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2023-10-06
Se si vota alla transizione forzata la Chiesa si farà del male da sola
Papa Francesco (Ansa)
C’è un passaggio insidioso, nell’esortazione apostolica Laudate Deum. Avalla una logica che potrebbe finire per ritorcersi contro la Chiesa stessa. Apre, con il pretesto della conversione ecologica, una breccia dalla quale, poi, rischiano di passare la teoria gender, l’ideologia antinatalista, la legittimazione dell’aborto.
Ci troviamo al capitolo 3, punto 35, del documento. Francesco ha appena ribadito l’importanza degli accordi multilaterali per azzerare le emissioni di CO2. E aggiunge: le organizzazioni mondiali «devono essere dotate di una reale autorità per “assicurare” la realizzazione di alcuni obiettivi irrinunciabili. Così si darebbe vita a un multilateralismo che non dipende dalle mutevoli circostanze politiche o dagli interessi di pochi e che abbia un’efficacia stabile». Dove voglia andare a parare, il Pontefice lo esplicita al capitolo 5, dedicato all’imminente Cop28 di Dubai. Egli invoca «una decisa accelerazione della transizione energetica, con impegni efficaci che possano essere monitorati in modo permanente». Pretende, cioè, che l’abbandono dei combustibili fossili sia propiziato da «forme vincolanti di transizione energetica».
Jorge Mario Bergoglio tenta di mitigare tale netta presa di posizione aggrappandosi al principio di sussidiarietà, da applicare «anche al rapporto globale-locale», o proponendo una «maggiore “democratizzazione” nella sfera globale». La conclusione delle sue considerazioni, tuttavia, può essere una soltanto: l’agenda green va imposta a prescindere dal consenso dei cittadini dei singoli Paesi. Ovvero, a prescindere dall’unica modalità di deliberazione democratica che, più o meno, funzioni. Cos’altro sono le «mutevoli circostanze politiche», se non il legittimo alternarsi delle maggioranze e la conseguente rimodulazione degli scopi del governo?
Attenzione: non è questione di difendere i vituperati sovranismi, rifiutando il nobile afflato alla cooperazione internazionale. Vivessimo in una società ancora cristiana, constateremmo che il successore di Pietro ha aggiunto, al tradizionale insieme dei valori non negoziabili, pure quello del cosiddetto «net zero». Discutibile, sì. Però sostanzialmente innocuo. Il fatto è che, in un’epoca in cui il nichilismo ha sorpassato persino l’ormai scontata secolarizzazione, la conseguenza più probabile del metodo suggerito dal Papa è un’altra: spalancare la porta alle derive antiumane della postmodernità.
Sì, perché come possono forzarci a guidare l’auto elettrica, a installare le pompe di calore e a non salire più su un aereo che brucia quintali di cherosene, le istituzioni multilaterali potrebbero parimenti scavalcare gli argini democratici a livello nazionale e imporci matrimoni «egualitari», adozioni gay, riconoscimento dei figli nati da maternità surrogata, controllo delle nascite, interruzioni di gravidanza come metodo contraccettivo, transessualità infantile e limitazioni della libertà d’espressione, stile «misgendering» canadese oppure legge Zan. È paranoia? Be’, sappiate che, nell’agenda 2030 dell’Onu per lo «sviluppo sostenibile», è compreso il diritto universale ai «servizi sanitari sessuali e riproduttivi, inclusi quelli destinati alla pianificazione familiare». Più precisamente, viene prescritta «l’integrazione della salute riproduttiva nei programmi e nelle strategie nazionali». Che ne direbbe, Bergoglio, se in virtù del principio degli «obiettivi irrinunciabili e vincolanti», le Nazioni Unite, o chi per loro, obbligassero gli Stati ad approvare leggi abortiste, oppure a liberalizzare il mercato dei bambini? A quei fini, non bastano già la Corte di giustizia Ue e la Corte europea dei diritti umani? La giurisprudenza creativa dei singoli tribunali? Mettiamo in pericolo la sacralità della vita, l’intangibilità dell’unione matrimoniale, l’unicità della famiglia, per avere in cambio pale eoliche e pannelli solari?
