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2026-03-06
Milano-Cortina 2026, al via le Paralimpiadi: Verona accende i Giochi
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La cerimonia di apertura delle Paralimpiadi di Milano-Cortina 2026 all'Arena di Verona (Ansa)
Questa sera alle 20 l’Arena di Verona apre ufficialmente i Giochi paralimpici invernali di Milano-Cortina 2026. Dopo le Olimpiadi di febbraio, l’Italia torna al centro dello sport mondiale con la cerimonia inaugurale che darà il via a dieci giorni di gare, fino al 15 marzo.
Lo spettacolo, intitolato Life in Motion, trasformerà l’antico anfiteatro romano in una grande arena paralimpica. Sul palco si alterneranno musica, performance artistiche e tecnologia per raccontare il valore dello sport paralimpico e il percorso degli atleti che arrivano a questi Giochi dopo anni di preparazione. Tra gli ospiti annunciati figurano Stewart Copeland, storico batterista dei Police, il compositore e producer Dardust – autore anche dell’inno ufficiale –, il trio italiano Meduza e la cantante Mimì Caruso, rivelazione di X Factor 2024. In scena anche il dj Miky Bionic, noto per esibirsi utilizzando una protesi mioelettrica.
Per la prima volta una cerimonia di apertura paralimpica si svolge in un sito riconosciuto patrimonio dell’umanità dall’Unesco. L’Arena, che poche settimane fa ha ospitato anche la chiusura delle Olimpiadi invernali, torna così al centro dell’evento. In tribuna sono attesi il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, insieme al presidente della Camera Lorenzo Fontana, al presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e alle autorità locali guidate dal sindaco di Verona Damiano Tommasi.
Nel pomeriggio la città ha accolto anche la Fiamma paralimpica, arrivata in Veneto dopo un percorso che ha toccato diverse località tra cui Castelfranco Veneto, Asolo, Bassano del Grappa, Thiene, Vicenza e Padova. Il passaggio della torcia attraverserà il centro storico prima di concludersi con gli appuntamenti ufficiali legati alla cerimonia.
Quella che si apre oggi è l’edizione paralimpica con il maggior numero di atleti nella storia dei Giochi invernali: saranno 655 i partecipanti provenienti da tutto il mondo, impegnati in 79 gare per l’assegnazione delle medaglie. Le competizioni saranno distribuite in sei discipline, con il para sci nordico e il para sci alpino tra gli sport più rappresentati.
Per il governo e le istituzioni italiane l’evento rappresenta anche un momento simbolico. «I Giochi paralimpici Milano-Cortina 2026 rappresentano un’occasione storica, un momento di straordinaria importanza sportiva, istituzionale e culturale per il nostro Paese», ha dichiarato il ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli. «È un evento che celebra il talento, la determinazione e la forza di tanti atleti e dimostra quanto lo sport possa essere uno strumento di inclusione e partecipazione». Un messaggio simile arriva anche dal presidente della Regione Veneto Alberto Stefani, che ha voluto sottolineare il valore umano prima ancora di quello agonistico della manifestazione. «A tutte le ragazze e i ragazzi che renderanno specialissimi questi giorni di gare invio il mio più caloroso benvenuto», ha detto. «Tre medaglie per disciplina finiranno sul podio, ma per noi tutti i 655 atleti sono già campioni».
Le Paralimpiadi non sono soltanto un evento sportivo. Per i territori coinvolti rappresentano anche un’occasione per rafforzare infrastrutture, turismo e accessibilità. Negli ultimi anni il movimento paralimpico ha mostrato una crescita costante, contribuendo a far avvicinare sempre più persone con disabilità alla pratica sportiva. Secondo le stime diffuse in occasione dei Giochi, manifestazioni di questa portata possono aumentare fino al 25% la partecipazione allo sport tra le persone con disabilità nei territori interessati.
