In Puglia deliberati 129 milioni di euro a supporto di 560 operazioni. Intervista a Vittorio de Pedys, presidente di Simest, Regina Corradini D'Arienzo, amministratore delegato di Simest e Antonio Tajani, vice presidente del Consiglio e ministro degli Esteri.
Regina Corradini D’Arienzo (Ansa)
Risorse a tassi agevolati e contributi a fondo perduto fino al 30% per contrastare il caro energia e il blocco dello Stretto di Hormuz. La misura, operativa dal 25 maggio, protegge le aziende esportatrici e le filiere strategiche dagli choc del conflitto nel Golfo Persico.
La diplomazia non ha ancora trovato una via d’uscita al conflitto con l’Iran e la crisi energetica legata al blocco del canale di Hormuz si aggrava.
Gli analisti stimano che anche a fronte di una risoluzione a breve, per rimettere in moto il meccanismo dei rapporti con quell’area a cominciare dagli approvvigionamenti, serviranno mesi. Alla luce di questo scenario la Simest, la società per l’internazionalizzazione delle imprese del gruppo Cdp (Cassa depositi e prestiti) lancia un nuovo intervento strategico da 800 milioni di euro a sostegno delle imprese colpite dagli effetti del conflitto nel Golfo Persico e dal perdurare delle tensioni sui costi energetici. Le risorse sono destinate alle aziende esportatrici e a quelle che, pur non vendendo direttamente direttamente all’estero i propri prodotti, fanno parte di filiere produttive strategiche. Cuore del pacchetto, attivato nell’ambito dello strumento «Transizione digitale ed ecologica», è la nuova linea «Energia per la competitività internazionale», concepita per offrire una risposta mirata per fronteggiare gli effetti della crisi sui costi energetici e sul fatturato, in modo da salvaguardare la solidità finanziaria e la capacità di continuare a investire all’estero delle imprese.
Potranno accedere al sostegno le realtà imprenditoriali che, nel primo trimestre o quadrimestre del 2026, abbiano registrato un incremento dei costi energetici o una riduzione del fatturato pari ad almeno il 10% rispetto allo stesso periodo del 2025, a causa del conflitto. Il sostegno avverrà attraverso la concessione di finanziamenti agevolati accompagnati da una quota a fondo perduto fino al 30% per le Pmi e fino al 20% per le altre imprese.
Le risorse sono finalizzate a essere utilizzate principalmente per operazioni di rafforzamento patrimoniale (fino al 90% del finanziamento) oppure per finanziamenti di soci, con possibilità di destinare fino a 1,5 milioni di euro a incrementi di capitale e supporto alle società controllate. L’anticipo può arrivare a coprire fino al 50% della somma richiesta mentre la durata del finanziamento sarà di otto anni. Parallelamente, viene ulteriormente rafforzata la misura dedicata alle imprese energivore, cioè a favore dei comparti più esposti al caro energia, con condizioni migliorative affinché possano continuare ad operare e a investire. Si prevede un contributo a fondo perduto fino al 20%, l’esenzione dalla presentazione delle garanzie; poi finanziamenti fino al 90% per il rafforzamento patrimoniale, l’incremento fino a 1,5 milioni di euro della quota da destinare alla capitalizzazione delle controllate e l’innalzamento dell’anticipo fino al 50%. Infine l’estensione della durata dei finanziamenti fino a otto anni.
Le domande potranno essere presentate a partire dal 25 maggio fino al 31 dicembre 2026. Per garantire una gestione ordinata delle richieste, nei primi cinque giorni di apertura della misura, sarà attivato un sistema di «coda virtuale» nel caso di accessi simultanei elevati alla piattaforma.