Qui non stiamo ragionando in termini astratti. Gli esiti del multilateralismo autoritario promosso dal Pontefice sarebbero tangibili e copiosi. Cari volontari cattolici, volete partecipare a un programma per la prevenzione dell’Aids in Africa? Benvenuti: ma niente prediche sui costumi sessuali ordinati, men che meno sulla castità. Altrove s’è deciso che bisogna distribuire preservativi. Spettabili organizzazioni antiabortiste, intendete piazzarvi fuori una clinica di Planned Parenthood e provare a convincere le ragazze a tenere il loro bambino? Scordatevelo: l’agenda 2030 proclama il diritto alla salute riproduttiva. Dottori, vi opponete alla somministrazione di bloccanti della pubertà a un baby trans? Vedetevela con l’Onu, la Cedu, o chicchessia. Pensate di aprire una scuola privata cattolica? Prego, l’iniziativa economica è libera; purché siate sempre «inclusivi». Non bandirete per caso i testi in cui si invitano i ragazzini a masturbarsi?
Dal Vangelo abbiamo imparato che esiste uno zelo santo: tipo quello di Cristo quando rovescia, indignato, i banchetti dei mercanti nel tempio. Ma è proprio Gesù a darci un suggerimento: «Siate prudenti come i serpenti». Soprattutto dinanzi al nuovo credo ambientalista. Quella lastricata di buone intenzioni non è mica la strada per il paradiso…
Tutti gli errori della «Laudate Deum»
Né nella enciclica Laudato si’ né nella esortazione apostolica Laudate Deum Francesco ha parlato ex cathedra, cosicché il dogma della infallibilità pontificia non è intaccato dalla pletora di errori contenuti in entrambi gli interventi. Vediamo quella della Laudate Deum.
1 «Ogni volta che la temperatura globale aumenta di mezzo grado, aumentano anche l’intensità e la frequenza di forti piogge in alcune aree, di gravi siccità in altre, di caldo estremo in alcune regioni e di forti nevicate in altre ancora». Questo è patentemente falso. Ci sarebbe da chiedersi cosa succederebbe ogni volta che la temperatura media globale diminuisse di mezzo grado: forse che qua diminuiscono intensità e frequenza di forti piogge e là aumentano le siccità; o che qua aumenta il caldo e là il freddo? Oppure le temperature possono diminuire senza che nulla succeda? Ma se fossero vere queste stravaganze, allora dovrebbe esserci una e una sola temperatura media globale ottimale. E qual è? Quella del 1850, verrebbe da dire. Ma perché proprio quella? Cosa avrebbe di speciale il 1850 rispetto al, che so, 1650, quando le temperature erano 2 gradi più basse?
2 «Quello cui stiamo assistendo ora è una insolita accelerazione del riscaldamento. Negli ultimi 50 anni la temperatura è aumentata a una velocità inedita, senza precedenti negli ultimi 2.000 anni». E oltre: «Non possiamo più dubitare che la ragione dell’insolita velocità di così pericolosi cambiamenti sia un fatto innegabile». La cosa non è indubitabile, ma semplicemente falsa. Negli ultimi 50 anni la temperatura è aumentata di mezzo grado, ma nei soli 30 anni dal 1690 al 1720 la temperatura aumentava di 1.5 gradi: quindi nulla di insolito. E non è vera neanche l’accelerazione, visto che negli anni 1940-80 vi fu non un riscaldamento più lento ma, addirittura, un rinfrescamento (e anche allora ci si allarmava), e gli anni 2000-2014 furono di «hiatus» climatico, cioè di interruzione del riscaldamento.
3 «Siccità e alluvioni, maremoti e inondazioni hanno in fondo la stessa origine: il riscaldamento globale». L’origine delle citate circostanze non può essere il riscaldamento globale. Significherebbe che senza riscaldamento globale esse non ci sarebbero, mentre ci sono sempre state: basta leggere la Bibbia. Inoltre, dal punto di vista del pianeta queste sono situazioni equivalenti, mentre possono non esserlo dal punto di vista dell’umanità. Essa, sì, avrebbe bisogno di acqua, neve, sole, ombra, vento, bonaccia a comando. Ma non possiamo comandare, né al pianeta né al Sole. Possiamo solo adattarci, e faremmo bene a farlo.