Intanto le competizioni sono già iniziate con il wheelchair curling doppio misto. Per l’Italia sono arrivate due partite combattute ma senza vittoria: prima la sconfitta contro la Cina all’extra end e poi quella contro il Giappone per 6-5. «La Cina è una squadra molto forte e abbiamo giocato alla pari», ha commentato l’azzurro Paolo Ioriatti dopo il match. «Siamo rimasti in partita fino alla fine». La cerimonia di questa sera aprirà ufficialmente il programma dei Giochi. Da domani si entrerà nel vivo delle gare, con gli atleti pronti a contendersi le medaglie sulle piste e sul ghiaccio tra Veneto, Lombardia e Trentino-Alto Adige.
Il programma e gli atleti azzurri in gara

La vittoria di Paolo Ioriatti e Orietta Bertò, in gara contro la Corea del Sud nel doppio misto curling in carrozzina che ha inaugurato il programma delle gare paralimpiche di Milano-Cortina 2026 (Ansa)
Il conto alla rovescia è finito: Milano e Cortina si preparano ad accogliere il mondo paralimpico. Dal 6 al 15 marzo, le piste, le arene e i centri sportivi del Nord Italia saranno il palcoscenico di sfide e imprese che raccontano talento, fatica e determinazione. Circa 660 atleti da 50 Paesi si confronteranno in sei discipline, dalle discese dello sci alpino al brivido del para ice hockey, dai tracciati del biathlon alle prove di snowboard e curling in carrozzina, in una lunga serie di gare che metteranno in mostra le capacità straordinarie di ogni protagonista.
Le competizioni si articolano su tre cluster principali. A Milano, nell’arena di Santa Giulia, si giocherà il torneo di para ice hockey, mentre a Cortina d’Ampezzo sono previsti sci alpino, snowboard e curling in carrozzina. In Val di Fiemme, al centro del fondo di Tesero, si disputeranno le gare di biathlon e sci di fondo.
Il calendario, come detto, si apre ufficialmente oggi con la cerimonia d’inaugurazione all’Arena di Verona e con le prime prove di sci alpino, biathlon e para ice hockey. Tuttavia, alcune gare, come il wheelchair curling, sono iniziate già mercoledì 4 marzo per consentire di completare tutti i round preliminari e le finali. La maggior parte delle finali sarà concentrata tra l’8 e il 13 marzo, con le ultime medaglie assegnate il 14 e il 15, prima della cerimonia di chiusura a Cortina.
La squadra italiana è presente in tutte e sei le discipline, guidata dai portabandiera Chiara Mazzel e René De Silvestro. In totale, il contingente azzurro comprende 42 atleti e quattro guide per lo sci alpino paralimpico. Tra gli esordienti figurano dodici nomi, pronti a confrontarsi con campioni di tutto il mondo.
Nel para ice hockey, l’Italia è inserita nel Gruppo A con Stati Uniti, Cina e Germania. Le prime due classificate accederanno alle semifinali, mentre le altre disputeranno i playoff per i piazzamenti. La squadra azzurra comprende tra gli altri Alessandro Andreoni, Gabriele Araudo, Nikko Landeros e Santino Stillitano, con la prima partita in programma il 7 marzo contro gli Stati Uniti. Nello sci alpino paralimpico gareggiano sette atleti italiani: Chiara Mazzel e Martina Vozza tra le donne, con Ylenia Sabidussi come guida, e Davide Bendotti, Renè De Silvestro, Federico Pelizzari, Luca Palla e Giacomo Bertagnolli tra gli uomini, affiancati dalla guida Andrea Ravelli. Le gare di discesa libera, super-G, combinata e slalom si svolgeranno tra il 7 e il 15 marzo. Cinque atleti italiani saranno impegnati nello snowboard paralimpico, con Riccardo Cardani, Jacopo Luchini, Davide Epis, Emanuel Perathoner e Paolo Priolo. Le prove di snowboard cross e banked slalom si svolgeranno dal 7 al 14 marzo. Il biathlon vede in gara Cristian Toninelli e Marco Pisani, mentre lo sci di fondo è rappresentato da sei atleti tra cui Michele Biglione e Giuseppe Romele, impegnati in sprint, distanze individuali e staffette. Il wheelchair curling vede sette italiani, tra cui Fabrizio Bich e Orietta Bertò, partecipare sia al torneo a squadre miste sia al doppio misto, quest’ultimo in programma per la prima volta nella storia dei Giochi.
