«Creda a me, non creda a nulla» diceva Leo Longanesi, con quel gusto per il paradosso fulminante che in una manciata di parole demitizzava ogni certezza, strappando una risata al lettore di turno. La considerazione ben si attaglia all'agone sportivo: non c'è niente di più efficace del pallone per edificare miti da abbattere con l'effetto sorpresa che tanto manda in fibrillazione tifosi e allibratori. Pensiamo ai campionati di calcio delle nazioni europee più rappresentative in tempi di Covid-19, segnati da un calendario eccezionalmente lungo (vista la conclusione estremamente tardiva della stagione passata). Eccezion fatta per la Bundesliga tedesca, dove il noioso rigore teutonico impone Lipsia e Bayern Monaco nei piani alti della classifica rispettando i pronostici, in Italia, Spagna, Francia e Inghilterra c'è da divertirsi e da preparare i popcorn seduti sul divano, assaporando le novità. A partire dalla Serie A. Dopo quattro giornate, il Milan, che un primo posto non lo vedeva dai tempi in cui schierava Massimiliano Allegri sulla panchina - ere geologiche fa - è capolista a punteggio pieno. Quattro partite, quattro vittorie convincenti, derby con i nerboruti cugini interisti incluso. Merito di Zlatan Ibrahimovic, certo, che in qualche soffitta di un appartamento milanese deve tenere un ritratto destinato a invecchiare al suo posto. Ma merito anche di circostanze, imprevisti causati dal coronavirus, volizioni. Lo spensierato caravanserraglio in grado di solleticare gli outsider e di irridere la pomposa schiatta dei favoriti. C'è chi dice che disputare le partite a porte chiuse, o comunque con un pubblico ristretto, abbia sciolto i nodi mentali di campioncini in erba che soffrivano la maglia rossonera nel tempio di San Siro. Al secondo posto, il Sassuolo gongola. Per i verdenero targati Mapei, 10 punti a due lunghezze dai milanisti, e un'etichetta di squadretta provinciale destinata ad andar stretta. Per non parlare della brigata Atalanta, ormai realtà identitaria nel calcio nostrano, terza in classifica e a suo agio nelle disfide all'ultimo sangue della Champions League, dove l'anno scorso rischiò il colpaccio, subodorando profumo di finale. Juventus e Inter per ora restano dietro, con il Napoli - dopo la sconfitta a tavolino coi bianconeri - pronto a rappresentare un'incognita su più fronti. Le scosse telluriche capaci di sovvertire ogni certezza non mancano nemmeno nella Liga spagnola. A sei giornate dall'inizio del campionato, il primo posto con 11 punti è nelle mani del Real. Ma non quello di Madrid. Si tratta della Real Sociedad, compagine basca con sede a San Sebastián. Nei primi anni Ottanta del secolo scorso, scegliendo la linea autarchica di schierare solo calciatori baschi, vinse pure due scudetti, ma nel 2006 retrocesse in Seconda sivisione. A pari punti si contende il primato col Villareal, provinciale con sogni di gloria. I Blancos del Real Madrid sono terzi, appaiati col Getafe e con la matricola Cadice. Per trovare giganti come il Barcellona di Leo Messi e l'Atletico Madrid di Joao Felix, bisogna scendere arrivando all'ottavo e nono posto, pur con due partite da recuperare per loro. In Premier League la musica cambia di poco. Il meraviglioso pavese Carletto Ancelotti se la ride. Il suo Everton è primo dopo cinque giornate, con un blasone su cui sono stati fatti investimenti notevoli, ma senza quel carico di aspettative con cui avversari ben più prestigiosi come il Manchester City degli sceicchi, oggi undicesimo, devono fare i conti. Al secondo posto, l'Aston Villa a punteggio pieno e con un match da recuperare: un'avanzata trascinante in barba alle previsioni. A lottare per il terzo posto c'è il Liverpool, e fin qui nulla di strano, tallonato da quel Leicester capace nel 2016 di compiere il miracolo sportivo targato Claudio Ranieri. Per trovare il Tottenham di Jose Mourinho e il Chelsea del magnate russo Abramovich, bisogna scendere alla settima e ottava posizione. Il Manchester United, ormai in rotta con il suo destino di (ex) dominatore, viaggia addirittura tra i bassifondi e il centroclassifica, benché debba recuperare una gara. La Ligue 1 francese, per una volta, non