4 «Le emissioni pro capite dei Paesi più ricchi sono molto superiori a quelle dei più poveri. Un cambiamento diffuso dello stile di vita irresponsabile legato al modello occidentale avrebbe un impatto significativo». La prima frase è vera, anche se, a essere precisi, la ragione per cui l’abitante ricco è tale, è proprio perché emette di più. La seconda frase, invece, contiene un grave errore di aritmetica: se il problema è il clima che cambia a causa delle emissioni, ridurre quelle dei Paesi che pro capite emettono di più potrebbe ben non avere alcun effetto, se la popolazione totale di questi Paesi è minoritaria. E lo è. Per esempio, le emissioni della Ue incidono per l’8%, cosicché anche l’azzeramento delle emissioni della ricchissima Ue avrebbe effetto nullo sul clima.
5 «La coincidenza di questi fenomeni climatici globali con la crescita accelerata delle emissioni di gas serra non può essere nascosta». Qui ci sono due errori. Uno: la correlazione tra due fatti non significa che uno causa l’altro. Due: alla crescita delle emissioni non sempre si è avuta una crescita delle temperature (non negli anni 1940-1980 e 2000-2014).
6 «La stragrande maggioranza degli studiosi del clima sostiene questa correlazione e solo una minima percentuale di essi tenta di negare tale evidenza». Questo non è un argomento. È necessaria concordanza tra fatti e non concordanza tra uomini per sostenere che una congettura è vera.
7 «L’evoluzione delle temperature medie della superficie non può essere spiegata senza l’effetto dell’aumento dei gas serra». Non è vero: come si spiega l’evoluzione delle temperature del passato?
8 «Gli Emirati Arabi Uniti ospiteranno la prossima Conferenza delle Parti (Cop28). È un Paese che ha investito molto nelle energie rinnovabili. Non possiamo rinunciare a sognare che la Cop28 porti a una decisa accelerazione della transizione energetica». Le rinnovabili contribuiscono all’energia di quel Paese per l’1%, il nucleare per il 4% e i combustibili fossili per il 95%. Auspicare che, dopo 27 Cop fallite, abbia successo la prossima Cop che si celebrerà lì, è un grosso azzardo.
Papa Francesco, però, conclude: «Evitare l’aumento di un decimo di grado della temperatura globale potrebbe già essere sufficiente per risparmiare sofferenze a molte persone». Strano che non gli sovvenga il dubbio che una umanità esposta a variazioni di temperature che nello stesso luogo possono essere di diverse decine di gradi e che tra poli ed equatore sono di 100 gradi, possa aver un qualche beneficio dal controllo delle temperature «di un decimo di grado» e che forse imbracarsi in questo insano e improbabile controllo possa essere, invece, la causa di sofferenze per molte persone.