In questa edizione dei Giochi, l’Italia conta su una delegazione completa, pronta a competere in tutte le specialità e a difendere il ruolo del Paese nel panorama paralimpico internazionale. I riflettori saranno puntati non solo sui risultati, ma anche sulla partecipazione record e sull’occasione di far conoscere a un pubblico più ampio lo sport paralimpico.
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Questa sera alle 20 l’Arena di Verona apre ufficialmente i Giochi paralimpici invernali di Milano-Cortina 2026. Dopo le Olimpiadi di febbraio, l’Italia torna al centro dello sport mondiale con la cerimonia inaugurale che darà il via a dieci giorni di gare, fino al 15 marzo.L’Italia schiera 42 atleti in tutte le sei discipline paralimpiche. Il programma prevede gare tra sci alpino, biathlon, sci di fondo, snowboard, para ice hockey e wheelchair curling, con medaglie in palio ogni giorno.Lo speciale contiene due articoli.Questa sera alle 20 l’Arena di Verona apre ufficialmente i Giochi paralimpici invernali di Milano-Cortina 2026. Dopo le Olimpiadi di febbraio, l’Italia torna al centro dello sport mondiale con la cerimonia inaugurale che darà il via a dieci giorni di gare, fino al 15 marzo.Lo spettacolo, intitolato Life in Motion, trasformerà l’antico anfiteatro romano in una grande arena paralimpica. Sul palco si alterneranno musica, performance artistiche e tecnologia per raccontare il valore dello sport paralimpico e il percorso degli atleti che arrivano a questi Giochi dopo anni di preparazione. Tra gli ospiti annunciati figurano Stewart Copeland, storico batterista dei Police, il compositore e producer Dardust – autore anche dell’inno ufficiale –, il trio italiano Meduza e la cantante Mimì Caruso, rivelazione di X Factor 2024. In scena anche il dj Miky Bionic, noto per esibirsi utilizzando una protesi mioelettrica.Per la prima volta una cerimonia di apertura paralimpica si svolge in un sito riconosciuto patrimonio dell’umanità dall’Unesco. L’Arena, che poche settimane fa ha ospitato anche la chiusura delle Olimpiadi invernali, torna così al centro dell’evento. In tribuna sono attesi il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, insieme al presidente della Camera Lorenzo Fontana, al presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e alle autorità locali guidate dal sindaco di Verona Damiano Tommasi.Nel pomeriggio la città ha accolto anche la Fiamma paralimpica, arrivata in Veneto dopo un percorso che ha toccato diverse località tra cui Castelfranco Veneto, Asolo, Bassano del Grappa, Thiene, Vicenza e Padova. Il passaggio della torcia attraverserà il centro storico prima di concludersi con gli appuntamenti ufficiali legati alla cerimonia.Quella che si apre oggi è l’edizione paralimpica con il maggior numero di atleti nella storia dei Giochi invernali: saranno 655 i partecipanti provenienti da tutto il mondo, impegnati in 79 gare per l’assegnazione delle medaglie. Le competizioni saranno distribuite in sei discipline, con il para sci nordico e il para sci alpino tra gli sport più rappresentati.Per il governo e le istituzioni italiane l’evento rappresenta anche un momento simbolico. «I Giochi paralimpici Milano-Cortina 2026 rappresentano un’occasione storica, un momento di straordinaria importanza sportiva, istituzionale e culturale per il nostro Paese», ha dichiarato il ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli. «È un evento che celebra il talento, la determinazione e la forza di tanti atleti e dimostra quanto lo sport possa essere uno strumento di inclusione e partecipazione». Un messaggio simile arriva anche dal presidente della Regione Veneto Alberto Stefani, che ha voluto sottolineare il valore umano prima ancora di quello agonistico della manifestazione. «A tutte le ragazze e i ragazzi che renderanno specialissimi questi giorni di gare invio il mio più caloroso benvenuto», ha detto. «Tre medaglie per disciplina finiranno sul podio, ma per noi tutti i 655 atleti sono già campioni».Le Paralimpiadi non sono soltanto un evento sportivo. Per i territori coinvolti rappresentano