«Noi popolo delle mamme non siamo “No vax”. Chiediamo libertà di educazione»
Parla Tiziana Coppola, portavoce del Popolo delle mamme: «Considero intollerabile che un governo esautori il parlamento e emani disposizioni sanitarie, spesso confuse e contraddittorie. È in corso un vero e proprio attacco alla famiglia e al benessere dei bambini che rappresentano il futuro della nostra società e che noi dobbiamo difendere e salvare da questa vera e propria deriva dittatoriale».

Buongiorno signora Coppola può spiegare ai nostri lettori come è nato il popolo delle mamme e quali sono i vostri scopi?
«Tutto è iniziato con un gruppo su Facebook a giugno. Numerose mamme e nonne hanno incominciato a esprimere disapprovazione e malcontento per i decreti del Governo, che hanno danneggiato e continuano a danneggiare i nostri bambini; perciò, il nostro slogan principale è “difendiamo i nostri bambini” in nome della libertà e, soprattutto, della libertà sanitaria e educativa. Oltre 60 associazioni hanno aderito. Il popolo delle mamme è totalmente apolitico. Interpretiamo semplicemente la preoccupazione e le rimostranze, che vengono da tutta Italia, a fronte di qualunque coercizione attuata verso i nostri bambini. Ora siamo migliaia e convergeremo su Roma il 5 settembre, dove resteremo a oltranza, fino a quando il governo non cesserà tutte le forme di sopruso sui bambini e sui diritti dei genitori».

Cosa intende per libertà educativa?
«L’articolo 30 della nostra Costituzione enuncia “E` dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli”. I nostri governi, e soprattutto quello attuale, hanno usurpato i diritti e i doveri derivanti dalla potestà genitoriale. Questo è semplicemente intollerabile e anticostituzionale e tali soprusi si manifestano anche nelle numerose e confuse disposizioni del Ministero dell’istruzione, a danno dei nostri bambini. Questi soprusi si manifestano con l’indottrinamento gender nelle scuole dove, con i soldi dei contribuenti, e con la scusa della battaglia alla discriminazione ed al bullismo, si finanziano e si promuovono progetti che educano i nostri bambini alla prevalenza della soggettiva e mutevole identità di genere rispetto al sesso biologico, il che oltre ad essere contro la legge naturale danneggia la salute psicofisica dei bambini. C’è dittatura dove lo Stato sostituisce i genitori ed è ora di dire basta!».

E cosa intende per libertà sanitaria?
«Considero intollerabile che un governo esautori il parlamento e emani disposizioni sanitarie, spesso confuse e contraddittorie. Un esempio fra tanti: qualsiasi studente di medicina sa che coprire il viso di un bambino con una mascherina, specie all’aperto, danneggia il suo sistema immunitario. E’ poi è ingiusto che una legge possa obbligare tutti i bambini a fare ben 10 vaccini».

Abbiamo un governo che obbedisce a Bill Gates, all’OMS e alle multinazionali farmaceutiche, tutte strutture che promuovono la ‘cultura della morte’. Perciò siete ‘No Vax’?

«Assolutamente no! Io ho un figlio a cui ho fatto fare tutti i 10 vaccini, ma per mia scelta. Noi siamo per la libertà di scelta! Esiste, in questo nostro mondo globalizzato, anche una “alleanza globale per i vaccini”, di nome GAVI. Essendo globale ha un nome inglese “Global Alliance for Vaccines and Immunisation”. Tale organizzazione transnazionale, di cui è servo il nostro governo, è fuori da ogni controllo pubblico e popolare ed è stata fondata nel 2000 dalla Bill and Melinda Gates Foundation per “incrementare l’accesso a vaccini nuovi e sottoutilizzati”. Non è certamente un caso che l’OMS vede tra i suoi maggiori finanziatori non gli Stati membri, bensì enti privati, i cui finanziamenti costituiscono i tre quarti del patrimonio dell’OMS. Tra essi spiccano le principali case farmaceutiche produttrici di vaccini e organizzazioni quali, ad esempio, la Fondazione Gates e la GAVI Alliance, che hanno come oggetto sociale la diffusione dei vaccini».

Abbiamo saputo della vostra marcia che è partita il giorno dell’Assunta da Genova per arrivare a Roma a fine mese ma il cui itinerario sembra cambiare in continuazione, ce ne può parlare?
«Sì, un gruppo di donne guidate da Nonna Maura Granelli è partito appunto il 15 agosto. L’itinerario iniziale era da Genova a Roma, passando per numerosi comuni liguri, toscani e laziali, ma è in continuo cambiamento, a causa delle numerose richieste di incontrare il Popolo della Mamme da altre città. Perciò la marcia ha dovuto deviare per Reggio Emilia, Ferrara e altri comuni. Per essere aggiornati sull’itinerario scrivete a [email protected]. A ogni tappa, facciamo incontri con associazioni e cittadini e consegniamo una lettera al sindaco. La nostra è una protesta civile e pacifica: mamme, nonne, genitori che si alzano i piedi in nome della libertà, che è il primo diritto umano come il diritto alla Vita».

Ma quale è il problema fondamentale?
«Oggi è in corso un vero e proprio attacco alla famiglia e al benessere dei bambini che rappresentano il futuro della nostra società e che noi dobbiamo difendere e salvare da questa vera e propria deriva dittatoriale».

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