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Il Papa chiede che le decisioni degli organismi mondiali diventino «vincolanti», a prescindere dalla volontà dei cittadini. Ma se lo sono sull’agenda verde, possono esserlo anche sull’ideologia gender o sull’aborto.Cataclismi causati da mezzo grado in più di temperatura, confusione sulle emissioni pro capite, equivoci sulla scienza fatta a maggioranza: il testo della «Laudate Deum» è tecnicamente inesatto.Lo speciale contiene due articoli.C’è un passaggio insidioso, nell’esortazione apostolica Laudate Deum. Avalla una logica che potrebbe finire per ritorcersi contro la Chiesa stessa. Apre, con il pretesto della conversione ecologica, una breccia dalla quale, poi, rischiano di passare la teoria gender, l’ideologia antinatalista, la legittimazione dell’aborto. Ci troviamo al capitolo 3, punto 35, del documento. Francesco ha appena ribadito l’importanza degli accordi multilaterali per azzerare le emissioni di CO2. E aggiunge: le organizzazioni mondiali «devono essere dotate di una reale autorità per “assicurare” la realizzazione di alcuni obiettivi irrinunciabili. Così si darebbe vita a un multilateralismo che non dipende dalle mutevoli circostanze politiche o dagli interessi di pochi e che abbia un’efficacia stabile». Dove voglia andare a parare, il Pontefice lo esplicita al capitolo 5, dedicato all’imminente Cop28 di Dubai. Egli invoca «una decisa accelerazione della transizione energetica, con impegni efficaci che possano essere monitorati in modo permanente». Pretende, cioè, che l’abbandono dei combustibili fossili sia propiziato da «forme vincolanti di transizione energetica». Jorge Mario Bergoglio tenta di mitigare tale netta presa di posizione aggrappandosi al principio di sussidiarietà, da applicare «anche al rapporto globale-locale», o proponendo una «maggiore “democratizzazione” nella sfera globale». La conclusione delle sue considerazioni, tuttavia, può essere una soltanto: l’agenda green va imposta a prescindere dal consenso dei cittadini dei singoli Paesi. Ovvero, a prescindere dall’unica modalità di deliberazione democratica che, più o meno, funzioni. Cos’altro sono le «mutevoli circostanze politiche», se non il legittimo alternarsi delle maggioranze e la conseguente rimodulazione degli scopi del governo? Attenzione: non è questione di difendere i vituperati sovranismi, rifiutando il nobile afflato alla cooperazione internazionale. Vivessimo in una società ancora cristiana, constateremmo che il successore di Pietro ha aggiunto, al tradizionale insieme dei valori non negoziabili, pure quello del cosiddetto «net zero». Discutibile, sì. Però sostanzialmente innocuo. Il fatto è che, in un’epoca in cui il nichilismo ha sorpassato persino l’ormai scontata secolarizzazione, la conseguenza più probabile del metodo suggerito dal Papa è un’altra: spalancare la porta alle derive antiumane della postmodernità. Sì, perché come possono forzarci a guidare l’auto elettrica, a installare le pompe di calore e a non salire più su un aereo che brucia quintali di cherosene, le istituzioni multilaterali potrebbero parimenti scavalcare gli argini democratici a livello nazionale e imporci matrimoni «egualitari», adozioni gay, riconoscimento dei figli nati da maternità surrogata, controllo delle nascite, interruzioni di gravidanza come metodo contraccettivo, transessualità infantile e limitazioni della libertà d’espressione, stile «misgendering» canadese oppure legge Zan. È paranoia? Be’, sappiate che, nell’agenda 2030 dell’Onu per lo «sviluppo sostenibile», è compreso il diritto universale ai «servizi sanitari sessuali e riproduttivi, inclusi quelli destinati alla pianificazione familiare». Più precisamente, viene prescritta «l’integrazione della salute riproduttiva nei programmi e nelle strategie nazionali». Che ne direbbe, Bergoglio, se in virtù del principio degli «obiettivi irrinunciabili e vincolanti», le Nazioni Unite, o chi per loro, obbligassero gli Stati ad approvare leggi abortiste, oppure a liberalizzare il mercato dei bambini? A quei fini, non bastano già la Corte di giustizia Ue e la Corte europea dei diritti umani? La giurisprudenza