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2025-03-11
Cinque anni fa l’Italia fu sequestrata dal governo Ma nessuno ha pagato
Giuseppe Conte (Ansa)
L’11 marzo va ricordato per il sequestro, avvenuto 5 anni fa, di 60 milioni di cittadini italiani, bambini inclusi. Una solerte magistratura ha già dichiarato che non ci tocca nessun risarcimento. Il lockdown con cui è stato sequestrato il popolo italiano non aveva nessun senso e in effetti in molte nazioni non è stato adottato. In Germania per esempio sono state chiuse le scuole e parecchi negozi, ma si raccomandava in continuazione alla popolazione di stare all’aria aperta almeno due o tre ore al giorno per correre o camminare ovviamente senza mascherina, dato che l’esposizione alla luce solare e il movimento potenziano il sistema immunitario. Qui i furbetti della passeggiata sono stati inseguiti e braccati da poliziotti, carabinieri, droni ed elicotteri che nessuno di noi ha mai visto a disturbare l’attività degli spacciatori o delle meravigliose borseggiatrici che rendono così emozionante il nostro viaggio in metropolitana. Con la complicità di alcuni medici facenti parte del cosiddetto Comitato tecnico scientifico sono state spacciate per mediche e scientifiche decisioni puramente politiche i cui scopi erano tre. Il primo è stato danneggiare e terrorizzare la popolazione con misure talmente insopportabili da far accettare qualsiasi cosa per uscire dall’incubo, inclusa la somministrazione di vaccini pericolosamente sperimentali. Il tasso di guarigione della malattia secondo i dati del 2020 era di 99,99% sotto 19 anni, del 99,98% dai 20 ai 29 anni, del 99,96% tra i 30 e 39 anni, del 99,91% tra i 40 e 49 anni, del 99,73% tra i 50 e 59 anni, del 99, 41% tra i 60 e 69 anni, del 97,6% al di sopra dei settant’anni (Leonardo Guerra, Covid 19, Agenda 20/30 inganno criminale). Una malattia con altissimo tasso di guarigione è stata presentata come la peste nera. La malattia era perfettamente curabile mediante il protocollo disponibile già dal marzo 2020, ma è realtà dal 2003, perché era un protocollo analogo a quello usato per la malattia simile Sars, costituito da farmaci molto collaudati e a bassissimo costo cui si è aggiunto nell’aprile 2020 il plasma iperimmune, ottimo ed economico, del dottor Giuseppe De Donno. Questi farmaci sono stati boicottati, disapprovati dagli ordini dei medici, censurati suoi social (la mia pagina Facebook è stata chiusa tutte le volte che li ho nominati), derisi da giornalisti e prezzolati semianalfabeti ampollosamente chiamati fact checker, ignorati dal ministero nonostante un enorme numero di segnalazioni. A volte vietati. L’idrossiclorochina è stata calunniata in un articolo pubblicato da The Lancet, poi ritrattato. Il secondo scopo è stato rendere la popolazione malleabile. La popolazione è stata reclusa, impoverita, colpevolizzata, terrorizzata. Questo l’ha resa straordinariamente obbediente a ordini folli, e ha creato un odio isterico e tragico verso i dissidenti. Come ha teorizzato Gustave De Bon (Psicologia delle folle) e come hanno raccontato Primo Levi (Se questo è un uomo) e Alexandr Solzenicyn (Arcipelago Gulag), per spezzare un popolo non basta che gli ordini siano draconiani, è fondamentale che siano stupidì. Con la complicità dei medici del cosiddetto Cts sono state imposte regole irrazionali controproducenti e contraddittorie. Il virus sarebbe stato fermato da banchi a rotelle. Non si poteva andare in strada nel terrore di sputarsi addosso il virus gli unì con gli altri ma si poteva cantare tutti insieme sui balconi alla stessa ora sputando quindi il virus sul piano di sotto. Il caffè in piedi, ma non seduti. Ci si poteva togliere mascherina che salvava da una malattia respiratoria per fumare. Il terzo scopo è stata la digitalizzazione. La didattica a distanza ha reso semianalfabeti gli studenti e li ha addestrati all’uso di computer e cellulari. Quando si annoia uno studente che ha in mano un quaderno fa un disegno, oppure comincia una poesia o un racconto. Se ha in