anche un’occasione per rafforzare infrastrutture, turismo e accessibilità. Negli ultimi anni il movimento paralimpico ha mostrato una crescita costante, contribuendo a far avvicinare sempre più persone con disabilità alla pratica sportiva. Secondo le stime diffuse in occasione dei Giochi, manifestazioni di questa portata possono aumentare fino al 25% la partecipazione allo sport tra le persone con disabilità nei territori interessati.Intanto le competizioni sono già iniziate con il wheelchair curling doppio misto. Per l’Italia sono arrivate due partite combattute ma senza vittoria: prima la sconfitta contro la Cina all’extra end e poi quella contro il Giappone per 6-5. «La Cina è una squadra molto forte e abbiamo giocato alla pari», ha commentato l’azzurro Paolo Ioriatti dopo il match. «Siamo rimasti in partita fino alla fine». La cerimonia di questa sera aprirà ufficialmente il programma dei Giochi. Da domani si entrerà nel vivo delle gare, con gli atleti pronti a contendersi le medaglie sulle piste e sul ghiaccio tra Veneto, Lombardia e Trentino-Alto Adige.<div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem1" data-id="1" data-reload-ads="false" data-is-image="True" data-href="https://www.laverita.info/paralimpiadi-milano-cortina-2026-2675637774.html?rebelltitem=1#rebelltitem1" data-basename="il-programma-e-gli-atleti-azzurri-in-gara" data-post-id="2675637774" data-published-at="1772801684" data-use-pagination="False"> Il programma e gli atleti azzurri in gara La vittoria di Paolo Ioriatti e Orietta Bertò, in gara contro la Corea del Sud nel doppio misto curling in carrozzina che ha inaugurato il programma delle gare paralimpiche di Milano-Cortina 2026 (Ansa) Il conto alla rovescia è finito: Milano e Cortina si preparano ad accogliere il mondo paralimpico. Dal 6 al 15 marzo, le piste, le arene e i centri sportivi del Nord Italia saranno il palcoscenico di sfide e imprese che raccontano talento, fatica e determinazione. Circa 660 atleti da 50 Paesi si confronteranno in sei discipline, dalle discese dello sci alpino al brivido del para ice hockey, dai tracciati del biathlon alle prove di snowboard e curling in carrozzina, in una lunga serie di gare che metteranno in mostra le capacità straordinarie di ogni protagonista.Le competizioni si articolano su tre cluster principali. A Milano, nell’arena di Santa Giulia, si giocherà il torneo di para ice hockey, mentre a Cortina d’Ampezzo sono previsti sci alpino, snowboard e curling in carrozzina. In Val di Fiemme, al centro del fondo di Tesero, si disputeranno le gare di biathlon e sci di fondo.Il calendario, come detto, si apre ufficialmente oggi con la cerimonia d’inaugurazione all’Arena di Verona e con le prime prove di sci alpino, biathlon e para ice hockey. Tuttavia, alcune gare, come il wheelchair curling, sono iniziate già mercoledì 4 marzo per consentire di completare tutti i round preliminari e le finali. La maggior parte delle finali sarà concentrata tra l’8 e il 13 marzo, con le ultime medaglie assegnate il 14 e il 15, prima della cerimonia di chiusura a Cortina.La squadra italiana è presente in tutte e sei le discipline, guidata dai portabandiera Chiara Mazzel e René De Silvestro. In totale, il contingente azzurro comprende 42 atleti e quattro guide per lo sci alpino paralimpico. Tra gli esordienti figurano dodici nomi, pronti a confrontarsi con campioni di tutto il mondo.Nel para ice hockey, l’Italia è inserita nel Gruppo A con Stati Uniti, Cina e Germania. Le prime due classificate accederanno alle semifinali, mentre le altre disputeranno i playoff per i piazzamenti. La squadra azzurra comprende tra gli altri Alessandro Andreoni, Gabriele Araudo, Nikko Landeros e Santino Stillitano, con la prima partita in programma il 7 marzo contro gli Stati Uniti. Nello sci alpino paralimpico gareggiano sette atleti italiani: Chiara Mazzel e Martina Vozza tra le donne, con Ylenia Sabidussi come guida, e Davide Bendotti, Renè De Silvestro, Federico Pelizzari, Luca Palla e Giacomo Bertagnolli tra gli uomini, affiancati dalla guida Andrea Ravelli. Le gare di discesa