creativa dei singoli tribunali? Mettiamo in pericolo la sacralità della vita, l’intangibilità dell’unione matrimoniale, l’unicità della famiglia, per avere in cambio pale eoliche e pannelli solari? Qui non stiamo ragionando in termini astratti. Gli esiti del multilateralismo autoritario promosso dal Pontefice sarebbero tangibili e copiosi. Cari volontari cattolici, volete partecipare a un programma per la prevenzione dell’Aids in Africa? Benvenuti: ma niente prediche sui costumi sessuali ordinati, men che meno sulla castità. Altrove s’è deciso che bisogna distribuire preservativi. Spettabili organizzazioni antiabortiste, intendete piazzarvi fuori una clinica di Planned Parenthood e provare a convincere le ragazze a tenere il loro bambino? Scordatevelo: l’agenda 2030 proclama il diritto alla salute riproduttiva. Dottori, vi opponete alla somministrazione di bloccanti della pubertà a un baby trans? Vedetevela con l’Onu, la Cedu, o chicchessia. Pensate di aprire una scuola privata cattolica? Prego, l’iniziativa economica è libera; purché siate sempre «inclusivi». Non bandirete per caso i testi in cui si invitano i ragazzini a masturbarsi?Dal Vangelo abbiamo imparato che esiste uno zelo santo: tipo quello di Cristo quando rovescia, indignato, i banchetti dei mercanti nel tempio. Ma è proprio Gesù a darci un suggerimento: «Siate prudenti come i serpenti». Soprattutto dinanzi al nuovo credo ambientalista. Quella lastricata di buone intenzioni non è mica la strada per il paradiso…<div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem1" data-id="1" data-reload-ads="false" data-is-image="False" data-href="https://www.laverita.info/papa-transizione-verde-2665810933.html?rebelltitem=1#rebelltitem1" data-basename="tutti-gli-errori-della-laudate-deum" data-post-id="2665810933" data-published-at="1696544006" data-use-pagination="False"> Tutti gli errori della «Laudate Deum» Né nella enciclica Laudato si’ né nella esortazione apostolica Laudate Deum Francesco ha parlato ex cathedra, cosicché il dogma della infallibilità pontificia non è intaccato dalla pletora di errori contenuti in entrambi gli interventi. Vediamo quella della Laudate Deum. 1 «Ogni volta che la temperatura globale aumenta di mezzo grado, aumentano anche l’intensità e la frequenza di forti piogge in alcune aree, di gravi siccità in altre, di caldo estremo in alcune regioni e di forti nevicate in altre ancora». Questo è patentemente falso. Ci sarebbe da chiedersi cosa succederebbe ogni volta che la temperatura media globale diminuisse di mezzo grado: forse che qua diminuiscono intensità e frequenza di forti piogge e là aumentano le siccità; o che qua aumenta il caldo e là il freddo? Oppure le temperature possono diminuire senza che nulla succeda? Ma se fossero vere queste stravaganze, allora dovrebbe esserci una e una sola temperatura media globale ottimale. E qual è? Quella del 1850, verrebbe da dire. Ma perché proprio quella? Cosa avrebbe di speciale il 1850 rispetto al, che so, 1650, quando le temperature erano 2 gradi più basse? 2 «Quello cui stiamo assistendo ora è una insolita accelerazione del riscaldamento. Negli ultimi 50 anni la temperatura è aumentata a una velocità inedita, senza precedenti negli ultimi 2.000 anni». E oltre: «Non possiamo più dubitare che la ragione dell’insolita velocità di così pericolosi cambiamenti sia un fatto innegabile». La cosa non è indubitabile, ma semplicemente falsa. Negli ultimi 50 anni la temperatura è aumentata di mezzo grado, ma nei soli 30 anni dal 1690 al 1720 la temperatura aumentava di 1.5 gradi: quindi nulla di insolito. E non è vera neanche l’accelerazione, visto che negli anni 1940-80 vi fu non un riscaldamento più lento ma, addirittura, un rinfrescamento (e anche allora ci si allarmava), e gli anni 2000-2014 furono di «hiatus» climatico, cioè di interruzione del riscaldamento. 