è garanzia di strapotere del Paris Saint Germain. Se la compagine parigina, da diverse stagioni, ha idealmente malmenato gli avversari a suon di picconate, il Lilla, primo in classifica a punteggio pieno, oggi sembra D'Artagnan: sottovalutato, e però spadaccino temibile. Sette partite, cinque vittorie, due pareggi e 17 punti nel suo carniere. Il Psg di Neymar e Icardi ha già patito due sconfitte, restando al secondo posto. Non scordando un dettaglio. Se il Covid-19 ribalta i pronostici del calcio, è anche perché la sua incidenza gonfia - letteralmente - la rete delle porte. Nella Serie A post confinamento domestico da quarantena, si stanno segnando molti più gol rispetto al passato. Le percentuali di «over» (nel gergo delle scommesse, puntare sul fatto che in una sfida siano segnati almeno tre gol complessivi) stanno aumentando a vista d'occhio. Così come il rendimento di quei calciatori che durante gli allenamenti somigliavano a fulmini di guerra, ma che soffrivano la pressione del pubblico allo stadio, disperdendo il loro talento sull'altare della strizza. Anche in questo caso, è possibile che disputare gli incontri con poco pubblico generi un disimpegno destinato a tradursi in maggior impegno, pur spensierato. Alcuni esseri umani, forse, si impegnano di più, se viene assicurato loro il disimpegno.
Nella giornata del «round of 16» è stato infatti l’azzurro numero 17 Atp a prendersi la scena, superando in rimonta nientemeno che Alexander Zverev, che nella classifica mondiale è dietro soltanto ai due mostri sacri Sinner e Carlos Alcaraz. Sulla terra rossa della Grand Stand Arena Darderi è riuscito nell’impresa di riscrivere una partita che sembrava ormai perduta. Specialmente dopo aver incassato un primo set senza storia, perso 6-1 in appena mezz’ora, dando per lunghi tratti l’impressione di non riuscire a reggere il ritmo imposto dal tedesco. Andamento che si stava confermando anche nel secondo parziale, facendo pensare a chiunque che la sfida fosse ormai indirizzata. A chiunque tranne che al ventiquattrenne italo-argentino, che non ha mai smesso di crederci. Dopo che Zverev è salito fino al 4-2 e ha avuto in mano il controllo dell’incontro, qualcosa è cambiato. Darderi ha iniziato a trovare continuità da fondo campo, sostenuto da un pubblico sempre più coinvolto, mentre dall’altra parte il tedesco ha progressivamente perso lucidità. Il momento decisivo è arrivato nel tie-break del secondo set, un’autentica battaglia nella quale Zverev si è fatto annullare quattro match point. Luciano è rimasto aggrappato alla partita con pazienza e coraggio, fino a chiudere 12-10 grazie anche a un doppio fallo finale del suo avversario. Lì, di fatto, il match è finito. Zverev è uscito mentalmente dalla partita e nel terzo set non ha reagito. Darderi ha cavalcato l’inerzia e l’entusiasmo del Foro Italico, dominando 6-0 il parziale decisivo e conquistando così la prima vittoria in carriera contro un top ten. Una serata che difficilmente dimenticherà e che gli vale anche i primi quarti di finale in un Masters 1000, dove affronterà il baby fenomeno spagnolo Rafael Jódar. «È stata una partita molto dura, non mi sentivo bene nel primo set», ha spiegato a caldo Darderi. «Poi sono riuscito a girarla anche perché Zverev mi ha regalato qualcosa. La gente mi ha aiutato tanto, sono molto felice».
Più lineare, invece, il pomeriggio di Sinner sul centrale. Contro l’altra rivelazione di questa edizione, Andrea Pellegrino, il numero uno del mondo ha controllato il «derby» senza particolari difficoltà, imponendosi (6-2, 6-3) e centrando la qualificazione ai quarti. Per il pugliese resta comunque un torneo oltre ogni aspettativa, mentre Sinner continua a macinare record: con quella contro Pellegrino sono diventate 31 le vittorie consecutive nei Masters 1000, eguagliando un primato che apparteneva a Novak Djokovic. «Il derby qui in Italia è sempre speciale», ha detto Jannik dopo la vittoria. «Sono molto felice per Andrea, ha fatto un torneo straordinario». Poi uno sguardo al prosieguo del torneo, dove se la vedrà con il russo Andrej Rublev: «I quarti sono già un turno importante. Il giorno di riposo mi aiuterà».