«Vogliamo dare una risposta concreta e tempestiva alle imprese che stanno affrontando gli effetti di un quadro internazionale sempre più instabile, segnato dalle tensioni geopolitiche e dal forte aumento dei costi energetici, che rischiano di incidere sulla competitività del nostro sistema produttivo. L’obiettivo è sostenere non solo le aziende esportatrici, ma anche tutte le filiere strategiche del Made in Italy, rafforzandone la capacità di continuare a investire e crescere sui mercati internazionali», ha affermato l’amministratore delegato di Simest, Regina Corradini D’Arienzo.
Il Fondo monetario internazionale ha segnalato che, insieme al Regno Unito, l’Italia è fra i Paesi europei più esposti a causa della forte dipendenza dalle centrali a gas. Le importazioni italiane di beni energetici dal Medio Oriente nel 2025 hanno superato i 15 miliardi di euro. L’intervento di Simest quindi vuole accompagnare le imprese non solo nella gestione della fase emergenziale, ma anche nella gestione del periodo successivo, contribuendo al rafforzamento strutturale.
2026-01-22
SIMEST lancia la «Misura Stati Uniti»: 300 milioni per sostenere le imprese italiane in America
L'amministratore delegato di Simest Regina Corradini D'Arienzo (Imagoeconomica)
Oltre 300 milioni di euro per rafforzare la presenza delle imprese italiane nel primo mercato extra Ue: risorse per investimenti diretti, partecipazioni nel capitale, finanza agevolata e contributi a fondo perduto a sostegno della crescita negli Stati Uniti.
SIMEST mette in campo oltre 300 milioni di euro per aiutare le imprese italiane a investire e crescere negli Stati Uniti. La società del gruppo Cassa Depositi e Prestiti per l’internazionalizzazione ha annunciato l’avvio della nuova Misura Stati Uniti, un pacchetto di strumenti finanziari pensato per rafforzare la presenza del sistema produttivo nazionale nel primo mercato extra Ue e secondo mercato di export per l’Italia.
L’iniziativa rientra nel Piano d’Azione per l’Export promosso dal ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e utilizza risorse proprie di SIMEST insieme ai fondi pubblici del Fondo 394, gestito in convenzione con la Farnesina.
Una prima tranche, pari a oltre 100 milioni di euro, è destinata agli investimenti diretti in equity negli Stati Uniti. SIMEST potrà entrare nel capitale di società controllate americane di imprese italiane, sostenendo sia nuovi insediamenti sia lo sviluppo di joint venture con partner locali. Gli interventi potranno essere costruiti su misura in base alle caratteristiche delle aziende e alle loro esigenze di consolidamento sul mercato statunitense. A questi si aggiungono ulteriori risorse del Fondo 394 dedicate a start-up e Pmi innovative che puntano a svilupparsi negli Usa. Accanto agli investimenti in equity, la Misura Stati Uniti prevede 200 milioni di euro di finanza agevolata per sostenere l’insediamento diretto e lo sviluppo commerciale delle imprese italiane negli Stati Uniti. Le agevolazioni includono un cofinanziamento a fondo perduto fino al 10%, l’aumento al 50% della quota di finanziamento erogata in anticipo e una maggiore flessibilità nella durata dei prestiti, che può arrivare fino a otto anni. È inoltre previsto un rafforzamento degli strumenti a supporto della capitalizzazione delle controllate statunitensi per le imprese già presenti o interessate a investire nel Paese.
La misura valorizza anche le sinergie con gli altri strumenti del gruppo Cdp e si inserisce in un’azione coordinata del Sistema Italia, che coinvolge Farnesina, Cassa Depositi e Prestiti, SIMEST, Sace e Ice, con l’obiettivo di rafforzare il supporto pubblico all’internazionalizzazione. Con questo intervento, SIMEST punta a consolidare il proprio ruolo di partner strategico delle imprese italiane, sostenendo la competitività del Made in Italy in uno dei mercati più rilevanti a livello globale.
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Paolo Barletta, Ceo Arsenale S.p.a. (Ansa)
Accordo da oltre 70 milioni di euro per la realizzazione del progetto ferroviario «Dream of the Desert». Il modello pubblico-privato valorizza la filiera industriale del Paese e punta all’avvio operativo nel 2026.