3 «Siccità e alluvioni, maremoti e inondazioni hanno in fondo la stessa origine: il riscaldamento globale». L’origine delle citate circostanze non può essere il riscaldamento globale. Significherebbe che senza riscaldamento globale esse non ci sarebbero, mentre ci sono sempre state: basta leggere la Bibbia. Inoltre, dal punto di vista del pianeta queste sono situazioni equivalenti, mentre possono non esserlo dal punto di vista dell’umanità. Essa, sì, avrebbe bisogno di acqua, neve, sole, ombra, vento, bonaccia a comando. Ma non possiamo comandare, né al pianeta né al Sole. Possiamo solo adattarci, e faremmo bene a farlo. 4 «Le emissioni pro capite dei Paesi più ricchi sono molto superiori a quelle dei più poveri. Un cambiamento diffuso dello stile di vita irresponsabile legato al modello occidentale avrebbe un impatto significativo». La prima frase è vera, anche se, a essere precisi, la ragione per cui l’abitante ricco è tale, è proprio perché emette di più. La seconda frase, invece, contiene un grave errore di aritmetica: se il problema è il clima che cambia a causa delle emissioni, ridurre quelle dei Paesi che pro capite emettono di più potrebbe ben non avere alcun effetto, se la popolazione totale di questi Paesi è minoritaria. E lo è. Per esempio, le emissioni della Ue incidono per l’8%, cosicché anche l’azzeramento delle emissioni della ricchissima Ue avrebbe effetto nullo sul clima. 5 «La coincidenza di questi fenomeni climatici globali con la crescita accelerata delle emissioni di gas serra non può essere nascosta». Qui ci sono due errori. Uno: la correlazione tra due fatti non significa che uno causa l’altro. Due: alla crescita delle emissioni non sempre si è avuta una crescita delle temperature (non negli anni 1940-1980 e 2000-2014). 6 «La stragrande maggioranza degli studiosi del clima sostiene questa correlazione e solo una minima percentuale di essi tenta di negare tale evidenza». Questo non è un argomento. È necessaria concordanza tra fatti e non concordanza tra uomini per sostenere che una congettura è vera. 7 «L’evoluzione delle temperature medie della superficie non può essere spiegata senza l’effetto dell’aumento dei gas serra». Non è vero: come si spiega l’evoluzione delle temperature del passato? 8 «Gli Emirati Arabi Uniti ospiteranno la prossima Conferenza delle Parti (Cop28). È un Paese che ha investito molto nelle energie rinnovabili. Non possiamo rinunciare a sognare che la Cop28 porti a una decisa accelerazione della transizione energetica». Le rinnovabili contribuiscono all’energia di quel Paese per l’1%, il nucleare per il 4% e i combustibili fossili per il 95%. Auspicare che, dopo 27 Cop fallite, abbia successo la prossima Cop che si celebrerà lì, è un grosso azzardo. Papa Francesco, però, conclude: «Evitare l’aumento di un decimo di grado della temperatura globale potrebbe già essere sufficiente per risparmiare sofferenze a molte persone». Strano che non gli sovvenga il dubbio che una umanità esposta a variazioni di temperature che nello stesso luogo possono essere di diverse decine di gradi e che tra poli ed equatore sono di 100 gradi, possa aver un qualche beneficio dal controllo delle temperature «di un decimo di grado» e che forse imbracarsi in questo insano e improbabile controllo possa essere, invece, la causa di sofferenze per molte persone.
Brigitte Macron (Ansa)
Dei commenti malevoli nei confronti della first lady transalpina circolavano già poco tempo dopo la prima elezione di Emmanuel Macron all’Eliseo, nel 2017. Poi, nel 2021, su Youtube, è stato pubblicato un video che faceva insinuazioni nei confronti di Brigitte Macron. L’autrice del video, della durata di quattro ore, è Delphine J., conosciuta sui social con lo pseudonimo di Amandine Roy. Il video, successivamente cancellato, insinuava che Brigitte Macron non sarebbe mai esistita. Al suo posto ci sarebbe stato invece il fratello, Jean-Michel Trogneux. Sempre secondo queste illazioni, l’uomo avrebbe cambiato sesso e dato vita all’identità della première dame. Come riportato dalla tv pubblica France info, Delphine J. aveva dichiarato in un’udienza precedente che «in quanto donna anatomica» si era sentita «attaccata» dalla presunta identità transgender della moglie del presidente francese. Ieri, dopo la lettura della sentenza, la youtuber non ha rilasciato dichiarazioni ai giornalisti, ma ha preferito lasciar parlare una delle sue sostenitrici che ha dichiarato: «Siamo in un sistema monarchico».