L’unica nota stonata della giornata azzurra è arrivata dalla sconfitta di Lorenzo Musetti contro Casper Ruud. Il toscano, già apparso in difficoltà fisica nei giorni scorsi, ha ceduto nettamente (6-3 6-1) in una partita condizionata dai problemi alla coscia sinistra: «Chiedo scusa al pubblico, ma la mia condizione fisica non mi ha permesso di giocare come avrei voluto», ha ammesso il carrarino nel post partita.
In vista della finale, in programma domani 13 maggio allo stadio Olimpico di Roma tra Lazio e Inter, il trofeo è stato protagonista di uno speciale viaggio a bordo di un treno Frecciarossa.
Per il quinto anno consecutivo Frecciarossa, è title sponsor della competizione. L’arrivo nella Capitale segna una delle tappe centrali della settimana che conduce alla finale, trasformando il viaggio del trofeo in uno dei momenti più emozionanti dell’evento che si concluderà domani sera all’Olimpico. A bordo treno, ad accompagnare la Coppa in viaggio da Milano a Roma, alcuni dei nomi leggendari della storia del calcio italiano: Fabio Capello, Leonardo Bonucci, Alessandro Del Piero, Ciro Ferrara, Marco Materazzi, Christian Vieri, Gianluca Zambrotta hanno raggiunto Vincent Candela e Christian Panucci per partecipare alla conferenza stampa di presentazione della finale.
«Il consolidamento della partnership con la Lega Serie A per la Coppa Italia Frecciarossa riflette la profonda sintonia tra i grandi eventi sportivi e i valori di Trenitalia e del gruppo Fs», ha dichiarato Gianpiero Strisciuglio, amministratore delegato e direttore generale di Trenitalia. «Lo sport e il calcio rappresentano linguaggi universali di partecipazione e identità, specchio del nostro impegno quotidiano nel connettere i territori e accompagnare i momenti più significativi della vita del Paese».
Per raggiungere Roma in occasione della finale di Coppa Italia Frecciarossa, Trenitalia ha attivato la promozione «Speciale Eventi», dedicata ai tifosi e agli appassionati che assisteranno alla sfida all’Olimpico. Grazie al codice promozionale «COPPAITALIA26», sarà possibile acquistare biglietti Frecciarossa, Frecciargento e Frecciabianca con sconti dal 20% al 75% rispetto al prezzo base, per viaggi da e per Roma nelle date dedicate all’evento.
Frecciarossa si conferma protagonista anche dei grandi appuntamenti sportivi nazionali, rafforzando il proprio impegno nel promuovere una mobilità sempre più integrata con gli eventi che animano il Paese. La collaborazione con Lega Serie A prosegue nel segno di un’esperienza di viaggio pensata per avvicinare tifosi e appassionati ai grandi eventi del calcio italiano.
Il calcio d’inizio della finale è previsto domani alle 21 allo stadio Olimpico di Roma. La Lazio ha conquistato la Coppa Italia sette volte nella sua storia, mentre l’Inter l’ha sollevata in ben nove occasioni.
- Dalle leggendarie discese in rafting sul fiume Noce alle evoluzioni del wakeboard sui laghi alpini: una guida a tutti gli sport da fare sull’acqua, per scoprire il territorio con la voglia di mettersi alla prova, sfidare sé stessi e immergersi nella natura.
- I tracciati più spettacolari, le strutture all’avanguardia e i consigli per la discesa perfetta.
Lo speciale contiene due articoli.
Uno dei modi migliori per entrare in contatto con un territorio è penetrarne la natura. C’è chi lo fa in contemplandola e chi attraversandola attivamente. Il Trentino si presta a tutto, grazie a un ambiente variegato, che alterna montagne, laghi e fiumi.
