
L’imposta sale al 50%, ma per incassare bisognerà aspettare giugno. «Sul tetto all’obbligo di pos dialogo con Bruxelles».Aste per individuare aziende disposte a interrompere le forniture in caso di picchi.Lo speciale contiene due articoli.Una manovra scritta in tempi strettissimi. «Una corsa contro il tempo», la definisce ancora una volta il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Ed è per questo, che giorno dopo giorno, ora dopo ora, si aggiungono dettagli, rettifiche e nuovi provvedimenti. Nell’ultima bozza disponibile la tassa per gli extraprofitti cambia nome e diventa per il 2023 un «contributo di solidarietà» allineandosi al regolamento comunitario del 6 ottobre scorso che consente agli Stati membri di introdurre un contributo straordinario per far fronte all’emergenza dei costi dell’energia. Non cambia solo il nome, ma anche la sostanza: a differenza di quanto annunciato durante la conferenza stampa, quest’ultima bozza prevede un prelievo temporaneo per i soggetti che in Italia producono, importano o vendono energia elettrica, gas e prodotti petroliferi. Il contributo è del 50% sul reddito 2022 che eccede per almeno il 10% la media dei redditi 2018-2021; con il limite del 25% del patrimonio netto al 1° gennaio 2022. Il contributo di solidarietà riguarderà 7.000 aziende e il governo prevede un incasso davvero molto ottimista di 2,56 miliardi di euro per il 2023. Il versamento dovrà essere effettuato in un’unica soluzione entro fine giugno 2023 o con una coda nel mese successivo di luglio. L’ottimismo delle stime non va di pari passo con le valutazioni che il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, fa sull’anno prossimo. Anche ieri ha ricordato: «Dalla scorsa estate c’è un elevato livello d’incertezza che sembra propagarsi anche nella seconda parte dell’anno. Non è una caratteristica solo dell’economia italiana, ma anche di quella europea e globale». Nella giornata di ieri poi si sono susseguite una serie di polemiche legate all’innalzamento a 60 euro per l’obbligo di concedere l’utilizzo del pos a chi lo richiede. «Inconcepibile» per Federconsumatori, mentre per il Codacons: «Le disposizioni della manovra che riguardano il pos rappresentano un colpo di spugna che cancella di netto otto anni di battaglie in favore dei consumatori». Palazzo Chigi, in una nota, ha precisato che «sul tema delle soglie al di sotto delle quali gli esercizi commerciali non sono tenuti ad accettare pagamenti con carte di pagamento, sono in corso interlocuzioni con la Commissione europea dei cui esiti si terrà conto nel prosieguo dell’iter della legge di bilancio». Insomma alla polemica si risponde con una parziale frenata. Così da giorni. Si conferma la notizia dei paletti circa la proroga di Opzione donna. Il beneficio si riconosce a determinate condizioni: donne che assistono coniuge o parente con handicap; che hanno una invalidità civile, superiore o uguale al 74%; lavoratrici licenziate o dipendenti da imprese con aperto un tavolo di crisi. Per queste ultime, la riduzione a 58 anni non è legata ai figli. Lo sbarramento Isee per il raddoppio dell’assegno unico è criticato dall’associazione Famiglie numerose: «È sbagliato continuare a utilizzare l’Isee per calcolare l’importo dell’assegno da destinare alle famiglie. Non tiene conto a sufficienza delle spese sostenute dai genitori (specie se di prole numerosa) per crescere i figli». Nasce un nuovo Fondo per il contrasto al consumo di suolo, finanziato con 10 milioni di euro nel 2023, 20 milioni nel 2024, 30 milioni di euro nel 2025 e 50 milioni di euro all’anno nel biennio 2026-2027. Nella manovra viene inserito anche un credito d’imposta per il carburante ad agricoltori e pescatori e arriva 1 miliardo per il comparto pubblico da destinare, in attesa del rinnovo del contratto, una tantum ai dipendenti statali nel 2023.Il tema più dibattuto però rimane quello delle coperture. La spending review del governo è elencata all’articolo 154 del testo. Gli istituti penitenziari taglieranno sul personale. Al dipartimento di giustizia minorile si risparmierà sulla mensa. Infine le spese per le intercettazioni saranno ridotte di più di un milione e mezzo ogni anno. Sparirà InvestItalia, la cabina di regia a Palazzo Chigi sugli investimenti pubblici e privati creata dal governo Conte I. Previsti anche alcuni interventi di razionalizzazione relativi all’Agenzia delle entrate che prevedono risparmi strutturali di spesa per un ammontare non inferiore a 25.241.000 per l’anno 2023 e a 30.000.000 annui a decorrere dall’anno 2024.La spending review naturalmente non basta a coprire i 13-14 miliardi di spesa extra deficit previsti in manovra. Secondo il testo della manovra dalla revisione del reddito di cittadinanza deriveranno minori oneri pari a 785 milioni di euro per l’anno 2023. Si risparmieranno poi anche 2,1 miliardi grazie alla rivalutazione delle pensioni. L’onere della nuova Opzione donna è di circa 21 milioni (contro i 110 circa dell’attuale versione). I dubbi restano e le lancette corrono. Oggi alle 15 è fissata una riunione con i capigruppo di maggioranza a Palazzo Chigi per discutere ancora di manovra. Previsto per oggi anche il confronto sul testo tra la Meloni e il Terzo polo.