I minorenni hanno dei diritti, ma solo quando piace alla sinistra. Se c’è da imporre un vaccino, chi ha meno di 18 anni non ha alcun diritto di scelta, ma è lo Stato a decidere per lui. Prova ne sia che, durante il Covid, non soltanto si è fatto in modo di privare bambini e adolescenti della possibilità di frequentare palestre e piscine qualora non fossero immunizzati, ma quando si è presentata l’occasione, come nel caso di dissidi fra coniugi sulla necessità di sottoporli a iniezione, a decidere ci ha pensato lo Stato, che in qualche caso non si è fatto scrupolo di togliere la patria potestà a mamme o papà colpevoli di non assecondare le direttive governative. Del resto, non è quello che è accaduto anche a Bibbiano, scandalo scoperchiato dall’inchiesta Angeli e demoni? Di ciò che pensassero i minori prelevati dalle famiglie non è importato nulla a nessuno, perché al loro bene ci ha pensato l’Autorità con la A maiuscola, in quel caso rappresentata da assistenti sociali e consulenti, che solo con il tempo si è capito che non si prefiggevano il bene dei ragazzi, ma il perseguimento di una sorta di ideologia che guardava con sospetto le famiglie. Sì, quando vuole, lo Stato con i minorenni sa usare il pugno duro, richiudendoli in casa anche se hanno un gran bisogno di socializzare e privandoli della possibilità di frequentare genitori o amici, a casa o in piscina.
Però, se l’adolescente commette un reato va protetto. In questo caso – ma solo appunto in questo caso – il suo interesse, la sua privacy, la sua esigenza di socializzare vengono prima e dunque decidere di applicare misure come il daspo o l’arresto per chi si renda responsabile di gravi violazioni della legge è criticato perché, appunto, stiamo parlando di bambini. Eh, sì: se c’è il Covid il minore va trattato da adulto e dunque obbligato a vaccinarsi anche con metodi che lo escludono e lo isolano. Se invece è un delinquente in erba va tutelato. Già ieri abbiamo raccontato l’incredibile incongruenza della sinistra, che da un lato si lagna per il decreto del governo con cui si aggravano le misure a carico dei baby criminali, ma dall’altro vorrebbe consentire ai sedicenni di votare per decidere da chi debba essere governato questo Paese. Secondo Schlein e compagni, si è maturi per il voto, ma non per rispettare la legge. Si può contribuire a eleggere un presidente del Consiglio, ma a quegli stessi minorenni non si può chiedere di non spacciare o di non picchiare un agente di polizia.
I due pesi e le due misure sono ancor più evidenti se si parla di come ci si rapporta nei confronti di un adolescente che fa parte di una baby gang e di uno che, per non essersi vaccinato, è stato bandito dalla società. Già. Per il primo ci si preoccupa se è oggetto di daspo e cioè se gli è vietato di frequentare stadi o luoghi di ritrovo, mentre per quell’altro, che ha avuto il solo torto di non aver offerto il braccio alla patria, il daspo quotidiano che lo ha escluso da scuola, gli ha proibito di fare sport e pure di andare a un concerto o al ristorante, non scandalizza. E dire che il primo magari ha commesso svariati reati, mentre il secondo semplicemente non si è arreso alle pressioni che gli sono state rivolte da più parti affinché si immunizzasse.
Durante il periodo del Covid, quando le autorità insistevano per vaccinare i bambini, raccontando falsamente che erano più a rischio degli stessi anziani, qualche voce isolata spiegò che non esisteva alcuna concreta necessità di iniettare il siero ai minori. Semmai, la misura doveva essere adottata a tutela delle persone dai 50 anni in su, che se avessero contratto il virus sarebbero state di certo più esposte di un ragazzino. In pochi, ancora provvisti di senno, spiegarono che si usavano i bambini per proteggere gli adulti, esponendo i minori alle possibili reazioni avverse. In altro tempo, l’uso e l’abuso nei confronti dei ragazzini avrebbe suscitato un’ondata di indignazione e sul banco degli imputati sarebbero finite le cosiddette autorità sanitarie e politiche per aver leso i diritti dei bambini. Invece no, non successe nulla. Infatti, tranne noi e pochi altri, tutti fecero finta che lo Stato non fosse intervenuto pesantemente violando i diritti dei minori.
E però adesso che il governo Meloni vuol fare il daspo per chi commette reati, togliere il telefonino e i social a baby criminali, a sinistra insorgono come un sol uomo, a tutela della privacy, della minore età, della comprensione e della tutela dei diritti. Sapete che c’è? Andate al diavolo. Io non starò mai dalla parte dei delinquenti a prescindere dall’età. Se a 14, 15, 16 o 17 anni violenti una ragazza devi finire dietro le sbarre, dove, se lo vorrai, avrai la possibilità di riscattarti. Non è questo il compito del carcere secondo la Costituzione? E dunque stiamo applicando il diritto. E non i diritti di restare impuniti.
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