Piantedosi manda gli ispettori a Genova per il killer in giro col permesso scaduto

L’uccisione di Pietro Alberto Paolo Signor, il clochard in attesa di trapianto di cuore, avvenuta a Genova sabato scorso, ha sollevato una certa «attenzione», per usare un eufemismo, da parte del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.
Infatti, per quell’assassinio è stato arrestato Cissé Camara, un quarantaduenne senegalese con numerosi precedenti di polizia che nel 2022 aveva lasciato scadere il permesso di soggiorno temporaneo. Da quattro anni era, quindi, un irregolare a tutti gli effetti e, nonostante questo, quando è stato fermato per vari reati non è stato rinchiuso in un Cpr (Centri di permanenza per i rimpatri) e allontanato dal nostro Paese. Eppure quella era una trafila praticamente obbligata che avrebbe salvato la vita di Signor.
Per questo il titolare del Viminale ha chiesto al capo della Polizia, Vittorio Pisani, di disporre una ispezione al fine di verificare i motivi della mancata espulsione in occasione dei precedenti controlli di polizia a cui lo straniero era stato sottoposto.
Nel 2022 e nel 2025 Camara è stato denunciato per spaccio e detenzione di sostanza stupefacente (reato punito con reclusione da 1 a 5 anni e multa da 3.000 a 26.000 euro); nel 2024 per tentato furto con destrezza e per rapina (due episodi distinti); nel 2025 per resistenza, violenza, minaccia e oltraggio a pubblico ufficiale. Il 12 maggio del 2026, pochi giorni prima dell’omicidio, per ricettazione (è stato trovato in possesso di documenti di identità di cittadini italiani già oggetto di denuncia per smarrimento). Lo stesso giorno gli è stato anche notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari per il reato di tentato furto contestatogli nel 2024.
Mentre collezionava denunce Camara risulta essere stato controllato in diverse occasioni, principalmente in provincia di Genova, da agenti impegnati nel controllo del territorio, dal 2022 sino alla metà del mese di maggio 2026.
Una notizia che non deve avere rallegrato il ministro. La strategia del titolare del Viminale su questo punto è molto chiara e, infatti, ha più volte dato indicazioni operative a Prefetture e Questure.
In sintesi, è necessario procedere immediatamente con i rimpatri, anche attraverso il trattenimento nei Cpr, dei soggetti che, rintracciati sul territorio, risultino irregolari, a causa di un permesso di soggiorno scaduto o negato, e presentino «profili di problematicità sul piano della sicurezza pubblica». Una «dottrina» che non deve limitarsi ai soggetti individuati occasionalmente nel corso delle attività di controllo del territorio.
Perché a Genova si è contravvenuto a questa linea di fermezza? L’ispezione dovrà accertarlo.
Camara era approdato il 5 febbraio 2017 a Vibo Marina, sulla costa tirrenica calabrese, con un barcone.
Due giorni dopo venne sottoposto per la prima volta ai rilievi foto-dattiloscopici dalla Questura di Vibo Valentia. Da lì fu trasferito a Lecco dove, il 27 febbraio, chiese la protezione internazionale, formalizzata nel cosiddetto modello C3.
Nel luglio del 2017 c’è stata l’audizione dell’uomo presso la Commissione territoriale di Monza-Milano, che, il 17 settembre 2018, ha deciso di non accogliere la domanda di asilo per insussistenza dei requisiti dello status di rifugiato e della protezione sussidiaria.
Per la Commissione quel clandestino non aveva nessun motivo per rimanere in Italia. Il decreto di rigetto viene notificato a Camara dalla Questura di Lecco il 16 novembre 2018.
A questo punto il senegalese riesce ad approfittare delle maglie larghe del sistema dei respingimenti e, forse, della distrazione di chi doveva controllare il suo status. Sta di fatto che l’uomo è rimasto nel Belpaese, dove, in pochi anni, ha collezionato una lunga serie di reati.
Ma prima di iniziare a delinquere ha tentato la strada del ricorso contro la mancata concessione dell’asilo. Per questo il 21 gennaio 2019 viene iscritta a ruolo la causa 2789/19 presso il Tribunale di Milano. Di conseguenza, il migrante ottiene un permesso di soggiorno provvisorio «per attesa esito ricorso» con validità 8 marzo 2019 - 7 settembre 2019.