Gli amanti degli sport acquatici hanno un’ampia gamma di possibilità tra cui scegliere. Il rafting, per esempio, praticando il quale si smuovono adrenalina, spirito di squadra e rapporto con la natura. Non un semplice sport, ma un’esperienza a tutto tondo che consente di percepire contemporaneamente sé stessi, l’altro e il fiume, diventando tutt’uno. Punto di riferimento per questa attività outdoor è la Val di Sole con il suo fiume (il Noce), citato dal National Geographic come uno dei migliori al mondo per le discese fluviali a bordo dei raft, speciali gommoni che le squadre da quattro/sei persone devono portare a destinazione con coraggio e attenzione. Si tratta di una disciplina che non richiede alcuna competenza in particolare, a esclusione del nuoto. È comunque bene esercitarla al seguito di una guida esperta, che prima della partenza spiegherà ai partecipanti cosa fare e non fare durante la traversata. Il fiume Noce dona 28 bellissimi chilometri navigabili, tra rapide e tratti più tranquilli che consentono, nel frattempo, di ammirare boschi e vette, garantendo emozioni autentiche grazie all’alternanza di un’attività ad alto tasso di energia e gioia e quieta bellezza paesaggistica.
Non per niente il rafting viene considerato terapeutico, tanto da essere utilizzato per cementare lo spirito di squadra tra familiari e amici, ma anche tra colleghi, uniti da un obiettivo comune al di fuori dell’ambiente lavorativo e delle classiche dinamiche aziendali. I centri rafting del Trentino mettono a disposizione il necessario equipaggiamento: tute in neoprene, giubbotto salvagente, pagaia e casco protettivo; è altresì necessario che i partecipanti arrivino con un abbigliamento sportivo, costume incluso. Il fiume Noce è percorribile anche in canoa e kayak, ma per avere un contatto ancora più ravvicinato con la forza dell’acqua l’ideale è l’hydrospeed, che prende il nome dal bob fluviale con cui affrontare l’acquatico avversario.
Un altro modo per godersi l’estate trentina è il wakeboard, sport che nasce dalla fusione tra sci acquatico e snowboard. Come il rafting, è uno sport adrenalinico ma fattibile anche per coloro che sono alle prime armi. Nella Regione esistono due impianti, situati tra il lago di Ledro e il lago di Terlago. Qui si viene trainati non dal classico motoscafo, ma da un cable wakeboard, ossia una fune simile a uno skilift. Velocità, equilibrio e leggerezza: il wakeboard permette di divertirsi e volare letteralmente sull’acqua.
Lakeline è il centro di Terlago, che propone un percorso di circa 230 metri dotato di strutture galleggianti per salti ed evoluzioni aeree. Benché si tratti di una disciplina adatta a tutti, il centro mette a disposizione - oltre al noleggio attrezzatura - una scuola wakeboard. Al lago di Ledro, precisamente in località Pur, si trova invece il Be Wake System: qui il wakeboard viene presentato nella sua variante più semplice, adatta anche ai bambini dai 7 anni in su. Un’attività che libera dalle calorie e - soprattutto - dallo stress in eccesso, rafforzando i muscoli e il sistema cardiorespiratorio.
C’è poi il canyoning, che consiste nella discesa a piedi, ma tramite l’ausilio di corde, di gole percorse da piccoli corsi d’acqua. Una sorta di fusione tra alpinismo e sport fluviali, da realizzare in gruppo e al seguito di guide professionali. Ovviamente i livelli di difficoltà differiscono a seconda della propria preparazione.
Lo speleologo francese Alfred Martel viene considerato il precursore del canyoning, grazie alle esplorazioni da lui condotte durante i primi anni del Novecento nelle Gole di Verdon. Dalla scienza allo sport il passo fu relativamente breve: negli anni Ottanta francesi e spagnoli vi si dedicavano assiduamente. Per chi è in cerca di questo genere di dinamismo, il lago di Ledro, il Garda Trentino e l’area di Campiglio Dolomiti - con la Val Brenta, il torrente Palvico e il Rio Roldono - sono i luoghi ideali. Scivoli e piscine naturali producono contesti di straordinaria bellezza, all’interno dei quali muoversi diviene un’esperienza completa per il corpo e per lo spirito.
