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La Salis scalpita e fa le scarpe alla Schlein
Silvia Salis (Imagoeconomica)
  • Bloomberg incorona come anti Giorgia il sindaco di Genova, che non si sottrae: «Se mi chiedessero di candidarmi contro la Meloni lo prenderei in considerazione». Ora è derby con Giuseppi, arbitrano Renzi e Franceschini. Elly? Non qualificata.
  • L’ex premier Conte presenta il suo libro. Un modo per accreditarsi, non solo in Italia.

Lo speciale contiene due articoli.

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Capolavoro in Puglia: col salario minimo crollano gli stipendi. Ira del sindacato
Antonio Decaro (Imagoeconomica)
Senza fondi regionali, vengono tagliate ore ai dipendenti. Esito? Buste paga da 700 euro. La Cisl: «Non siamo stati consultati».

La sinistra fa il salario minimo con i soldi degli altri. È questa la morale che ci arriva dal pasticcio sulle retribuzioni in Regione Puglia con la premiata ditta Emiliano-Decaro come protagonisti. Il primo come ideatore della norma che introduce un «pavimento salariale» per gli appalti pubblici, il secondo come esecutore del provvedimento con il recente bando di gara che fissa in 9 euro la paga oraria minima lasciando però invariate le risorse e riducendo i servizi e di conseguenza le prestazioni e il monte orario degli addetti.

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Sala sogna di traslocare a Roma a costo di dare Milano alla destra
Beppe Sala e Elly Schlein (Ansa)
Il sindaco, che scade tra un anno, punta a candidarsi al Parlamento via Pd malgrado la distanza con la Schlein. Se le Politiche venissero anticipate alla primavera ’27 dovrebbe dimettersi lasciando la città a un commissario.

Nei giorni decisivi del referendum di oggi e domani sulla giustizia, nel centrosinistra il punto non è solo il risultato delle urne. Il punto è anche ciò che quel voto dirà sui rapporti di forza nel Pd, sulla tenuta della leadership di Elly Schlein e sulla futura battaglia per le candidature. Proprio in questo quadro prende forma uno dei dossier politici più delicati dei prossimi mesi: la volontà di Beppe Sala di candidarsi alle elezioni politiche del 2027.

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In mille pezzi l’Armata del campo largo. Vannacci gira a sinistra
Roberto Vannacci (Ansa)
L’opposizione parla lingue diverse e presenta quattro mozioni separate. Futuro nazionale contro il governo.

A unire le opposizioni non resta che l’esecutivo, perché sul resto pare impossibile trovare l’unità. Per il segretario dem, Elly Schlein, però, è tutto normale: «Sul Consiglio europeo è sempre stato fatto così», risponde a chi chiede perché non sia stato presentato un testo unitario sulle comunicazioni del premier, Giorgia Meloni, su Iran e Consiglio Ue. Sulla politica estera, insomma, si mostrano disuniti e lo rivendicano anche.

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Il Pd contesta Meloni sull’Iran? Allora sia coerente e migri all’opposizione in Ue
Elly Schlein (Ansa)
L’intera Europa mostra la sua irrilevanza e Bruxelles usa toni più bellicisti del governo. Eppure i dem non mollano Ursula.

Sembra passato un tempo indefinito dal rumoroso dibattito in Parlamento sul conflitto iraniano, nel quale l’opposizione ha attaccato il premier, accusato di scappare dal confronto, inveito contro il governo per non essere stato informato dell’attacco e non avere una posizione in merito, e irriso il ministro della Difesa per essersi trovato a Dubai nel momento sbagliato.

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