Nel cambio di mondo in atto i giornali sono spettatori

Ieri Il Foglio mi ha arruolato nell'armata degli utili idioti del populismo. In un lungo articolo, steso ad asciugare come un lenzuolo su ben tre pagine del quotidiano diretto da Claudio Cerasa, Francesco Cundari accusa me e altri colleghi di aver fomentato il populismo, fenomeno che secondo lui in Italia non trarrebbe origine dal basso, cioè dai ceti più disagiati che si ribellano alle élite, ma dall'alto. In pratica, intellettuali, conduttori tv, scrittori e giornalisti avrebbero lavorato anni per predisporre il terreno contro l'establishment. Una classe dirigente che mette alla gogna sé stessa. Questa per lo meno è la tesi di Cundari il quale per sorreggerla, trattandosi di materia zoppicante, tira in ballo chiunque e spalma l'analisi sugli ultimi 30 anni. In mezzo ci finisce pure Silvio Berlusconi, che non si capisce se debba essere classificato fra i populisti o gli anti populisti, dato che mentre in principio veniva comunemente registrato nel primo gruppo, negli ultimi tempi si sarebbe redento, opponendosi (...)

Gilda Bojardi (Photo by Pietro D'aprano/Getty Images)
L'ideatrice del Fuorisalone: «Torneremo a settembre con un'edizione diversa ma che mostrerà la vitalità della città e delle aziende. Ci serve il contatto fisico col pubblico. Le nostre imprese sono creative e hanno la capacità di seguire le trasformazioni del settore».
Mata Hari (Photo by Hulton Archive/Getty Images)
L'affascinante olandese divenne famosa nei salotti parigini. Agente segreto per Francia e Germania, fu fucilata nel 1917.
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