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Più poteri al ministro Fontana per sostenere famiglie e natalità

Più poteri al ministro Fontana per sostenere famiglie e natalità
Ansa

Giornali e televisioni si sono impadroniti del decreto Dignità per quanto prevede in materia di lavoro e di divieto di pubblicità sulle scommesse, trascurando le innovazioni in tema di famiglia e di disabilità, un impegno importante per il ministro Lorenzo Fontana.

Passano, in particolare, alla presidenza del Consiglio le funzioni di indirizzo e coordinamento in materia di politiche in favore delle persone con disabilità, anche per quel che riguarda l'inclusione scolastica, l'accessibilità, la mobilità e la salute, in modo da delineare un quadro armonico.

La famiglia, poi, per dare una risposta alla sempre più marcata crisi delle nascite, al minimo dall'Unità. Un dato allarmante se l'Istat prevede nel 2065 una popolazione italiana di 54,1 milioni, 6,5 milioni in meno rispetto al 2017.

Considerato il nesso tra natalità e crisi economica, il governo s'impegna a contribuire a invertire il trend per «vincere la sfida della crescita e della riduzione del debito pubblico in rapporto al Pil», come si legge nel Documento di economia e finanza, che prosegue: «Questa sfida è anche collegata alla questione demografica: la popolazione italiana è invecchiata, le nascite e il tasso di fecondità sono in calo».

Il governo e il ministro Fontana, che vogliono lasciarsi alle spalle le politiche fatte di interventi frammentati e disorganici, intendono avviare una programmazione strategica volta al sostegno della famiglia e al rilancio della natalità dando impulso a interventi selettivi in ogni ambito.

Il governo è consapevole che le politiche demografiche hanno effetto nel medio e lungo periodo. E si propone di intervenire con immediatezza sul piano delle politiche fiscali, dei servizi e delle prestazioni, nonché sugli istituti normativi di sostegno e promozione della famiglia.

A questi fini il decreto attribuisce al ministro, ovvero Fontana, le funzioni di indirizzo e coordinamento in materia di politiche per la famiglia già attribuite al ministero del Lavoro «in materia di coordinamento delle politiche volte alla tutela dei diritti e alla promozione del benessere della famiglia, di interventi per il sostegno della maternità e della paternità, di conciliazione dei tempi di lavoro e dei tempi di cura della famiglia, di misure di sostegno alla famiglia, alla genitorialità e alla natalità». La presidenza del Consiglio gestirà, altresì, le risorse finanziarie relative alle politiche per la famiglia e, in particolare, la gestione dell Fondo per le politiche della famiglia e del Fondo per il sostegno alla natalità.

A Fontana compete il concerto in sede di esercizio delle funzioni di competenza statale attribuite al ministero del Lavoro e delle politiche sociali in materia di Fondo di previdenza per le persone che svolgono lavori di cura non retribuiti derivanti da responsabilità familiari, nonché l'esercizio delle funzioni statali di competenza del ministero del Lavoro riguardanti la Carta della famiglia, destinata alle famiglie costituite da cittadini italiani o stranieri regolarmente residenti con almeno tre figli minori a carico. La carta consente l'accesso a sconti sull'acquisto di beni o servizi e a riduzioni tariffarie concesse dai soggetti pubblici o privati.

Allo stesso ministro sono attribuite le funzioni di indirizzo e coordinamento in materia di adozione anche internazionale. Ciò consentirà di dare un nuovo impulso alle adozioni ed evitare lunghe attese, spesso ingiustificate. Il ministro potrà adottare anche linee guida che impongano trasparenza alle associazioni coinvolte. Sarà in capo alla presidenza del Consiglio la funzione di indirizzo e coordinamento in materia di politiche per l'infanzia e l'adolescenza con riferimento allo sviluppo dei servizi socio-educativi per la prima infanzia, fatte salve le competenze del ministero dell'Istruzione.

L'Osservatorio nazionale per l'infanzia e l'adolescenza, attualmente oggetto di una gestione condivisa con il ministero del Lavoro, sarà presieduto dal ministro Fontana che si occuperà anche del Centro nazionale di documentazione e di analisi per l'infanzia e l'adolescenza, nonché dell'Osservatorio per il contrasto della pedofilia e della pornografia minorile.

