Nordio fa causa alla Berlinguer che difende le frasi di Ranucci in tv

Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, avvierà un’azione risarcitoria in sede civile nei confronti di Bianca Berlinguer e di Mediaset dopo le affermazioni sul caso Minetti fatte nella puntata della trasmissione È sempre carta bianca, in cui il giornalista Sigfrido Ranucci aveva riferito di una pista su presunte visite del Guardasigilli al ranch in Uruguay di Minetti e del compagno.
Per il ministero «si tratta di notizie e dichiarazioni considerate lesive dell’immagine dell’uomo e della istituzione che egli rappresenta».
Va detto che almeno Ranucci si è scusato con Nordio, mentre la Berlinguer ha rivendicato il diritto di dire la qualunque.
La storia di quelli che dovevano essere i Bonnie & Clyde del Bunga Bunga sudamericano e delle adozioni-truffa finisce comunque con l’Interpol che dichiara di non aver trovato nulla su Nicole Minetti e il suo compagno Giuseppe Cipriani. Una bellissima notizia per il Quirinale, che nelle scorse settimane si era molto agitato per aver concesso la grazia all’ex igienista dentale del San Raffaele, nonché ex consigliere regionale di Forza Italia in Lombardia.
Non è definitiva l’assoluzione dell’Interpol, ma il rapporto preliminare alla Procura generale di Milano, arrivato ieri, non contiene elementi per sostenere le accuse rimbalzate nei giorni scorsi in Italia. Ovvero che Minetti non avesse i titoli per adottare quel bambino in Uruguay e che lo avesse fatto, insieme al fidanzato, solo per intortare gli uffici di Sergio Mattarella ed evitare i servizi sociali, dopo il cumulo di due condanne da tre anni e undici mesi (per favoreggiamento della prostituzione e peculato).
Nel rapporto, l’Interpol mette nero su bianco che Minetti e Cipriani non hanno precedenti penali né in Uruguay né in Spagna e che non risultano neppure denunce a loro carico, o indizi sul coinvolgimento in procedimenti relativi a presunte attività collegate alla prostituzione.
In questi ultimi dieci giorni era uscito di tutto, sui giornali come sui social e su internet. Tra le varie accuse, era stata riportata da più media la possibilità che Minetti e Cipriani organizzassero «cene eleganti» con tanto di professioniste del settore. E su questo, naturalmente, si era innestata una campagna per far revocare l’adozione internazionale di questo bambino che, tra l’altro, aveva avuto gravi problemi di salute. Le indagini dell’Interpol non sono finite e varie sorprese possono sempre arrivare, considerata anche la scomparsa della madre del bambino e la morte dei suoi avvocati, però a oggi tocca ammettere che c’è un fatto nuovo: sulla Minetti non ci sono denunce o indagini in corso in Sud America. Due giorni fa, intervistato dal Corriere della Sera, il suo compagno Cipriani, erede della dinastia dell’Harry’s Bar di Venezia, aveva detto: «Hanno distrutto Nicole. Le hanno detto di tutto, poveretta, peggio di così… Lei è una madre fantastica, che sta facendo il suo dovere di mamma e crescendo questo figlio in maniera speciale. Ma dall’Italia, le è stato davvero gettato addosso un mare di m…».
Va detto che non sempre l’Interpol impiega così poco. Anzi, chi è esperto di queste faccende osserva che di solito passa anche un mese e mezzo, per accertamenti del genere. Ma questa è una buona notizia non solo per la coppia Minetti-Cipriani, ma anche e soprattutto per Sergio Mattarella, titolare esclusivo del potere di concedere la grazia. Al Quirinale ostentano sempre una calma olimpica e una lontananza siderale da certi intrighi e da mondi che non siano più che sobri, ma questa volta erano quasi andati nel pallone. Le rivelazioni su quell’adozione, oltre a quelle su una Minetti che «non aveva cambiato vita», avevano spinto Mattarella a investire della faccenda l’incolpevole ministro Nordio, che si era subito rivolto alla Procura. Ora l’allarme rosso può rientrare, anche se resta quell’inconsueto e lungo silenzio del Quirinale, all’epoca della concessione della grazia.