libera, super-G, combinata e slalom si svolgeranno tra il 7 e il 15 marzo. Cinque atleti italiani saranno impegnati nello snowboard paralimpico, con Riccardo Cardani, Jacopo Luchini, Davide Epis, Emanuel Perathoner e Paolo Priolo. Le prove di snowboard cross e banked slalom si svolgeranno dal 7 al 14 marzo. Il biathlon vede in gara Cristian Toninelli e Marco Pisani, mentre lo sci di fondo è rappresentato da sei atleti tra cui Michele Biglione e Giuseppe Romele, impegnati in sprint, distanze individuali e staffette. Il wheelchair curling vede sette italiani, tra cui Fabrizio Bich e Orietta Bertò, partecipare sia al torneo a squadre miste sia al doppio misto, quest’ultimo in programma per la prima volta nella storia dei Giochi.In questa edizione dei Giochi, l’Italia conta su una delegazione completa, pronta a competere in tutte le specialità e a difendere il ruolo del Paese nel panorama paralimpico internazionale. I riflettori saranno puntati non solo sui risultati, ma anche sulla partecipazione record e sull’occasione di far conoscere a un pubblico più ampio lo sport paralimpico.
Sono 337 i beni culturali rimpatriati dagli Stati Uniti e presentati alla Caserma «La Marmora», sede del reparto operativo dei Carabinieri TPC (Tutela Patrimonio Culturale), alla presenza del ministro della Cultura Alessandro Giuli e dell’ambasciatore Usa in Italia Tilman J. Fertitta.
Tra i reperti figurano oggetti archeologici di epoca romana, bizantina e della Magna Grecia, oltre a opere d’arte e materiali d’archivio, in larga parte provenienti da scavi clandestini o sottratti a istituzioni. Tra i pezzi più rilevanti anche una testa di Alessandro Magno proveniente dalla Basilica Aemilia del Foro Romano. Il rimpatrio è il risultato di operazioni concluse tra dicembre e aprile 2026. Dei 337 beni, 221 sono stati recuperati grazie alla collaborazione con il Manhattan District Attorney’s Office, mentre gli altri 116 sono stati restituiti attraverso attività congiunte di FBI e Homeland Security Investigations.
L'amministratore delegato di Italo, Gianbattista La Rocca (Imagoeconomica)
La Germania, spiega, non è una suggestione ma il primo passo di una strategia di internazionalizzazione. E non si parte da zero: la società tedesca è già stata costituita, la licenza ferroviaria è stata ottenuta e il percorso per il certificato di sicurezza è in corso. La macchina, insomma ha acceso il motore e non è più parcheggiata in garage.
C’è poi un altro elemento chiave che rende l’operazione particolarmente solida: l’accordo già impostato con Siemens per la fornitura dei treni. Qui entra in gioco uno dei passaggi più delicati di tutta la partita: i tempi. La Rocca lo dice chiaramente: entro maggio devono arrivare le autorizzazioni dall’Autorithy del settore. Servono indicazioni precise sugli orari e sugli spazi nelle stazioni. In altre parole: quando e dove potranno circolare i treni. Senza queste informazioni, non si può firmare con Siemens entro giugno. E quella scadenza non è negoziabile: se salta, non partirà l’ordine per acquistare i teni e l’intero progetto rischia di perdere sostenibilità economica. Un effetto domino che nessuno vuole innescare. Il piano industriale è ampio. Si parte con 26 convogli, con la possibilità di arrivare a 40 grazie a un’opzione già prevista. L’investimento iniziale per l’acquisto dell’armamenti è di circa 1,2 miliardi di euro. Ma è solo una parte del quadro: altri 2,4 miliardi serviranno per la manutenzione trentennale, la formazione del personale, i sistemi informatici e tutta l’organizzazione necessaria a far funzionare il servizio. Non si tratta quindi solo di comprare treni, ma di costruire un sistema. Anche la rete su cui opererà Italo in Germania è pensata per avere un impatto significativo. Il progetto prevede collegamenti tra 18 città, su circa 1.300 chilometri di rete, con 50 servizi giornalieri. Due le direttrici principali: Monaco di Baviera-Colonia-Dortmund e Monaco di Baviera-Berlino-Amburgo. Corridoi strategici, che attraversano alcune delle aree più importanti del Paese e intercettano una domanda già molto forte.
