(IStock)
Il progetto doveva essere approvato oggi in cdm. Ma slitta a martedì e perde un pezzo.
Doveva essere la grande giornata del Piano casa con il via libera in Consiglio dei ministri al maxi-progetto che prevede una doppia gamba (pubblica e privata) per garantire migliaia di alloggi a prezzi calmierati a lavoratori e famiglie. E invece nulla. Latitano le motivazioni ufficiali. Ma secondo più di una fonte consultata dalla Verità, l’annullamento della riunione dei ministri ha una ragione precisa: l’opportunità di concentrare attenzioni e sforzi sulla crisi in Medio Oriente. Insomma, con tutto quello che sta succedendo nel Golfo Persico e le conseguenze economiche per i blocchi allo Stretto di Hormuz non sarebbe stato il caso di annunciare con tanto di fanfare uno dei progetti bandiera di questa legislatura.
Tutto qui? I più vicini al dossier non hanno dubbi, basta pazientare e tutto andrà al suo posto. Tant’è che quando il ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha fatto sapere che il cdm si sarebbe tenuto martedì, anche i dubbi residui si sono dissipati. «Nel prossimo consiglio dei ministri, che dovrebbe essere martedì», ha sottolineato il vicepremier, «porterò un primo provvedimento che mette a disposizione delle Aziende Casa, delle Aler e delle Ater, circa 950 milioni di euro unicamente destinati alla manutenzione e al recupero del patrimonio pubblico di edilizia residenziale sociale attualmente non assegnato alle famiglie in graduatoria perché non a norma». Insomma, un primo consistente pacchetto di risorse che consentirà di rimettere a disposizione su tutto il territorio nazionale tra i 50.000 e i 60.000 appartamenti oggi non utilizzabili». Benissimo. Ma il resto? Questa è una parte del progetto pubblico. Manca il pezzo (sempre pubblico) delle nuove abitazioni. E mancano i privati.
Cassa Depositi e Prestiti, alcuni fondi sovrani (per ora l’unico nome ufficializzato è quello dell’emiratino Mubadala ma ce ne saranno altri), assicurazioni (potrebbero essere della partita Poste Vita, Generali Vita, Intesa Via e Unipol) oltre a casse previdenziali e fondi pensione. Si parte con un miliardo per arrivare a una potenza di fuoco di 20 miliardi e garantire 100.000 nuovi alloggi a prezzi inferiori a quelli di mercato nelle città a maggior appeal lavorativo. Obiettivo ambizioso per il quale si è spesa molto Confindustria, dal punto di vista operativo. A guidarlo Mario Abbadessa, uno dei manager che ha più esperienza nel settore.
Insomma è tutto pronto. Manca solo il via libera politico. Che sarebbe dovuto arrivare ieri, ma non ci sarà neanche martedì.
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Questa mattina polizia e vigili del fuoco sono intervenuti al Palazzo di Giustizia di Milano, dove è arrivata una telefonata, pare con voce straniera, in cui si parlava della presenza di una bomba.
Sono in corso le verifiche. Davanti al tribunale ci sono i mezzi dei vigili del fuoco e della polizia ed è in corso l'evacuazione di alcune parti dell'edificio.
Aggressione su un autobus al Vomero: un 39enne ha ferito una donna di 32 anni, avvocato. Dopo circa 15 minuti di tensione è stato arrestato dai carabinieri. La vittima è ricoverata ma non è in pericolo di vita.
Momenti di terrore nella tarda serata di ieri a Napoli, nel quartiere Vomero, dove una donna di 32 anni è stata accoltellata all’interno di un autobus di linea dell’Anm. L’aggressione è avvenuta su un mezzo della linea C32 in via Simone Martini.
Secondo quanto ricostruito, l’aggressore – un uomo di 39 anni che non conosceva la vittima – l’ha colpita con un coltello e l’ha poi trattenuta sotto minaccia per diversi minuti. La donna, un avvocato, ha riportato ferite al volto e al braccio ed è stata trasportata all’ospedale Cardarelli, dove resta ricoverata ma non sarebbe in pericolo di vita. La scena è stata ripresa da diversi presenti con i telefoni cellulari e i video stanno circolando sui social. Nelle immagini si vedono i momenti successivi all’aggressione, con l’uomo ancora sul bus con il coltello in mano mentre all’esterno si raduna una folla inferocita che tenta di aggredirlo.