Bertrand Scholler, presentato come «gallerista» da vari media transalpini, tra i quali Bfm tv e Le Monde, è stato condannato a sei mesi di carcere con la condizionale per un fotomontaggio di Brigitte Macron, realizzato nel 2024. La reazione del condannato non si è fatta attendere. Uscendo dall’aula del tribunale Scholler ha dichiarato che «se ciò che dite non piace» allora «sarete condannati. È un fatto del principe!». E ancora che «in Francia non si ha più il diritto di pensare!»
Delphine J. e Scholler erano i soli imputati presenti ieri in tribunale. Mancava invece Aurélien Poirson-Atlan, noto sui social come Zoé Sagan e ritenuto colpevole per aver pubblicato dei testi su X riguardanti la moglie del presidente francese. Nelle fasi precedenti del processo, ha ricordato ancora il canale pubblico, Poirson-Atlan aveva affermato che esisteva un «segreto di Stato scioccante» che implicava «una pedofilia tollerata dallo Stato».
Come Poirson-Atlan mancavano dall’aula anche tutti gli altri imputati. In primo luogo Jean-Christophe P., condannato a sei mesi di carcere «puri» anche in relazione alla sua assenza all’udienza. Un quasi omonimo, Jean-Christophe D., è stato invece condannato semplicemente a partecipare ad uno stage di sensibilizzazione sui comportamenti da tenere su internet. Quest’ultimo era stato l’unico a presentare delle scuse a Brigitte Macron. Gli altri imputati, che hanno ottenuto la condizionale, erano Christelle L., Philippe D., Jean-Luc M., Jérôme A. e Jérôme C.
Come ricordato da Le Monde, il processo conclusosi con la sentenza di ieri non ha riguardato il giornalista Xavier Poussard, il cui caso è stato separato perché risiede a Milano. Il quotidiano francese ha scritto che Poussard, autore del best seller Becoming Brigitte (che tradotto in italiano significa «diventando Brigitte») è «l’altro grande istigatore della fake news di portata mondiale» contro la première dame. Tra l’altro, alcuni dei condannati di ieri avevano ripreso delle pubblicazioni di Poussard. I media francesi hanno ricordato anche la denuncia presentata da Macron e dalla moglie negli Stati Uniti contro l’influencer americana Candace Owens.
Domenica sera, Brigitte Macron era intervenuta al tg della prima rete privata francese, Tf1, per parlare di un’iniziativa solidale. La conduttrice le ha però posto delle domande sul processo, alle quali la première dame ha risposto: «mi batto costantemente. Voglio aiutare gli adolescenti a battersi contro il bullismo». La moglie del presidente ha anche detto che nessuno «toccherà la mia genealogia» perché «con questo non si scherza».
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Ecco #DimmiLaVerità del 6 gennaio 2026. Il deputato della Lega Giampiero Zinzi commenta la falsa partenza di Fico in Campania tra incompatibilità e conflitti di interesse.
In questa puntata di Segreti si ricostruisce il delitto di Aurora a Milano: un omicidio brutale, preceduto da aggressioni, segnali ignorati e una lunga scia di precedenti. Un’analisi che mette al centro il profilo dell’assassino, le falle del sistema e una domanda che resta aperta: come è stato possibile che un soggetto così pericoloso fosse ancora libero di colpire?
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La piccola exclave per decenni ha avuto un’economia particolarmente florida, basata sugli introiti del locale casinò, gestito da una società interamente partecipata dal Comune. Fino al 2018, quando il fallimento della casa da gioco (riaperta nel 2021 dopo l’omologa del concordato) ha trascinato l’ente locale in un dissesto milionario, come detto tuttora gestito da un organismo straordinario di liquidazione che affianca il lavoro dell’attuale primo cittadino, eletto nel 2020 dopo due anni di commissariamento.