A dare una lettura più ampia dell’operazione è Luca Montezemolo, presidente e fondatore di Italo. Spiega che il mercato tedesco oggi ricorda quello italiano prima dell’arrivo della concorrenza. Un sistema dominato da un unico grande operatore, con margini di miglioramento evidenti. Ed è proprio in questo spazio che Italo vede un’opportunità.
Montezemolo sottolinea un aspetto spesso poco evidenziato: l’Italia è l’unico Paese europeo in cui l’alta velocità è gestita anche da un operatore interamente privato. Un modello che ha funzionato, al punto da essere preso come riferimento a livello europeo. L’introduzione della concorrenza, insieme a un sistema di regolazione più strutturato, ha portato a un miglioramento della qualità del servizio. Naturalmente, il percorso non è stato lineare. «Abbiamo imparato molto dagli errori», ammette Montezemolo. Ed è proprio questo uno degli elementi più interessanti dell’espansione in Germania: Italo non arriva come un operatore nuovo, ma come un’azienda che ha già attraversato una fase complessa di crescita, aggiustamenti e consolidamento. Un bagaglio di esperienza che ora diventa parte integrante dell’offerta.
L’obiettivo è chiaro: costruire fin dall’inizio un’attività sostenibile, evitando gli errori tipici delle fasi di avvio. E per farlo, oltre agli investimenti, sarà fondamentale il radicamento locale. Non a caso, l’azienda prevede di iniziare già nei prossimi mesi ad assumere personale in Germania, costruendo progressivamente la propria struttura operativa.
Il debutto è fissato tra aprile e metà del 2028. Una scadenza che sembra lontana, ma che in realtà richiede decisioni immediate. Perché progetti di questa dimensione non si improvvisano: hanno bisogno di preparazione, coordinamento e investimenti. Sullo sfondo resta una domanda che rende tutta la vicenda ancora più interessante: c’è spazio, in Germania, per un nuovo operatore ferroviario ad alta velocità? La risposta arriverà dal mercato, ma anche dalla capacità del sistema di aprirsi davvero alla concorrenza.
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l segretario generale della UIL, Pierpaolo Bombardieri, ha espresso soddisfazione per il nuovo decreto sul cosiddetto «salario giusto», a margine della conferenza stampa di presentazione del Concerto del 1° maggio.
«Siamo molto soddisfatti perché per la prima volta c’è un intervento legislativo che identifica il salario giusto con i contratti di Cgil, Cisl e Uil», ha dichiarato. Bombardieri ha ricordato il tema dei cosiddetti «contratti pirata», firmati da sigle non rappresentative che — secondo il sindacato — avrebbero contribuito ad abbassare i salari. Il nuovo impianto normativo, ha spiegato, punta invece a valorizzare i contratti comparativamente più rappresentativi e a condizionare gli sgravi fiscali al loro utilizzo.
Anthony Fauci (Ansa foto)
Morens, in libertà vigilata, avrebbe utilizzato un account gmail per nascondere comunicazioni ufficiali relative a progetti finanziati dal governo federale sui coronavirus nei pipistrelli. Se riconosciuto colpevole di tutti i capi d’accusa resi pubblici lunedì presso il tribunale federale del Maryland, dove è comparso venendo poi rilasciato dietro cauzione, l’alto funzionario che aveva lavorato con Fauci rischia fino a 51 anni di carcere. Il potentissimo infettivologo, ex direttore di lunga data del Niaid, aveva preso le distanze da Morens durante un’audizione al Congresso nel 2024, affermando che non avevano lavorato a stretto contatto.