Quanto alle politiche in favore delle persone con disabilità, distribuite tra varie amministrazioni, il decreto individua nella presidenza del Consiglio la sede propria per dare impulso a iniziative di programmazione e coordinamento delle relative politiche, fatte salve le specifiche competenze dei ministeri dell'Istruzione, delle Infrastrutture e della Salute.

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Addio a Cirino Pomicino, ’o ministro che svelò l’intrigo Agnelli-Cdb
Cirino Pomicino (Ansa)
Cresciuto alla scuola del «divo» Giulio, amava vivere la bella vita. Prima di darsi alla politica fece carriera come neurochirurgo. Durante Mani pulite finì nel tritacarne delle procure, ma ne uscì (quasi) indenne. E raccontò tutto con lo pseudonimo «Geronimo».

«Nella Seconda repubblica le sciabole stanno appese. Combattono i foderi». Con il lascito visivo di una lama che dondola da una parete damascata con vista sul Golfo di Napoli, Paolo Cirino Pomicino abbandona la vita terrena. Lo fa 48 ore dopo Umberto Bossi, con la gentilezza partenopea di chi lascia il passo all’avversario di sempre, quel barbaro sognante che lo considerava un simbolo di «Roma ladrona».

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Lancia «Gamma»: storia di un'ammiraglia bella e dimenticata
Lancia «Gamma» berlina del 1976 (Stellantis/Centro Storico Fiat)

Nel marzo del 1976 l'ammiraglia della casa di Chivasso fu presentata a Ginevra. Berlina e coupé dal design innovativo e dalle prestazioni sportive, non ebbe il successo sperato per problemi di affidabilità meccanica.

L'articolo contiene una gallery fotografica.

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Francesco Gianfala: «Rilancio Pignatelli grazie a Europa e Asia»
Francesco Gianfala
Il proprietario dello storico marchio: «Il rafforzamento internazionale è una priorità. Abbiamo un patrimonio identitario fortissimo però con un potenziale inespresso. La nostra linea cerimonia uomo è la iconica ma avremo pure quelle contemporanea e femminile».

Rilanciare un marchio storico senza tradirne l’identità è una sfida che richiede visione, coraggio e sensibilità. È da qui che riparte Pignatelli, oggi guidata da Francesco Gianfala, protagonista di una nuova fase che intreccia eredità sartoriale e sguardo contemporaneo. Tra radici solide e nuove ambizioni, il futuro della maison prende forma avviando un ambizioso percorso di rilancio e riposizionamento. Abbiamo incontrato Gianfala per approfondire strategie, obiettivi e prospettive di uno dei marchi più rappresentativi del made in Italy.

Nel 2025 ha acquisito il 100% di Carlo Pignatelli: cosa l’ha spinta a investire in questo storico marchio e quale visione aveva fin dall’inizio?

«Tutto nasce da una convinzione molto chiara: ci trovavamo di fronte a un marchio con un patrimonio identitario fortissimo, riconosciuto e radicato nella tradizione sartoriale italiana, ma con un potenziale ancora inespresso sul piano contemporaneo e internazionale. Fin dall’inizio, la mia visione è stata quella di preservare questa eredità, rafforzandola però attraverso un’evoluzione strutturata, capace di dialogare con nuovi linguaggi estetici e nuovi mercati».

L’inaugurazione del nuovo headquarter di Milano rappresenta un momento chiave: che valore strategico ha questa nuova sede per il futuro del brand?

«Un valore fondamentale. Non è solo un ampliamento fisico, ma un vero centro nevralgico in cui convergono creatività, sviluppo prodotto e direzione aziendale. Essere nel cuore dei Navigli significa posizionarsi all’interno del principale ecosistema della moda italiana, favorendo connessioni, visibilità e velocità decisionale. È un investimento sulla crescita e sull’efficienza futura del brand».

Con il lancio di Pignatelli Atelier si apre un nuovo capitolo creativo: quali sono gli elementi distintivi di questa linea rispetto alla tradizione della maison?

