forze dell'ordine

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L’indignazione dei lettori per l’ingiustizia subita in tribunale dal militare, che ha sparato per difendere un collega, si trasforma in una gara di generosità. Quanto raccolto è più che sufficiente ad aiutarlo, il resto andrà in un fondo per altri casi come questo.

Ieri mattina, quando il nostro amministratore mi ha comunicato il saldo del conto corrente aperto per la sottoscrizione a favore di Emanuele Marroccella sono rimasto a bocca aperta. Lunedì sera erano stati 86.000 euro, una cifra enorme considerando che l’iniziativa era stata lanciata venerdì. Ma ieri, alle dieci e mezza, quando ho ricevuto la telefonata dalla contabilità eravamo già a 220.000 euro (diventati 240 in serata). Un dato incredibile, che certo non mi aspettavo. Ma soprattutto la dimostrazione che i lettori, l’opinione pubblica, sta con le forze dell’ordine e non con chi le condanna.

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Pure Salvini aderisce e mette i soldi
Matteo Salvini (Ansa)
Il leader del Carroccio: «Sono sempre dalla parte degli eroi che rischiano la vita». Intanto la Lega annuncia: nel nuovo decreto sicurezza tutela processuale per le divise.

«Adesso il Parlamento approvi una legge che permetta alle forze dell’ordine di operare serenamente e, soprattutto, di difendere la propria e l’altrui incolumità senza temere di finire sul banco degli imputati», è l’appello di Carmine Caforio, segretario generale di Usmia carabinieri. L’Unione sindacale militare interforze associati ringrazia il quotidiano La Verità «per la vicinanza e la solidarietà concreta dimostrate nei confronti del brigadiere dei carabinieri Marroccella».

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Il vicebrigadiere Marroccella si dice commosso per la solidarietà «in un momento così difficile». E sui social gli utenti stanno dalla sua parte: «Meritava promozione e medaglia».

Per aderire alla sottoscrizione de La Verità:

Conto corrente intestato a Sei SpA

Iban: IT 60 R 02008 01628 000107393460

Causale: AIUTIAMO IL CARABINIERE

Per chi vuole donare dall'estero:

Bic/swift: UNCRITM1090

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Termini in mano alle gang di maranza: «La pista è l’odio per gli occidentali»
Polizia in servizio alla stazione Termini (Ansa)
Raid continui, scelto a caso anche il funzionario ministeriale: non è rapina. Sei i fermati.

Dietro alle aggressioni alla stazione Termini di Roma ci sarebbe una gang di maranza. Per ora è un’ipotesi. Ma gli inquirenti che hanno messo insieme i filmati acquisiti dalle videocamere di sicurezza, sospettano che un gruppo di giovani nordafricani, in parte pregiudicati o con precedenti e in parte nati in Italia da genitori stranieri, si stia facendo largo, colpendo senza moventi apparenti. Spinti dalla voglia di controllare quella fetta di territorio che per lo Stato è zona rossa e uniti da una forma d’odio per gli occidentali.

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«Senza l’intervento di mio marito il collega sarebbe morto»
Nel riquadro: Ivana, moglie di Emanuele Marroccella (Imagoeconomica)
Parla Ivana, la moglie di Emanuele Marroccella: «Lo hanno definito un esaltato, ma lui non lo è affatto. Ha compiuto il suo dovere. Duro dirlo ai nostri figli».

«Una famiglia normale, come tante. Questo siamo. Adesso tutto è crollato». Ivana, 41 anni, originaria di Salerno, è la moglie del vice brigadiere Emanuele Marroccella condannato a tre anni per «eccesso colposo nell’uso legittimo di armi», senza nemmeno le attenuanti generiche.

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