Il 23 ottobre viene rigettata anche questa seconda domanda e allora i legali dell’uomo chiedono una sospensione dell’efficacia esecutiva della pronuncia di primo grado, un’istanza che risulta accolta il 30 gennaio 2021.
A seguito di ciò, Camara chiede un nuovo permesso provvisorio presso il commissariato di Castrovillari (Cosenza), verosimilmente in attesa dell’esito del ricorso per Cassazione, e lo ottiene. Il documento scade il 23 maggio 2022, ma nessuno ne chiede il rinnovo.
Da quel momento, è la valutazione del Viminale, Camara è uno straniero irregolare che per la disattenzione di qualcuno non viene allontanato dall’Italia.
Un lassismo che fa a pugni con i ripetuti fermi per tipologie di reati che destano allarme sociale.
Un’attività criminale culminata, secondo la ricostruzione della Procura di Genova e dei carabinieri del Comando provinciale del capoluogo ligure, con l’efferato omicidio di sabato mattina.
Dalle immagini acquisite dagli inquirenti è emerso che (presunto) assassino e vittima siano arrivati insieme nel centralissimo parco di Villetta Di Negro.
Nei filmati si vedono i due chiacchierare per una decina di minuti, poi scoppia una lite. Segue l’aggressione letale, quasi interamente ripresa dagli occhi elettronici delle telecamere di sorveglianza.
L’assassino sferra diversi fendenti, probabilmente con un coccio di bottiglia, contro «Pedro» (questo il soprannome del senzatetto), considerato da chi lo conosceva un uomo mite, amante della musica e della poesia. La scena finale è raccapricciante: l’aggressore lega mani e piedi di Signor con corde e indumenti, nel tentativo di trascinare via il corpo. Ma una testimone nota la scena e avverte i carabinieri, che intervengono immediatamente.
Quando arrivano i militari del nucleo Radiomobile, il presunto omicida prova a scagliarsi contro uno di loro. È in chiaro stato di alterazione, delira, probabilmente sotto l’effetto del crack (una bustina di tale sostanza è stata trovata sulla scena del crimine e Camara è risultato positivo al narcotest).
Subito dopo viene ricoverato presso l’ospedale San Martino in seguito a una crisi psicomotoria, con ogni probabilità collegata proprio all'abuso di droga e, qui, i medici gli avrebbero diagnosticato anche una polmonite. Per questo Camara resta piantonato nella struttura sanitaria e sarà trasferito in carcere quando le sue condizioni di salute consentiranno le dimissioni.
A causa di questo quadro clinico il gip Carla Pastorini non ha potuto sottoporlo all’interrogatorio di garanzia, che è stato rinviato ai prossimi giorni. L’arresto è stato, però, convalidato dal giudice alla presenza del suo avvocato: il senegalese è accusato di omicidio volontario.
Dopo le ultime notizie di cronaca, dal caso dell’investitore italo-marocchino Salim El Koudri ai fermi con l’accusa di terrorismo di Firenze e Vimercate, la linea del Viminale è chiarissima e l’ispezione di Genova deve servire da lezione per tutti.
Anche perché il ministro Piantedosi e il capo della Polizia Pisani hanno lanciato a fine 2024 il progetto Oscar che prevede l’incrocio dei dati sulle scadenze dei permessi di soggiorno con gli indicatori di pericolosità degli stranieri, a partire dalle informazioni contenute nella banca dati Sdi (Sistema di indagine) sui precedenti di polizia. Insomma, le Questure devono andare alla ricerca di soggetti pericolosi senza attendere che siano individuati nel corso di controlli o di interventi in occasione della commissione di reati.
Piantedosi e Pisani danno la massima importanza alle operazioni Oscar e per questo hanno rafforzato gli organici degli uffici immigrazione e la rete dei Cpr, che intendono ulteriormente potenziare.
Tant’è che i rimpatri in questi anni sono progressivamente aumentati anche grazie ai risultati proprio di questo genere di attività: sono complessivamente 3.510 gli stranieri rimpatriati con le operazioni Oscar, di cui 577 nel 2024, 2001 nel 2025 e 932 nel 2026. Sono 53 in tutto i rimpatri effettuati dalla Questura di Genova nell’ultimo triennio.
Resta da capire che cosa non abbia funzionato nel caso di Camara.