<div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem1" data-id="1" data-reload-ads="false" data-is-image="False" data-href="https://www.laverita.info/manovra-extraprofitti-obiettivo-26-miliardi-2658795043.html?rebelltitem=1#rebelltitem1" data-basename="pagheremo-160-milioni-in-un-anno-per-i-tagli-ai-consumi-imposti-dallue" data-post-id="2658795043" data-published-at="1669722776" data-use-pagination="False"> Pagheremo 160 milioni in un anno per i tagli ai consumi imposti dall’Ue Ancora una volta si può dire: ce lo chiede l’Europa. In questo caso il tema è quello dell’energia, nello specifico quello della riduzione dei consumi, obiettivo per cui sarà necessario pagare 160 milioni l’anno. Il tutto è contenuto all’interno del Regolamento Ue sulla riduzione del consumo di energia elettrica. Per rispondere a questa richiesta, l’articolo 10 della manovra di bilancio 2023 dispone l’istituzione di un servizio di riduzione dei consumi di energia elettrica affidato da Terna su base concorsuale, mediante procedura aperta a tutti i clienti o gruppi di clienti. «Ci aspettiamo un contributo volontario, di responsabilità, da parte di tutti. Ci serve attenzione per ridurre, attuando comportamenti più attenti, il consumo di energia», ha detto il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin. La procedura, infatti, è volta a selezionare i soggetti che assumeranno l’impegno di ridurre i consumi elettrici fino al 31 marzo 2023. Il servizio, come si spiega nello stesso testo della legge di bilancio, «non può essere assimilato al servizio già esistente dell’interrompibilità istantanea dei carichi elettrici. Il Regolamento mira, infatti, a raggiungere obiettivi di riduzione del consumo rispetto al trend storico e nelle ore di punta, finalità completamente diverse da quella perseguite dal servizio di interrompibilità istantanea, che fa fronte a improvvisi stati critici del sistema, consentendo di ripristinare istantaneamente le condizioni per il mantenimento della continuità del servizio elettrico». L’interrompibilità classica (definiamola così) è una pratica diffusa in tutto il mondo volta a prevenire malfunzionamenti nella distribuzione e blackout generalizzati. Gli operatori (in Italia Terna) operano dei distacchi, quando c’è sovraccarico e per evitare interruzioni di sistema, a una serie di utenti con i quali è stato stipulato un apposito contratto. Questi utenti sono definiti interrompibili e, in cambio della loro disponibilità ottengono una riduzione delle tariffe o uno specifico riconoscimento economico. La procedura sarebbe la stessa ma non per evitare i blackout, bensì per ridurre i consumi. Insomma sostanzialmente si tratta di obiettivi diversi e quindi ci si affiderà a un servizio nuovo e dedicato. Servizio che avrà un prezzo. Si stima un costo della misura per la riduzione dei consumi per le compensazioni da offrire a chi svolge il servizio (quindi chi svolge la relazione tecnico-economica) di circa 100 milioni di euro, mentre su base annuale il costo sarebbe di 160 milioni di euro. Soldi che dovrebbero arrivare dal price cap sulle rinnovabili. In particolare, si considera un fabbisogno di 3.000 Mw da approvvigionare per l’anno dicembre 2022-novembre 2023, con il vincolo che almeno 2.000 Mw siano approvvigionati su carichi interrompibili istantaneamente, prevedendo una remunerazione variabile a seconda degli utenti. Il Regolamento prevede una compensazione finanziaria solo quando questa sia versata a titolo di energia elettrica supplementare non consumata rispetto al consumo previsto nella fascia oraria interessata in assenza della gara. Terna a gennaio (la disposizione dice «entro cinque giorni» dall’entrata in vigore della disposizione) avvierà un’asta per selezionare i soggetti che si assumeranno l’impegno di ridurre i consumi in due fasce orarie, una al mattino e l’altra nel pomeriggio, nel periodo compreso tra il 1° dicembre 2022 e il 31 marzo 2023. La procedura dovrà essere approvata dal ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica, sentita l’Autorità di regolazione per l’energia reti e ambiente (Arera). Le aziende interessate potranno partecipare all’asta mettendo a disposizione la loro riduzione dei consumi per la quale verranno remunerate.
Federico Cafiero De Raho (Ansa)
L’ex procuratore nazionale antimafia, sentito dai pm che indagano su Laudati e il finanziere, fa muro: «Non sapevo nulla».