«Pignatelli Atelier rappresenta un’estensione evolutiva della maison che nasce in modo naturale per volontà della nuova proprietà che, insieme a Jean Luc Amsler, ha trovato il giusto interprete per questo nuovo capitolo. Gli elementi distintivi sono una maggiore libertà espressiva, l’introduzione di codici più contemporanei e una ricerca stilistica che va oltre la cerimonia tradizionale. Sartorialità, upcycling e costruzioni innovative convivono in una proposta che include il womenswear, mantenendo però una coerenza profonda con il Dna del marchio».

Quanto è stato importante il dialogo con l’archivio storico nel processo di rebranding e innovazione stilistica?

«È stato centrale. Non lo abbiamo considerato come un elemento statico, ma come una fonte viva di ispirazione. Ogni intervento di rebranding è partito da lì: dallo studio delle linee, delle costruzioni, dei dettagli sartoriali. Questo ci ha permesso di innovare senza perdere autenticità, mantenendo un filo diretto con la storia della maison».

La direzione creativa è affidata a Jean Luc Amsler: come si è sviluppata la vostra collaborazione?

«Con Jean Luc condividiamo la stessa visione: quella di portare Pignatelli verso una dimensione più internazionale e contemporanea, senza snaturarne l’identità. Amsler porta una sensibilità couture, una grande esperienza e una capacità di reinterpretare i codici classici in chiave moderna. Il suo contributo è stato determinante nel definire il nuovo linguaggio creativo».

Pignatelli è storicamente leader nella cerimonia uomo: come si integra questa identità con l’ampliamento verso una proposta più contemporanea e anche femminile?


«La cerimonia uomo resta il nostro core business e un pilastro identitario, sotto la direzione creativa di Francesco Pignatelli. L’ampliamento verso una proposta più contemporanea e femminile non è una rottura, ma un’evoluzione naturale. I valori fondanti - eleganza, qualità, sartorialità - vengono declinati in nuove forme e nuovi segmenti, mantenendo coerenza e riconoscibilità».

Il tema dell’upcycling (il riutilizzo di materiali di scarto, ndr) è centrale nella nuova collezione: come si inserisce nella vostra visione di sostenibilità e innovazione?

«L’upcycling è una scelta sia etica che creativa. Si inserisce nella nostra visione di sostenibilità come un approccio concreto alla riduzione degli sprechi, ma anche come opportunità progettuale. Recuperare materiali e basi sartoriali per trasformarli in nuovi capi significa dare valore al passato e reinterpretarlo in chiave innovativa».

Parla di rafforzamento del posizionamento internazionale: quali mercati considera prioritari per la crescita futura?

«Il rafforzamento internazionale è una priorità. Guardiamo con grande attenzione all’Europa, al Medio Oriente e ad alcuni mercati asiatici, dove il valore della sartorialità italiana è particolarmente apprezzato. Allo stesso tempo, vogliamo consolidare la presenza nei mercati in cui siamo già riconosciuti, costruendo una distribuzione più strutturata».

Guardando ai prossimi anni, come immagina l’evoluzione di Pignatelli nel panorama della moda globale?

«Vedo Pignatelli come un brand sempre più solido, riconoscibile e internazionale, capace di essere un punto di riferimento non solo nella cerimonia, ma in un’idea più ampia di eleganza contemporanea. Un marchio che evolve, ma che resta fedele alla propria essenza: il made in Italy, la qualità e la cultura sartoriale».



Toh, ora a Ravenna 100% di idoneità per i Cpr
Ansa
Dopo l’inquietante indagine, in sole 72 ore via libera per i rimpatri di tre irregolari.

In 16 mesi, gli otto medici del reparto di Infettivologia dell’ospedale Santa Maria Croce delle Croci di Ravenna, indagati per falso ideologico continuato in concorso in atti pubblici e di interruzione di pubblico servizio, avrebbero rilasciato 34 pareri di inidoneità ritenuti falsi su 64 stranieri destinati all’espulsione, dei quali dieci avevano rifiutato di sottoporsi alla visita medica.

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