Prima del tracollo di otto anni fa, i dipendenti comunali erano circa 120 (poco meno del 10% della popolazione), di cui una quarantina deputati ai controlli all’interno del casinò; adesso, il drastico taglio al budget comunale ha falcidiato il personale, ridotto a 15 unità, di cui due part-time. Ma gli stipendi d’oro, derivanti da una norma risalente agli anni Ottanta, basata sul fatto che la «particolare situazione geografica e il contesto economico svizzero in cui è inserito il Comune di Campione d’Italia ove la valuta corrente è il franco svizzero», stabiliva trattamento un economico dei dipendenti comunali con decorrenza 1° gennaio 1986, prevedendo un assegno ad personam da 4.000 a 5.000 franchi svizzeri, e assegno di exclave da 5.000 a 6.000 franchi per un totale mensile netto a dipendente fra gli 8.000 e i 13.000 franchi. A oggi una cifra che spazia all’incirca tra gli 8.000 e i 13.000 euro netti mensili.
Sulle nuove assunzioni Verda e Marchesini, hanno prodotto un’interrogazione a risposta scritta diretta al sindaco Roberto Canesi: «In un momento dove non si pagano gli arretrati degli ex dipendenti, dei pensionati, dei carabinieri, si cerca solo di favorire figure singole senza a nostro avviso una strategia, basti pensare che la pianta organica dal 1° gennaio 2026 passerà da 15 a 21, con cinque di loro componenti della polizia locale, tra cui addirittura marito e moglie, e la spesa passa da 2 milioni e 700.000 euro a 4 milioni e 700.000».
Secondo quanto risulta a La Verità tra i nuovi assunti ci sarebbe anche una persona che si era licenziata dopo il dissesto e che è stata riassunta direttamente, grazie a una norma che permette di far tornare nel posto di lavoro chi si era dimesso nei cinque anni precedenti. Anche su questo caso i due consiglieri di Campione 2.0 hanno presentato un’interrogazione. Anche perché, in virtù della procedura di dissesto, il Comune di Campione d’Italia, come prevede la normativa, riceve fondi da Roma. «Il contributo dello Stato a Campione d’Italia è di 10 milioni di euro, la metà viene spesa per tutti i dipendenti», spiega a La Verità il consigliere Verda. In passato i maxi stipendi venivano coperti dai proventi che generava il casinò, che riempivano le casse del Comune, con cifre che oscillavano, prima del 2018, tra i 40 e i 50 milioni di euro.
L’ente locale è tuttora l’azionista unico della società partecipata che gestisce la casa da gioco. Ma con l’entrata in vigore del concordato, indispensabile per sanare il debito da circa 132 milioni di euro della casa da gioco, quest’ultima paga al Comune una somma fissa per tutta la durata della procedura. Si parte dai 500.000 euro del 2022, per arrivare ai 2,5 milioni che la casa da gioco verserà nel 2026 e 2027. Detto in parole povere, senza il contributo di Stato, il Comune probabilmente farebbe fatica a pagare gli stipendi. Ma c’è di più. Il dissesto di un Comune impone vincoli che rendono pressoché impossibile assumere nuovo personale. E anche su questo argomento la tensione tra la maggioranza e l’opposizione è alle stelle. Per quest’ultima, infatti, se da un lato è vero che esiste il decreto ministeriale del 24 dicembre 2021 di approvazione dell’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato 2018-2022, dall’altro c’è stato in seguito l’esito negativo del controllo della Corte dei Conti e la decisione delle Sezioni riunite che porterebbero a escludere che il Comune possa qualificarsi come dotato di un bilancio stabilmente riequilibrato.
Di conseguenza, l’ente sarebbe ancora in dissesto. A rafforzare la teoria degli esponenti di Campione 2.0 anche il fatto che l’Osl sia ancora attivo, tanto che l’ultima delibera firmata dal commissario porta la data del 17 dicembre 2025.
I due consiglieri di opposizione chiedono all’amministrazione chiarezza anche sulle conseguenze delle assunzioni, convinti che, per espressa giurisprudenza contabile, l’ente non possa disporre di un numero di dipendenti superiore al rapporto massimo previsto dalla legge in relazione agli abitanti, che sarebbe di 15 posizioni professionali. Un tetto che, già con la prima assunzione, verrebbe sforato. Secondo quanto risulta a La Verità, Verda e Marchesini, per fare chiarezza sulla vicenda, starebbero anche valutando di presentare una denuncia alla magistratura.
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