Il 20 maggio 2025 Federico Cafiero De Raho, ex procuratore nazionale antimafia ora parlamentare pentastellato, varca le porte della Procura di Roma, dove è approdato il fascicolo che ricostruisce la sequenza di accessi alle banche dati ai danni di esponenti del mondo della politica, delle istituzioni e non solo. E che ha prodotto 56 capi d’imputazione per le 23 persone indagate. Un funambolico de Raho risponde alle domande del procuratore aggiunto Giuseppe Falco e della pm Giulia Guccione. Sessantadue pagine in cui l’ex procuratore nazionale antimafia ripete sempre lo stesso schema. Che in più punti appare come uno scaricabarile in piena regola. E con una trentina di chiodi (quelli piantati con i vari «non ricordo, non avevamo questa possibilità, lo escludo») tutti nella stessa direzione: la difesa della sua estraneità. Tutti utili a puntellare ogni snodo critico emerso dall’ufficio che guidava e che, nella sua narrazione, gli è passato accanto senza mai toccarlo.
(Totaleu)
Lo ha detto l'eurodeputato di Fratelli d'Italia Paolo Inselvini alla sessione plenaria di Strasburgo.
Sergio Mattarella (Ansa)
Di fatto tutti i quotidiani adottano lo stesso schema: minimizzare la vicenda e, ogni volta che un esponente di destra parla, agitare lo spettro di macchinazioni di Fdi per colpire Sergio Mattarella su mandato di Giorgia Meloni.
Non sarà «provvidenziale», ma lo scossone c’è stato. È quel 60% di italiani che non è andato a votare, e il presidente della Repubblica certo ha preso buona nota. Ieri era a Lecce - con Michele Emiliano al suo ultimo atto ad accoglierlo (e non pareva euforico) - per l’assembla annuale delle Province e ha detto un paio di frasi che suonano come un avvertimento a nuora perché suocera intenda. Sopire, troncare - come avrebbe detto il Conte zio - le turbolenze attorno all’affare Garofani, ripensando all’uscita di lunedì del presidente del Senato.
Firmato un memorandum tra Cdp, Simest e Jiacc e inaugurata a Riyad la nuova antenna Simest durante il Forum imprenditoriale Italia-Arabia Saudita.
Giornata cruciale per le relazioni economiche tra Italia e Arabia Saudita. Nel quadro del Forum Imprenditoriale Italia–Arabia Saudita, che oggi riunisce a Riyad istituzioni e imprese dei due Paesi, Cassa depositi e prestiti (Cdp), Simest e la Camera di commercio italo-araba (Jiacc) hanno firmato un Memorandum of Understanding volto a rafforzare la cooperazione industriale e commerciale con il mondo arabo. Contestualmente, Simest ha inaugurato la sua nuova antenna nella capitale saudita, alla presenza del vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani.
L’accordo tra Cdp, Simest e Jiacc – sottoscritto alla presenza di Tajani e del ministro degli Investimenti saudita Khalid A. Al Falih – punta a costruire un canale stabile di collaborazione tra imprese italiane e aziende dei Paesi arabi, con particolare attenzione alle opportunità offerte dal mercato saudita. L’obiettivo è facilitare l’accesso delle aziende italiane ai mega-programmi legati alla Vision 2030 e promuovere partnership industriali e commerciali ad alto valore aggiunto.
Il Memorandum prevede iniziative congiunte in quattro aree chiave: business matching, attività di informazione e orientamento ai mercati arabi, eventi e missioni dedicate, e supporto ai processi di internazionalizzazione. «Questo accordo consolida l’impegno di Simest nel supportare l’espansione delle Pmi italiane in un’area strategica e in forte crescita», ha commentato il presidente di Simest, Vittorio De Pedys, sottolineando come la collaborazione con Cdp e Jiacc permetterà di offrire accompagnamento, informazione e strumenti finanziari mirati.
Parallelamente, sempre a Riyad, si è svolta la cerimonia di apertura del nuovo presidio SIMEST, inaugurato dal ministro Tajani insieme al presidente De Pedys e all’amministratore delegato Regina Corradini D’Arienzo. L’antenna nasce per fornire assistenza diretta alle imprese italiane impegnate nei percorsi di ingresso e consolidamento in uno dei mercati più dinamici al mondo, in un Medio Oriente considerato sempre più strategico per la crescita internazionale dell’Italia.
L’Arabia Saudita, al centro di una fase di profonda trasformazione economica, ospita già numerose aziende italiane attive in settori quali infrastrutture, automotive, trasporti sostenibili, edilizia, farmaceutico-medicale, alta tecnologia, agritech, cultura e sport. «L’apertura dell’antenna di Riyad rappresenta un passo decisivo nel rafforzamento della nostra presenza a fianco delle imprese italiane, con un’attenzione particolare alle Pmi», ha dichiarato Corradini D’Arienzo. Un presidio che, ha aggiunto, opererà in stretto coordinamento con la Farnesina, Cdp, Sace, Ice, la Camera di Commercio, Confindustria e l’Ambasciata italiana, con l’obiettivo di facilitare investimenti e cogliere le opportunità offerte dall’economia saudita, anche in settori in cui la filiera italiana sta affrontando difficoltà, come la moda.
Le due iniziative – il Memorandum e l’apertura dell’antenna – rafforzano dunque la presenza del Sistema Italia in una delle aree più strategiche del panorama globale, con l’ambizione di trasformare le opportunità della Vision 2030 in collaborazioni concrete per le imprese italiane.
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