Il Pd candida chi lavora per lo straniero - La Verità
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Il Pd candida chi lavora per lo straniero

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  • Dopo l'addio del dem Sandro Gozi, che correrà per En Marche, Nicola Zingaretti imbarca una fedelissima del capo dell'Eliseo. In entrambi i casi, Parigi si fa beffe di noi. Proprio mentre piovono conferme delle mosse ai nostri danni in Libia.
  • In campo il megafono di Jean-Claude Juncker. Nelle file dei democratici Beatrice Covassi, finora sconosciuta rappresentante Ue in Italia. Impostaci dalla Commissione, amava farsi chiamare «ambasciatrice».
  • Il Consiglio d'Europa scheda i politici leghisti. L'organismo, per le europee, ha stilato una lista di partiti sgraditi perché «ostili all'accoglienza dei migranti». Tra essi il Carroccio e il segretario lumbard Paolo Grimoldi. Impazza il toto candidati. Fi perde Elisabetta Gardini ma riacquista Alessandra Mussolini. Francesco Alberoni per Giorgia Meloni.

Lo speciale comprende tre articoli.

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Programmate opere per 317 miliardi però sono quasi tutte ferme al palo

Il 76 per cento delle infrastrutture è già finanziato, ma i cantieri in corso ammontano ad appena 32 miliardi. Per colpa di una dissennata burocrazia sprechiamo un tesoro che potrebbe far ripartire la nostra economia.
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«Alle regionali ci libereremo dei poltronari»

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Matteo Salvini ha aperto la manifestazione di Fratelli d'Italia, Atreju: «La squadra che vincerà in Emilia Romagna e Umbria è qui. Il governo dem-M5s è una vergogna. Di Maio chiacchiera e gli sbarchi aumentano. Un mio merito? Ho salvato l'Italia da Toninelli».
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Il presidenzialismo è il vero argine a Renzi e agli inciuci

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Idea fissa di Giorgia Meloni, piace anche a Silvio Berlusconi e alla Lega. Il centrodestra lo rilanci per restituire al popolo la sua centralità.
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Giorgio Gori: «Resto, ma no alleanze strategiche col M5s»

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Parla il sindaco di Bergamo, ex habitué della Leopolda: «Renzi preparava da tempo la scissione. Se ora i dem puntano tutto sullo statalismo e snobbano il Nord, lui guadagnerà consensi. Però tutti i sindaci sono rimasti: significa che il riformismo è nel Pd».
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In Umbria Pd e M5s affilano i coltelli. Di Maio ha già fatto arrabbiare i dem

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Ieri il voto di Rousseau sul patto regionale: vincono i sì con il 60,9%. Ma l'alleanza è agitata dal ministro degli Esteri, che prima lancia il sindaco di Assisi, Stefania Proietti, poi frena. Irritazione piddina: «Siamo sorpresi...».
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Non solo il presidente avvocato, nel board il trio Boschi-Carrai-Lotti

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Nella piattaforma che ha sostenuto l'ascesa dell'ex sindaco di Firenze e consentito la Leopolda c'erano anche i tre grandi alleati dell'ex segretario pd. Tutti con ruoli apicali.
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Avviso ai voltagabbana azzurri: occhio alla testa

Non conosco la senatrice Donatella Conzatti. Anzi, a dire il vero fino a ieri l'altro, quando ha annunciato il suo addio a Forza Italia per aderire a Italia viva, il nuovo partito di Matteo Renzi, neppure sapevo della sua esistenza, figurarsi della sua presenza in Parlamento. Per capire con chi avessi a che fare ho dovuto cercare sul Web il suo curriculum politico, scoprendo che ha già all'attivo un discreto ping pong da un partito all'altro.

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«Non si governa contro il Nord»

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Il capo di Banca Intesa, Carlo Messina, ai giallorossi: «Evitare di contrapporsi a Lombardia e Veneto se si vuole sviluppare il Paese». Poi l'inciso inatteso: «Lì la Lega governa bene».
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Dibba getta sale sulla ferita grillina: «Il Pd è pericoloso, non vi fidate»

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L'alleanza di governo continua a creare malumore in casa pentastellata. Danilo Toninelli parla di «marciume» e all'orizzonte si profilano altri casi Sozzani. Irritazione di Andrea Marcucci: «Tenete a bada i deliri di Di Battista».
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La fronda dei repubblicani vuole fare ancora lo sgambetto a Trump

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Alcuni giorni fa, il senatore dello Utah, Mitt Romney, ha dichiarato alla Cnn di non avere intenzione di pronunciare endorsement né alle primarie repubblicane né alle presidenziali del 2020. Una posizione che, indirettamente, manifesta una palese ostilità nei confronti del magnate newyorchese.