Arsenale e Simest (Cdp) hanno chiuso un accordo per finanziare «Dream of the Desert», progetto che porta il gruppo industriale italiano nel settore dei viaggi di lusso in Arabia Saudita. Inoltre, la struttura supera i 70 milioni di euro: 37 milioni di investimento equity congiunto Arsenale-Simest e 35 milioni di finanziamento del Tourism Development Fund saudita. L’accordo si innesta sull’intesa già siglata con Saudi Arabia Railways per l’utilizzo della rete ferroviaria nazionale.
Il contributo di Simest è pari a 15 milioni e passa dalla Sezione Infrastrutture del Fondo 394/81, plafond in convenzione con il ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, dedicato alle imprese italiane impegnate in grandi commesse estere che valorizzano la filiera nazionale. In termini di struttura, il capitale sociale congiunto copre la componente di rischio industriale, mentre la componente del fondo saudita sostiene la rampa di avvio del progetto, riducendo il fabbisogno di capitale a carico dei partner italiani e rafforzando la bancabilità dell’iniziativa nel Paese ospitante, presentata come modello pubblico-privato nel segmento ferroviario di lusso.
L’intesa è inserita nella collaborazione Italia-Arabia Saudita, richiamando l’apertura della sede Simest a Riyadh e il Memorandum of Understanding tra Cdp, Simest e Jiacc. «Dream of the Desert» è indicato come progetto apripista di un modello pubblico-privato nel trasporto ferroviario di lusso.
«Dream of the Desert è un progetto simbolo per il nostro gruppo e per l’industria ferroviaria internazionale. Valorizza le Pmi italiane e costituisce un caso apripista di partnership pubblico-privata nel settore ferroviario di lusso. L’accordo siglato con Simest e le istituzioni saudite conferma come la collaborazione tra imprese e istituzioni possa creare valore duraturo e promuovere le eccellenze italiane nel mondo», commenta Paolo Barletta, amministratore delegato di Arsenale.
Regina Corradini D’Arienzo, amministratore delegato di Simest, aggiunge: «L’intesa sottoscritta con un primario attore industriale come Arsenale per la realizzazione di un progetto strategico per il Made in Italy, conferma il rafforzamento del ruolo di Simest a sostegno del tessuto produttivo italiano e delle sue filiere. Attraverso la prima operazione realizzata nell’ambito del Plafond di equity del fondo pubblico di Investimenti infrastrutturali», continua la numero uno del gruppo, «Simest interviene direttamente come socio per accrescere la competitività delle nostre imprese impegnate in progetti infrastrutturali ad alto valore aggiunto, favorendo al contempo l’espansione del Made in Italy in mercati strategici ad elevato potenziale di crescita, come quello saudita. Lo strumento, sviluppato da Simest sotto la regia del ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale e in collaborazione con Cassa depositi e prestiti, si inserisce pienamente nell’azione del Sistema Italia, che, sotto la regia della Farnesina, vede il coinvolgimento di Cdp, Simest, Ice e Sace. Un approccio integrato volto a garantire alle imprese italiane un supporto strutturato e complementare, dall’azione istituzionale a quella finanziaria, per affrontare con efficacia le principali sfide della competitività internazionale».
Sul piano industriale, Arsenale dichiara un treno interamente progettato, prodotto e allestito in Italia: gli hub Cpl (Brindisi) e Standgreen (Bergamo) operano con Cantieri ferroviari italiani (Cfi) come general contractor, coordinando una rete di Pmi (design, meccanica avanzata, ingegneria, lusso e hospitality). Per il committente estero, questa configurazione «turnkey (chiavi in mano, ndr.)» concentra in un unico soggetto il coordinamento di produzione, integrazione e allestimento; per l’ecosistema italiano, sposta volumi e valore aggiunto lungo la catena domestica, fino alla finitura degli interni ad alto contenuto di design.
