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Matteo Renzi è uguale ai capetti del pentapartito

Matteo Renzi è uguale ai capetti del pentapartito
Ansa

Erano almeno trent'anni che non sentivo parlare di appoggio esterno al governo. Per riesumare la formula su cui galleggiò la prima Repubblica ci voleva proprio uno come Matteo Renzi, cioè un politico che ha fatto carriera promettendo di rottamare il vecchio sistema, facendola finita con i «caminetti», cioè con le riunioni carbonare attorno al fuoco del potere. Che sia proprio l'ex presidente del Consiglio a immaginare di sostenere l'esecutivo presieduto da Giuseppe Conte standone fuori, ossia senza farsi carico della responsabilità di governare, è dunque una nemesi davvero curiosa, che dimostra una cosa, ossia che alla fine la spregiudicatezza si paga a caro prezzo.

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Quando Vannacci negava il partito: «Avrebbe spaccato il centrodestra»
Un fermo immagine del podcast Politigram dell'11 luglio 2025

Nel podcast Politigram del luglio 2025 il generale escludeva «certamente» la nascita di una sua forza politica. E sosteneva che le voci su un suo partito fossero state «messe in giro probabilmente da Schlein e Conte», proprio per indebolire il centrodestra.

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I Macchiaioli in mostra a Palazzo Reale di Milano
Silvestro Lega. Ritratto di Giuseppe Garibaldi 1861.Modigliana, Pinacoteca Comunale «Silvestro Lega»© Comune di Modigliana, Pinacoteca Comunale «Silvestro Lega»

Prorogata sino al 5 luglio per il grande successo di pubblico, la mostra a Palazzo Reale di Milano è una delle più grandi e complete retrospettive mai dedicate al movimento dei Macchiaioli. Da Silvestro Lega a Telemaco Signorini, passando per Giovanni Fattori e Vincenzo Cabianca, esposte oltre 100 opere, prestiti dei più importanti musei italiani.

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Perché in tutti i funerali il morto se ne va sempre «in punta di piedi»?
iStock
Primo romanzo di Diego Minonzio, direttore della «Provincia» di Como: spietato ritratto dei tic giornalistici, come quelli sui pezzi per i riti funebri. Ma il libro, parlando di lavoro, affronta il dramma del senso del vivere.
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Tra stanchezza dei consumatori, tensioni geopolitiche, crollo degli acquisti nei duty-free, contrazione cinese e corsa alle esperienze, persino corazzate come Lvmh, Christian Dior ed Hermès perdono il loro tocco d’oro.

Per anni il lusso è stato considerato un investimento quasi inattaccabile: un porto sicuro capace di resistere a inflazione, crisi economiche e tensioni internazionali. Oggi, però, a metà 2026, il settore dei beni personali di fascia alta mostra crepe sempre più evidenti.

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