Il brivido della velocità in montagna è un’altra storia con le downhill bike
Dall’acqua alla terra: lo sport, in Trentino, prevede un contatto dinamico con Madre Natura anche attraverso i cosiddetti bike park, strutture attrezzate per le mountain bike.Non si pensi al classico trekking: per questo tipo di attività occorrono infatti biciclette da downhill, dato che si tratta di percorsi in discesa su terreni ripidi e scoscesi, dove il rischio di cadute è piuttosto alto. I salti, le curve paraboliche e gli ostacoli, ma anche i north shore (strutture in legno da attraversare a tutta velocità) e i rock garden rendono felicissimi i biker più spericolati. I centri del Trentino-Alto Adige offrono sempre impianti di risalita e bike shuttle, furgoni che trasportano le biciclette al punto di partenza.Come per gli sport acquatici, anche in questo caso è necessario utilizzare l’attrezzatura adeguata, composta da protezioni per le ginocchia e i gomiti, caschi integrali, paraschiena e guanti. Questo sport può essere praticato in Val di Sole, dove si trovano cinque trail differenti per difficoltà e tre trail enduro. In località Pellizzano esiste anche un Kids Bike Park, dedicato al divertimento dei bambini.La parte più interessante del Bike Park Val di Sole è sicuramente costituita dal Black Snacke, famoso percorso di Coppa del Mondo. È il tracciato più impegnativo e, per questo, adatto solo a esperti e a spericolati che abbiano voglia di mettersi alla prova su terreni particolarmente scoscesi a partire da quota 1.500 metri. Dalla medesima altitudine si dipanano anche tre trail di recente realizzazione, alcuni in stile flow - dunque senza particolari ostacoli - e altri più naturali.Una telecabina da otto posti consente una semplice risalita a tre rider con le loro biciclette. Nella parte bassa del bike park si trova un’altra attrazione degna di nota: il four cross (4x), una discesa per gare a quattro, utilizzata ogni anno anche per il Campionato del Mondo di 4x.Il Bike Park Val di Sole aprirà la stagione indicativamente tra fine maggio e inizio giugno. Il Paganella Bike Park è un’altra area spettacolare non solo per gli amanti della disciplina, ma anche per l’utilizzo che è stato fatto del territorio. Trattasi di tre bike zone nate nel 2010 dalla trasformazione di vecchi sentieri e mulattiere, divenuti ormai tracciati all’avanguardia dotati di tutto il necessario per i praticanti.Non è un caso che sia stato inserito nel circuito del Gravity Card, che permette ai possessori della tessera di muoversi liberamente tra i ventotto migliori bike park d’Europa. Il Fassa Bike Park è situato nel cuore delle Dolomiti della Val di Fassa, sopra Canazei. Il primo bike park del Nord-Est propone dodici linee per tutti i livelli, pensate sia per i principianti che per gli esperti.Infine la San Martino Bike Arena sorge al cospetto delle Pale di San Martino e offre tre tracciati per un totale di dieci chilometri. Nemmeno qui manca un efficiente impianto di risalita, costituito da una cabinovia ad agganciamento automatico che in soli dodici minuti raggiunge i 2.200 metri di altitudine.Il risultato? Discese emozionanti, garantite anche dai wall ride, megaparaboliche in cui usare la forza centrifuga per percorrerle nella parte più alta senza il rischio di cadere. Anche la San Martino Bike Arena aprirà per il ponte del 2 giugno, ma per le prime due settimane solo per durante i weekend.
Il gruppo Fs continua il piano di implementazione della rete confermandosi come il principale player infrastrutturale del Paese. Obiettivo: una rete più capillare e moderna anche se i 1.300 cantieri attivi ogni giorno tra manutenzione e investimenti hanno come risvolto della medaglia inevitabili disagi per l’utenza.
Sono circa 272.000 infatti le interruzioni programmate annue necessarie per consentire l’avanzamento dei lavori. Il volume degli investimenti di Rfi, Rete ferroviaria italiana, la società del gruppo Ferrovie dello Stato responsabile della gestione, manutenzione e sviluppo dell’infrastruttura ferroviaria nazionale, è cresciuto del 49% rispetto al 2023. Del totale degli investimenti, 11,6 miliardi di euro nel 2025, il 37% è destinato alla manutenzione e al miglioramento della resilienza dell’infrastruttura, mentre il 63% è rivolto alle grandi opere strategiche.
