Il mercato dei documenti falsi tra business miliardario e nuove tecnologie di controllo

Il giro globale dei documenti di viaggio falsi vale tre miliardi di dollari. Dalle reti criminali con casi italiani ai prezzi elevati per identità europee, le autorità sono al lavoro per rafforzare i controlli con sistemi biometrici e intelligenza artificiale.
Il mercato dei documenti falsi vale tre miliardi di dollari a livello globale. Lo sostiene un’analisi dell’agenzia Transportation Security Administration (Tsa) del Dipartimento della Sicurezza interna degli Usa, responsabile della sicurezza dei trasporti e in particolare degli aeroporti. Lo studio è stato condotto con l'Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim).
Tra i Paesi con maggiore attività di contraffazione documentale troviamo la Nigeria per passaporti, patenti di guida, carte d'identità; la Cina per documenti di vario tipo inclusi passaporti e patenti di guida, i Paesi dell'Est europeo come Romania e Bulgaria; infine Pakistan e India per carte di vario tipo. I documenti europei valgono parecchio, con quelli italiani quasi al vertice di questa curiosa classifica: 45.000 euro per una identità falsa, soldi che una organizzazione, ora smantellata, prevedeva di far versare negli Emirati e dei quali meno della metà servivano per il materiale di stampa e il resto alimentava la corruzione. Alcuni episodi avevano la regia in Italia, come hanno scoperto le Forze dell’Ordine durante le indagini che, recentemente, hanno portato ad accusare di complicità alcuni funzionari pubblici e agenti di polizia municipale dei comuni di Orta di Atella (Caserta) e Frattaminore (Napoli). Ma non è un fenomeno soltanto italiano, una cittadinanza europea inventata vale oltre centomila euro e i soldi vengono scambiati su conti criptati o passati di mano in contanti per evitare qualsiasi tipo di tracciabilità. Mesi fa a Savona era stato scoperto un mercato di documenti falsi che sfruttava le regole del Decreto Flussi. Risultato: le persone straniere soggette ad accertamenti sono state 1.317.
L’indagine era nata dalle segnalazioni degli Uffici territoriali dell’Agenzia delle Entrate della provincia di Udine, che avevano ravvisato l’arrivo sospetto di donne georgiane che si presentavano come cittadine dell’Unione Europea esibendo documenti d’identità rilasciati da Lituania, Slovacchia e Polonia. Erano documenti falsi che però permettevano di ottenere un codice fiscale comunitario, accedendo così al mercato del lavoro e ai benefici sanitari italiani. E anche in questo caso le indagini hanno portato a scoprire un’organizzazione specializzata nella realizzazione di documenti falsi per i quali i clienti dovevano sborsare circa 600 euro. Per limitare il mercato internazionale di documenti falsi è ora in corso una evoluzione della verifica dei documenti che ha subito trasformazioni significative. Tradizionalmente il controllo alle frontiere si basava su verifiche manuali con gli agenti dell'immigrazione che ispezionavano i documenti di viaggio, come passaporti e visti. Ma serviva molto tempo e si verificavano spesso errori umani, così si è preferito introdurre sistemi di verifica automatizzati resi possibili dai tecniche come il riconoscimento ottico dei caratteri (Ocr), dall'intelligenza artificiale e da tecnologie biometriche.
Secondo un rapporto dell'Associazione Internazionale del Trasporto Aereo (IATA), l'utilizzo di sistemi automatizzati di controllo delle frontiere ha ridotto il tasso di errore nella verifica dei documenti fino al 90% migliorando la sicurezza delle frontiere. Per esempio, gli Usa usano il sistema di controllo automatico dei passaporti (Apc), mentre l'Unione Europea usa il sistema Ees che funziona sistemi di controllo automatizzato delle frontiere per tracciare l'ingresso e l'uscita dei cittadini extra-Ue. In modo simile, l'Australia, da sempre meta di immigrazione clandestina, ha varato il sistema Smart-gate che utilizza la tecnologia di riconoscimento facciale. Il sistema Ocr consente l'estrazione di dati da documenti, come passaporti e visti. Si tratta di un software è in grado di leggere la zona a lettura ottica (Mrz) di un passaporto, estraendo informazioni fondamentali come il nome del viaggiatore, la data di nascita e il numero di documento. Queste, una volta ottenute, sono informazioni che si possono confrontare con banche dati e trasmettere alla rete dei Paesi con i quali si possono condividere al fine di evidenziare eventuali irregolarità. Più recentemente l’impiego dell’intelligenza artificiale ha migliorato l'accuratezza delle verifiche rilevando più anomalie e verificando l'autenticità con un elevato grado di accuratezza.
Sono sempre più usate anche le tecnologie biometriche, come il riconoscimento facciale e la scansione delle impronte digitali. Tutto questo ha comportato per i criminali la necessità di migliorare la qualità dei documenti falsi, aumentando la contraffazione e la frode dei documenti basate sul furto e la modifica di quelli originali. Ci sono quindi diverse tendenze emergenti come l’applicazione delle tecnologie blockchain, che memorizzando i dati creano una registrazione a prova di manomissione dell'emissione e della verifica dei documenti. La loro verifica è un aspetto fondamentale per la sicurezza delle frontiere, tuttavia, affinché funzioni il sistema, è necessario che le nazioni collaborino tra loro con il medesimo intento.
Alcuni consigli: non lasciate il vostro passaporto in mano a sconosciuti, un delinquente potrebbe eseguire una scansione ad alta definizione e sfruttare la vostra identità. Evitate di inviarne un’immagine via mail attraverso reti internet aperte o non protette. Pericoloso anche usare il passaporto e i suoi numeri come account per programmi di fidelizzazione o marketing, poiché tali dati viaggerebbero su canali non protetti. Poiché il furto di identità e l'appropriazione indebita di account basati sull'intelligenza artificiale sono diventati una delle principali preoccupazioni per i viaggiatori di oggi, alcuni vettori aerei come Cathay Pacific usano già l’imbarco biometrico, lo stesso avviene a Singapore all’aeroporto Changi e Vancouver, ma anche all’aeroporto di Roma Fiumicino, dove sistemi biometrici e piattaforme di intelligenza artificiale semplificano il flusso di passeggeri preservando il coinvolgimento diretto.






