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«Una falange a difesa dell’Occidente». Milei conquista la platea meloniana

«Una falange a difesa dell’Occidente». Milei conquista la platea meloniana
Javier Milei (Ansa)
Folla in visibilio per il leader argentino. «Serve un internazionalismo della destra contro il virus woke». E a «Quarta Repubblica» dichiara: «Le tasse sono un furto. L’aborto? Come se vi gettassi da un aereo».
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L’ultima telecronaca? A Bulbarelli
Auro Bulbarelli (Ansa)
C’è un modo per rimediare alla figuraccia di Petrecca all’inizio dei Giochi: far condurre la cerimonia di chiusura al giornalista fatto silurare (nell’omertà generale) dal Quirinale.

Ridate il microfono ad Auro Bulbarelli. Chi è, mi domanderete? Per gli appassionati di ciclismo e di sport in generale, Auro è il telecronista vecchia scuola, è la voce che riconosci tra mille, è una delle risorse di una Rai che sta perdendo brillantezza. Non a caso era lui il designato a raccontare la cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi invernali, la cui eco oggi è tristemente famosa per la goffaggine e la sciatteria del direttoredi RaiSport, Paolo Petrecca.

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Stellantis nell’Ue riparte dal diesel ma in Italia sta scoppiando l’indotto
Ansa
Il gruppo reintroduce la versione a gasolio su 7 modelli. Licenziamenti tra i fornitori.

Stellantis sta reintroducendo in Europa versioni diesel di almeno sette modelli tra auto e veicoli passeggeri, in un cambio di rotta avviato a fine 2025 in seguito ai dati giunti anche dai concessionari. Il problema è che questo cambio di direzione è tardivo e non evita la valanga di ammortizzatori sociali e licenziamenti che stanno colpendo l’azienda certo, ma soprattutto l’indotto, a causa del fallimento del passaggio alle elettriche imposto dal green deal Ue.

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Mattarella si traveste da nonno d’Italia per far finta di essere davvero super partes
Laura Pausini, Carlo Conti e Sergio Mattarella (Ansa)
L’ubiquo capo di Stato riceve al Colle presentatori e cantanti di Sanremo. E sui giornali continua a sgorgare la melassa...

I capelli candidi, se li era portati da casa. La giacca a vento bianca della nazionale olimpica, invece, gliel’hanno data a Cortina. La neve, ovviamente, l’ha portata lui: il presidente. Tutto bianco, in un mondo nero o grigio fango. Fango come quello degli Epstein file, tra pedofilia e trame occulte. Nero come il partito neofascista che Casa Pound avrebbe ricostituito a Bari, o come la crisi di Rai Sport e della Rai tutta, senza uno straccio di presidente da 16 mesi.

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Gli antifa riducono in fin di vita un giovane
Una manifestazione contro il collettivo «Némésis». A destra, due immagini dell'aggressione di Lione (Ansa)
A Lione un ragazzo di 23 anni, che faceva parte del servizio di sicurezza del collettivo femminista di destra «Nemesis», è stato aggredito da un gruppo di antagonisti. Tra loro, forse, anche il collaboratore di un deputato di estrema sinistra.

Alla fine potrebbe scapparci il morto. Si chiama Quentin il giovane attivista identitario francese pestato a morte da un branco di militanti antifascisti. Quentin ha 23 anni, è uno studente di matematica e la sua unica «colpa» è stata quella di aver voluto proteggere sei ragazze di Némésis, il collettivo femminile delle giovani identitarie francesi che difendono i diritti delle donne contro i soprusi degli immigrati (e il silenzio dei media). Negli ultimi tempi, peraltro, Némésis ha iniziato a spopolare sui social, con azioni e video che sono diventati virali.

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