Il prodotto sarà un treno di ultra lusso con itinerari da uno a due notti: partenza da Riyadh e collegamenti verso destinazioni iconiche del Regno, tra cui Alula (sito Unesco) e Hail, fino al confine con la Giordania. Gli interni sono firmati dall’architetto e interior designer Aline Asmar d’Amman, fondatore dello studio Culture in Architecture. La prima carrozza è stata consegnata a settembre 2025; l’avvio operativo è previsto per fine 2026, con prenotazioni aperte da novembre 2025.
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Un veicolo guidato da Canson Capital Partners, con la partecipazione di SIMEST, acquisisce il 50% di Casa del Gelato. L’operazione punta a finanziare il nuovo piano industriale e l’espansione internazionale del gruppo emiliano.
Casa del Gelato S.p.A., azienda emiliana attiva nella produzione industriale di gelato, cambia passo sul fronte della crescita. Si è chiusa infatti un’operazione straordinaria che vede l’ingresso nel capitale di un veicolo di investimento organizzato da Canson Capital Partners, al quale partecipa anche SIMEST, la società del Gruppo Cdp specializzata nel sostegno all’internazionalizzazione delle imprese italiane.
Il veicolo, capitalizzato anche grazie alle risorse della Sezione Crescita del Fondo 394/81 gestite da SIMEST in convenzione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, ha acquisito il 50% della società. Un passaggio che segna una tappa chiave nel percorso di sviluppo di Casa del Gelato e che punta a rafforzarne la struttura industriale e la presenza sui mercati esteri.
L’ingresso dei nuovi soci è funzionale all’attuazione del Piano Industriale 2026–2030, che prevede investimenti mirati sull’aumento della capacità produttiva, sulla realizzazione di un nuovo impianto tecnologicamente avanzato e sull’espansione internazionale. Secondo quanto indicato dalla società, l’operazione permetterà di quadruplicare l’attuale capacità produttiva e di incrementare ulteriormente la quota di fatturato generata dall’export, consolidando al tempo stesso la posizione dell’azienda sia in Italia sia all’estero.
Canson Capital Partners e SIMEST affiancheranno il management nel percorso di crescita, mettendo a disposizione competenze finanziarie, manageriali e organizzative. Il piano prevede anche la valorizzazione delle strutture esistenti, un nuovo stabilimento improntato a sostenibilità e innovazione e la valutazione di eventuali acquisizioni nel settore.
«Il completamento di questa operazione rappresenta una tappa fondamentale per il futuro della nostra società», ha commentato Corrado Giovanardi, shareholder e ceo di Casa del Gelato, sottolineando la convergenza di visione con i nuovi partner su crescita responsabile e attenzione a persone, comunità e ambiente.
Soddisfazione anche da parte di Canson Capital Partners. I fondatori Matteo Canonaco e Mengfan (Homen) Hou hanno evidenziato la fiducia nel potenziale dell’azienda, citando qualità dei prodotti, capacità di innovazione e attenzione ai clienti come elementi chiave per affrontare la nuova fase di espansione.
Per SIMEST, l’operazione si inserisce nella strategia del nuovo Fondo Crescita. «Siamo orgogliosi di accompagnare Casa del Gelato in questa fase di sviluppo», ha dichiarato Vera Veri, direttore Equity e Investimenti Partecipativi, spiegando che l’aumento di capitale consentirà la realizzazione di un impianto produttivo all’avanguardia e un rafforzamento significativo dell’export. Un investimento, ha aggiunto, nel cuore del Made in Italy e in un settore simbolo dell’eccellenza italiana.
Sul piano degli advisor, Canson Capital Partners è stata assistita da Forvis Mazars per gli aspetti legali, fiscali, finanziari e HR, mentre Casa del Gelato e i soci fondatori si sono avvalsi di un team di consulenti guidato da Stefano Lugli. SIMEST è stata seguita dal team di Strategic Finance e dalla Direzione Legale interna, con il supporto dello studio Legance – Avvocati Associati.
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