I carabinieri intervenuti sul posto sono riusciti a bloccarlo e a portarlo via tra insulti e spintoni. Il 39enne è stato arrestato con le accuse di lesioni personali gravi e sequestro di persona. Secondo i primi accertamenti, l’uomo – già in cura per problemi psichiatrici – avrebbe spiegato di aver compiuto il gesto per attirare l’attenzione del procuratore Nicola Gratteri. I rilievi dei militari sul bus sono andati avanti fino a tarda notte.
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Giorgia Meloni (Ansa)
Al prossimo Consiglio dell’Unione il premier chiederà lo scorporo delle quote di emissione.
Il conflitto in Iran e il blocco del canale di Hormuz, da dove transita il 20% del petrolio mondiale, stanno provocando uno choc energetico la cui evoluzione è difficile da prevedere. Nonostante le riserve stoccate nel nostro Paese, l’Italia è ostaggio di un sistema di tariffazione europeo che ne gonfia artificialmente i costi e l’impatto sulle bollette e sul rifornimento di carburante già si fa sentire. Allo stato dell’arte, il decreto Bollette, nella parte relativa agli interventi per dare sollievo a famiglie e imprese, appare superato, come pure il meccanismo degli Ets, il sistema di scambio delle quote di emissione di Co2, pilastro del Green deal europeo, diventa un fardello aggiuntivo, insostenibile per il sistema imprenditoriale in questa difficile congiuntura.
Dal governo arrivano segnali che il dl Bollette potrebbe essere rivisto. Il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, ospite ieri di Radio 24, ha lasciato intendere che il tema è all’ordine del giorno di Palazzo Chigi: «Se ci fosse un aumento non sporadico ma continuativo del gas (che è quello che alla fine fa il prezzo in Italia anche per l’energia elettrica), il decreto dovrebbe essere rivisto. Però questa è una valutazione che si può solo fare dopo aver misurato quanto gli effetti di questa guerra potranno essere o meno duraturi». Poi ha tranquillizzato: «L’Italia è in una condizione di sicurezza, perché abbiamo una diversificazione di fornitori. Dal Qatar riceviamo meno del 10% del Gnl, e comunque le forniture fino a marzo sono quasi tutte partite dal Qatar. Un blocco totale creerebbe sicuramente dei problemi». Pichetto Fratin ha anche indicato il fattore speculativo. «Bisogna stare attenti a tutti coloro che volessero utilizzare in modo fraudolento questo momento di difficoltà. Noi abbiamo la fortuna di avere le aziende di Stato che ci garantiscono quando abbiamo speculazioni internazionali da parte di grandi player capaci di incidere sul mercato Ttf olandese, dove si fa il prezzo valido per tutti».
La premier Giorgia Meloni ha avvertito che «aumenterà le tasse alle aziende che dovessero speculare sulle bollette». In un colloquio telefonico, il presidente di Arera le ha assicurato che «sono stati già attivati i meccanismi che servono a evitare fenomeni speculativi». L’obiettivo è «impedire l’esplosione dei prezzi dell’energia e dei generi alimentari». L’Unità di vigilanza energetica di Arera monitora in tempo reale l’evoluzione dei prezzi all’ingrosso e al dettaglio di gas ed elettricità, per valutare i possibili effetti sui corrispettivi applicati ai clienti finali e fornire al governo, al Parlamento e alle istituzioni europee gli elementi di analisi necessari per le valutazioni. Sul fronte delle forniture fisiche di gas, l’Autorità conferma che al momento non si rilevano criticità nei livelli di approvvigionamento, almeno fino ad aprile.
Il tema dell’Emission trading system è più difficile da affrontare perché la decisione se bloccarlo temporaneamente dipende dalla Commissione Ue. Giorgia Meloni ha annunciato che in occasione del Consiglio europeo previsto tra circa due settimane ne chiederà la sospensione, «almeno per l’energia da generazione elettrica». «Il problema che noi continuiamo a porre è che oggi si tiene conto anche dell’Ets per determinare il prezzo di tutte le forme di energia, anche di quelle che non sono inquinanti, anche delle rinnovabili, e secondo noi non ha senso», ha detto la premier. «Chiediamo da sempre di scorporare il costo dell’Ets dalla determinazione del prezzo dell’energia rinnovabile, dell’idroelettrico e solare per abbassare i costi». Le imprese da tempo lamentano i costi indiretti, ovvero l’aumento dei prezzi dell’elettricità determinati dal sistema di acquisto di quote di Co2. Una sorta di imposta che ora, alla luce dei rincari delle quotazioni del gas, diventa insostenibile. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha sempre difeso l’Ets sostenendo che «porta chiari benefici», ma ora lo scenario è cambiato.
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