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Silurato Lovaglio: per la guida di Mps Palermo e Passera

Silurato Lovaglio: per la guida di Mps Palermo e Passera
Luigi Lovaglio (Imagoeconomica)
Nella lista per il cda non compare l’attuale ad sul quale pesano l’inchiesta giudiziaria e il piano industriale bocciato dai mercati.

Luigi Lovaglio è definitivamente fuori da Mps. Non ricandidato. Archiviato. Qualunque sia la definizione la sostanza non cambia: l’uomo che quattro anni fa era stato chiamato dal governo a rianimare la pecora nera del credito scopre che la fiaba non prevede il lieto fine.

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Ankara convoca l’ambasciatore di Teheran per il missile abbattuto dagli Usa. Il Qatar arresta cellule dei Pasdaran. Sotto attacco pure Arabia Saudita, Emirati e Kuwait.

Nel pieno dell’escalation che sta attraversando il Medio Oriente, la massima autorità religiosa sciita dell’Iraq, il Grande Ayatollah Ali Al-Sistani, ha condannato quella che ha definito una «guerra ingiusta» contro l’Iran e ha invitato la comunità internazionale, «in particolare i Paesi islamici», ad adoperarsi per un cessate il fuoco immediato.

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Liberato imputato di omicidio: in carcere potrebbe star male
Getty images
I giudici della Corte d’appello di Firenze hanno negato l’estradizione di un uomo che ad Atene è accusato anche di favoreggiamento dell’immigrazione: «Rischia un trattamento incompatibile con i diritti Cedu»

Può un pakistano presunto omicida non essere estradato in Grecia e restare in Italia, a piede libero?

Sì, almeno secondo i giudici della Corte d’appello di Firenze, che hanno disposto la scarcerazione di K.Y., nato nel 1999, domiciliato a Siena, ma che utilizza anche un alias che lo «invecchia» di tre anni e che gli attribuisce un domicilio diverso, in un paesino sul versante senese del Monte Amiata.

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Le ideologie devono rimanere fuori dalle corsie
Ansa

Dopo i magistrati, i giuristi, gli insegnanti e i persino i giornalisti democratici, ci toccano pure i medici democratici. Che senso abbia definirsi democratici, che cosa voglia dire in pratica e in che cosa questi professionisti si differenzino da chi fa onestamente il proprio lavoro, rispettando la legge, non si sa. O meglio: si intuisce che dietro il paravento dell’aggettivo democratico si nasconde una visione politica di parte, che ovviamente fa apparire l’appropriazione indebita del termine un po’ meno democratica. Ne è prova la vicenda dei cosiddetti medici democratici di Ravenna, posti sotto inchiesta dalla locale Procura.

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I medici pro clandestini inchiodati dalle chat
Ansa
A «Farwest» le conversazioni dei dottori indagati a Ravenna: spunta un vero sistema per fregare lo Stato, fra la «non idoneità» ai Cpr come atto di «dissenso» e i certificati fotocopia scambiati nei messaggi. Poi l’esultanza: «Lo mettiamo in c... agli sbirri».

«Lo mettiamo in c**o a questi sbirri di m**da». Una delle tante frasi choc che si sarebbero scambiati gli otto medici del reparto di malattie infettive dell’ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna per i quali la procura ha chiesto un anno di interdizione dalla professione. L’accusa? Falso ideologico. Avrebbero compilato certificati in cui si attestavano malattie inesistenti con l’obiettivo, secondo l’accusa, di evitare la detenzione e il rimpatrio nel Paese d’origine di almeno 34 migranti.

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