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I magistrati si scannano e Mattarella fa il muto

I magistrati 
si scannano e Mattarella fa il muto
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Negli ultimi tempi Sergio Mattarella ha avuto modo di intervenire su quasi tutto lo scibile umano. Vi è traccia di suoi discorsi agli studenti che hanno vinto il concorso sui doveri nella Costituzione. Il presidente, poi, non ha fatto mancare le sue parole alla partenza della «Nave della legalità». Né ha privato di un suo intervento i partecipanti alla cerimonia dei 25 anni dell'Istituto oncologico europeo. Un saluto è giunto anche durante la commemorazione del 75° anniversario della battaglia di Montecassino (...).

Sì, lo so che il verminaio è un po' complicato da seguire, perché i protagonisti dell'intrigo sono tanti e le accuse si intrecciano come in un film d'azione, con colpi di scena e cambi di ruolo: i cattivi che si presentano come buoni, i buoni che diventano i cattivi e alla fine non ci si capisce più niente. Una chiave per la lettura e dunque per la comprensione è però un punto fermo che risale al 9 maggio scorso, quando il capo della Procura, cioè Pignatone, ha salutato tutti e per raggiunti limiti di età ha abbandonato l'ufficio giudiziario più importante d'Italia. Ecco, tenendo d'occhio quella data, ci si può orientare in quello che è successo. Alla prima decade del mese scorso, dopo sette anni di Pignatone si volta pagina e qualcuno vorrebbe scrivere un capitolo nuovo. Al Csm, che deve decidere chi sarà il nuovo capo, scorre il sangue e alla fine rimangono in piedi due candidati: Franco Lo Voi, numero uno dei pm palermitani, e Marcello Viola, procuratore generale a Firenze. Il superfavorito sembra il primo, ma il prescelto è il secondo. La sorpresa è dovuta al cambio di alleanze fra correnti e subito c'è chi non la prende bene, accusando una parte della magistratura, quella moderata, di oscure manovre per accaparrarsi un posto che è anche un crocevia di potere. Risultato, partono i missili terra aria e cominciano a volare le carte: le prime sono quelle su Pignatone e Ielo e l'esposto al Consiglio superiore della magistratura, le seconde riguardano Luca Palamara e altri magistrati vicini a lui. L'esposto contro i vertici della Procura è davanti al Csm, l'indagine contro Palamara e i colleghi è nelle mani della Procura di Perugia, competente per le indagini sulle toghe della Capitale.

Che si tratti di accuse incrociate è fuor di dubbio, che ci sia molto da chiarire in quei sospetti su soldi, anelli e viaggi anche. Tuttavia, mentre è in corso tutto ciò, e il cittadino osserva sbigottito questa resa dei conti giudiziaria, con veleni, manovre per far eleggere Tizio, piazzare Caio e azzoppare Sempronio, incontri fra magistrati ed esponenti del Pd, uno si aspetterebbe che il capo del Csm, vale a dire il presidente della Repubblica, dicesse la sua e tranquillizzasse gli italiani e magari rimettesse in riga le toghe. Ripristinando il rispetto nei confronti della magistratura e, soprattutto, garantendone l'autonomia e l'imparzialità. E invece no. Il capo dello Stato tace. O meglio, parla di Atalanta e Lazio e gioca a buttare la palla in tribuna. Ma noi, la Giustizia, dove la buttiamo?

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Edicola Verità | la rassegna stampa del 24 febbraio

Ecco Edicola Verità, la rassegna stampa podcast del 24 febbraio con Carlo Cambi

Referendum giustizia, Nordio: «Sono arcisicuro che vinceremo»
Carlo Nordio (Imagoeconomica)
Il ministro condanna i toni «esagerati e antipatici» del dibattito, invitando a un confronto pacato esclusivamente sui contenuti. Poi mette in guardia da un eventuale trionfo del No: «La politica verrebbe ipotecata dall’ala più estrema della magistratura».

«Sono arcisicuro che vinceremo». Il ministro della Giustizia Carlo Nordio non teme né i sondaggi né la scaramanzia, e al Forum organizzato dall’Ansa professa ottimismo sull’esito del referendum del 22 e 23 marzo. Del resto, Nordio è uomo di esperienza e conosce profondamente la società italiana, dunque il suo pronostico assume un valore ancora più significativo.

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Reparto ed équipe: tutte le anomalie del Monaldi prima dell’ok ai trapianti
Ansa
  • Dopo un alto aumento della mortalità, nel 2017 il ministero inviò gli ispettori e decise di chiudere il programma pediatrico. Ma nel 2024, malgrado l’unità fosse priva dei parametri necessari, arrivò il via libera regionale.
  • Salgono a sette gli indagati per la morte del bimbo. Il legale della famiglia: «Cuore tolto prima che arrivasse quello nuovo».

Lo speciale contiene due articoli.

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Orbán e Fico ci risparmiano il ventesimo pacchetto delle inutili sanzioni a Putin
Vitkor Orbán e Robert Fico (Ansa)
  • L’Ucraina ricorda oggi il quarto anniversario dall’inizio delle ostilità: Von der Leyen nella capitale. Ungheria e Slovacchia pretendono il ripristino dell’oleodotto Druzhba.
  • Mosca resta la regina del grano. Uno studio rileva che l’Italia è costretta a produrre meno a causa dei costi elevati e delle folli politiche europee. E finiamo per comprare il cereale russo dalla Turchia.

Lo speciale contiene due articoli.

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