«Questo piano di investimenti ha avuto ricadute significative sull’economia nazionale e sui livelli occupazionali. Gli interventi effettuati nel 2025 hanno generato un indotto di 20,5 miliardi di euro sul valore della produzione e di 8,6 miliardi di euro sul Pil, con 112.000 occupati nelle filiere coinvolte», ha spiegato l’amministratore delegato e direttore generale di Rfi, Aldo Isi, illustrando lo stato di avanzamento dei cantieri ferroviari e le prossime attivazioni sulla rete nazionale. Un risultato ottenuto grazie all’operatività del Pnrr (i 25 miliardi di euro di fondi assegnati al gruppo, di cui 18 già investiti fino a febbraio 2026) e all’accelerazione impressa ai programmi di potenziamento e manutenzione della rete. «Attraverso le principali società operative, il gruppo ha raggiunto tutti i target intermedi previsti dal Pnrr», ha sottolineato l’ad. Tra le priorità del piano infrastrutturale, la costruzione di nuove linee ad Alta velocità, con l’obiettivo di aumentare del 30% la popolazione raggiunta dai collegamenti veloci. Ci sono poi il rafforzamento delle connessioni con porti, aeroporti e terminal logistici, la digitalizzazione della rete e l’aumento della resilienza climatica. Entro il 2027 entreranno progressivamente in esercizio nuove infrastrutture ferroviarie e saranno conclusi importanti interventi di potenziamento tecnologico distribuiti lungo tutta la rete nazionale.
Giuseppe Inchingolo, chief corporate affairs del gruppo Fs, non ha nascosto che «i cantieri comporteranno qualche disagio: abbiamo illustrato il piano agli enti locali in modo che l’impatto sui passeggeri sia il più ridotto possibile. L’appello che facciamo è evitare toni allarmistici, nel caso delle interruzioni programmate si tratta di un disagio per il quale l’utente sa già che su quella tratta troverà un tempo di percorrenza più lungo» (come sulla Firenze-Roma dal 10 al 28 agosto). Per evitare al massimo i disagi, si è passati ad un modello di interruzioni più lunghe, concentrate nei periodi di minor traffico, che consente di svolgere più attività in contemporanea.
I risultati di questa strategia già si vedono. A inizio luglio prossimo sarà attivata la tratta Napoli-Cancello, ulteriore lotto della linea Av/Ac Napoli-Bari, che consentirà l’interscambio con la stazione Napoli Afragola diventando così un fondamentale snodo anche per la mobilità in Campania. Nel secondo semestre del 2026, nel nodo di Genova, verrà attivato il sestuplicamento della tratta Genova Principe-Genova Brignole che consentirà, a regime, di separare i flussi metropolitani e regionali dal traffico a lunga percorrenza. A Roma terminerà la prima fase dei lavori della nuova fermata Pigneto, che diventerà uno dei principali hub di interscambio urbano tra le linee Fl1-Fl3 e la Metro C. In Sicilia, a Palermo, sarà operativa la tratta Giachery-Politeama, mentre tra Campania e Basilicata saranno conclusi i lavori per la velocizzazione della linea Battipaglia-Potenza. Inoltre, nelle Marche è prevista la fine dei lavori dell’elettrificazione della linea Civitanova-Albacina. Sempre quest’anno proseguirà il miglioramento tecnologico del sistema Ertms sulla linea Av/Ac Roma-Napoli.
Per il 2027, nel primo semestre, è prevista l’attivazione della linea Brescia-Verona, sul corridoio Av/Ac Milano-Venezia. Inoltre, entreranno in esercizio le prime quattro linee convenzionali equipaggiate con sistema Ertms: Terni-Sulmona, Lamezia Terme-Catanzaro Lido, Siracusa-Canicattì e Roccasecca-Avezzano. Infine, in Sardegna, verrà attivato il Lotto 2 del raddoppio Decimomannu-Villamassargia. Nel Nord Italia proseguono le attività collegate al corridoio del Brennero.






