia per i loro genitori.
«Abbiamo compreso le aspettative e le preoccupazioni delle famiglie riguardo al primo approccio alla guida», ha detto Luca Caracciolo, direttore commerciale vetture di Ford Italia. «Con “Prime Miglia” vogliamo offrire una risposta positiva e trasformare le incertezze iniziali in un’opportunità di fiducia, fornendo un’auto che rappresenta il meglio in termini di sicurezza e innovazione. “Prime Miglia” è il nostro modo per sostenere i giovani in questo importante passo, assicurando un inizio sicuro e stimolante», ha concluso Caracciolo.





