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Milano, faida nel Pd per il dopo Sala

Milano, faida nel Pd per il dopo Sala
Mario Calabresi e Pierfrancesco Majorino (Ansa)
I vertici dem puntano a candidare Mario Calabresi, l’ex direttore di «Repubblica» Il piano: primarie farlocche senza big. Ma Pierfrancesco Majorino non vuole rinunciare alla corsa.

C’è una data cerchiata di rosso sui calendari degli esponenti del Partito democratico di Milano. È quella del 30 gennaio, quando Mario Calabresi - giornalista, ex direttore di Repubblica e oggi direttore editoriale di Chora Media - farà la sua prima vera «entrata in scena» nell’orbita del Pd milanese, intervenendo a un’iniziativa pubblica organizzata dall’ex assessore Pierfrancesco Maran. Un debutto atteso, perché fin qui il suo nome come candidato sindaco del centrosinistra nel 2027 è circolato più nelle conversazioni di partito che in un confronto politico esplicito. E anche perché, paradosso tipicamente meneghino, attorno a lui si sta già costruendo un mondo di ipotesi, cautele, tattiche e «procedurine» che con ogni probabilità lo stesso Calabresi potrebbe non conoscere affatto.

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Edicola Verità | la rassegna stampa del 21 gennaio

Ecco Edicola Verità, la rassegna stampa podcast del 21 gennaio con Flaminia Camilletti

Io linciato da tutta l’Anm perché difendevo la Lega
Antonio Sangermano (Imagoeconomica)
Antonio Sangermano, Capo dipartimento per la giustizia minorile presso il ministero della Giustizia: «Conosco l’Associazione nazionale magistrati dall’interno: ha sempre fatto politica. Quando ho ricordato che non spetta ai giudici cambiare la natura della famiglia tradizionale, mi hanno lanciato una "fatwa"».
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Ennesima profanazione in Vaticano per mano di un uomo descritto come «di carnagione scura». Intanto il Viminale chiede più espulsioni. Piantedosi: «Non c’è emergenza sicurezza, reati in calo. Il problema sono quelli commessi dagli immigrati».

Un atto di vandalismo di inaudita gravità ha colpito, sabato scorso, la Basilica di San Pietro, e in particolare la Cappella del Santissimo Sacramento. A quanto riferisce il sito silerenonpossum.com, che ha raccolto le testimonianze di alcuni presenti, un uomo adulto di carnagione scura avrebbe scaraventato a terra tutto quello che si trovava sull’altare: candelieri, ostensorio e tovaglie.

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Ursula confessa: «L’Artico mai stato una priorità». E l’Ue delira: Nato senza Usa
Ursula von Der Leyen(Ansa)
Ursula Von der Leyen annuncia una strategia per il Nord, ma uscirà solo per «fine anno». Intanto circola un’idea scellerata: alleanza militare con Kiev al posto di Washington.

Non si sa ancora se l’Ue sparerà col bazooka a Trump; nell’attesa, le tocca fustigarsi da sé. Ieri, dal palco del Forum di Davos, Ursula von der Leyen è stata costretta ad ammettere un’umiliante ovvietà: prima che il puzzone della Casa Bianca facesse casino, nel Vecchio continente nessuno si filava la Groenlandia. Manco la Danimarca, che ora vuol tenersela stretta come fosse la Fiume dei legionari di D’Annunzio. L’Artico, ha confermato la presidente della Commissione, «non era» una priorità nemmeno quando lei aveva «iniziato a preparare» il discorso per il summit elvetico. «La sicurezza nell’estremo Nord non era il tema principale». Quindi, delle mire di russi e cinesi e dell’importanza dell’isola, miniera di materie prime critiche, ci ha dovuto informare il biondo col ciuffo.

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