Certo è che, se l’ex consigliere senior aveva utilizzato il suo account privato per eludere almeno otto richieste di accesso agli atti presentate ai sensi del Freedom of Information Act (Foia) «riguardanti la cosiddetta ricerca “gain-of-function”, che può rendere gli agenti patogeni più letali o più trasmissibili a scopo di studio», come evidenzia Politico, difficile credere che Fauci fosse estraneo all’operazione.
Da giugno 2014 a maggio 2019, infatti, sotto la guida dell’infettivologo il Niaid aveva sovvenzionato per oltre 3 milioni di dollari la EcoHealth Alliance, una Ong presieduta dallo zoologo britannico Peter Daszak che aveva dirottato fondi dei contribuenti americani (più di 1,4 milioni di dollari secondo un rapporto del Government accountability office del giugno 2023) a Shi Zhengli, la «bat-woman», principale responsabile della ricerca sui coronavirus al Wuhan Institute of Virology.
Il presidente della Commissione per la supervisione e la riforma del governo della Camera dei rappresentanti, James Comer, ha dichiarato: «La sottocommissione speciale sulla pandemia di coronavirus ha scoperto prove che rivelano come il dottor Morens, uno dei principali consiglieri del dottor Fauci, abbia intenzionalmente agito per occultare e falsificare documenti sulle origini della pandemia di Covid-19». Per poi aggiungere: «Mi congratulo con il dipartimento di Giustizia di Trump per aver agito, per ritenere questo funzionario pubblico responsabile di aver nascosto informazioni al popolo americano».
Nel rapporto finale della commissione del dicembre 2024, a conclusione dell’indagine biennale sulla pandemia di Covid-19, si leggeva tra l’altro che «la pubblicazione L’origine prossimale del Sars-CoV-2, utilizzata ripetutamente dai funzionari della sanità pubblica e dai media per screditare la teoria della fuga dal laboratorio, è stata sollecitata dal dottor Fauci per promuovere la narrativa preferita secondo cui il Covid-19 ha avuto origine in natura». Dall’indagine invece emergeva che «un incidente di laboratorio legato alla ricerca di effetto gain-of-function è molto probabilmente all’origine del Covid-19. Gli attuali meccanismi governativi per la supervisione di questa pericolosa ricerca di effetto gain-of-function sono incompleti, estremamente complessi e privi di applicabilità a livello globale».
Nell’atto di accusa contro Morens si fa riferimento a due co-cospiratori, non incriminati e nemmeno citati ma dai documenti è stato facile identificarli. Si tratta di Peter Daszake e di Gerald Keusch, medico ed ex vicedirettore del laboratorio di malattie infettive della Boston University, beneficiario di una sovvenzione del National institutes of health (Nih). Tra aprile 2020 e giugno 2023, i due co-cospiratori avrebbero hanno cercato di ottenere con lui il ripristino di milioni di dollari di finanziamenti federali per EcoHealth e di migliorarne l’immagine pubblica.
Il dottor Richard Ebright, biologo molecolare presso la Rutgers University, ha dichiarato che «le prove contro i tre sono schiaccianti», addirittura si parla di «tangenti» come riferisce il New York Post. «A meno che uno o più di loro non collaborino e forniscano prove contro Fauci e altri in cambio dell’immunità, tutti e tre dovrebbero essere, e probabilmente saranno, condannati», ha aggiunto, ricordando che nel 2002 Keusch approvò il primo finanziamento EcoHealth all’Istituto di virologia di Wuhan.
In una mail del 26 aprile 2020 inviata dal suo account privato, Morens scriveva a Daszak e Keusch: «Ci sono cose che non posso dire, tranne che Tony (Fauci, molto presumibilmente, ndr) ne è a conoscenza e ho appreso che all’interno del Nih sono in corso degli sforzi per portare avanti la questione riducendo al minimo i danni per te, Peter, e i tuoi colleghi, nonché per il Nih e il Niaid».
Brad Wenstrup, ex presidente della sottocommissione Covid della Camera dei rappresentanti, ha dichiarato al Washington Post che «potrebbero seguire ulteriori incriminazioni», considerato che «le ripercussioni di queste azioni hanno causato danni significativi al sistema sanitario pubblico».
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