mano un computer quando si annoia va su YouTube, Netflix e You Porn. Una persona dipendente da pornografia può essere facilmente rinchiusa in casa, o in un qualche luogo che lo Stato ha deciso essere la sua casa, purché abbia un computer e una connessione Internet. Tutto quello che è successo ha quindi favorito il passaggio alla cosiddetta agenda 2030, non possiederai niente e sarai felice. L’11 marzo del 2020 non è stata contrastata un’epidemia. Al contrario è stato fatto tutto il necessario per abbattere il sistema immunitario della popolazione. La reclusione, l’allontanamento della luce solare, la sedentarietà abbattono il tasso di vitamina D e quindi sistema immunitario. A tutto questo si aggiungono i danni da vaccino quando poi vaccini sono arrivati. I vaccini sono stati testati in maniera insufficiente nei trial clinici. Sono stati occultati dati clinici sperimentali di fondamentale importanza, nascondendole alla comunità medica e alla popolazione. Il vaccino è stato prescritto a sotto popolazioni, donne in stato di gravidanza, bambini, anziani, e persone con altre patologie, i cosiddetti fragili, per il quale non era stato testato. Non sono state messe in atto strategie di farmaco sorveglianza. Anzi: i danni da vaccino sono stati liquidati ritenendoli non correlati alla vaccinazione. Non è stato dato nessuno strumento per diagnosticare i danni da vaccino, anzi i medici sono stati dissuasi dal segnalare. In Italia il vaccino ha avuto diverse segnalazioni nella sua prima fase di somministrazione, perché era somministrato ai medici, e loro segnalavano. Dopo di che, le segnalazioni sono crollate. Non è stata sponsorizzata nessuna indagine scientifica che esaminasse i danni da vaccino. Sono state delegittimate e punite, nel mio caso con la radiazione, tutte le critiche ai vaccini, etichettate come disinformazione antiscientifica. È stata promossa l’idea assurda che un tipo di farmaco che non ha nessuna capacità di evitare il contagio della malattia, potesse portare all’immunità di gregge così da colpevolizzare, punire, privare dello stipendio, affamare e multare tutti dissidenti. Sono state pubblicate ricerche scientifiche scadenti per sostenere la vaccinazione di massa. Farmaci sicuri ed efficaci come idrossiclorochina e ivermectina sono stati demonizzati, demonizzato il plasma iperimmune. Sono stati imposti farmaci che avevano scritto su foglietto illustrativo che non f sono conosciuti gli effetti a distanza e che non sono stati studiati gli effetti sulla cancerogenesi e teratogenesi. Invece che un antigene neutro è stata scelta la proteina Spike che è tossica, tossica per il cervello, tossica per il cuore, tossica per le donne in gravidanza e per i loro bambini, tossica per le gonadi, causa nevriti e micronevriti, causa trombosi e microtrombosi. Causa il cancro o ne accelera il decorso. Causa miocarditi, pericarditi, infarti, aritmie. Causa demenza o ne anticipa il decorso. Causa diabete, è tossica per la retina. Causa soprattutto morte improvvisa, che i medici hanno ribattezzato malore improvviso e per la quale non chiedono l’autopsia.
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Il lockdown chiuse in casa 60 milioni di persone. Fu una scelta insensata, come per i vaccini, però le toghe negano i risarcimentiL’11 marzo va ricordato per il sequestro, avvenuto 5 anni fa, di 60 milioni di cittadini italiani, bambini inclusi. Una solerte magistratura ha già dichiarato che non ci tocca nessun risarcimento. Il lockdown con cui è stato sequestrato il popolo italiano non aveva nessun senso e in effetti in molte nazioni non è stato adottato. In Germania per esempio sono state chiuse le scuole e parecchi negozi, ma si raccomandava in continuazione alla popolazione di stare all’aria aperta almeno due o tre ore al giorno per correre o camminare ovviamente senza mascherina, dato che l’esposizione alla luce solare e il movimento potenziano il sistema immunitario. Qui i furbetti della passeggiata sono stati inseguiti e braccati da poliziotti, carabinieri, droni ed elicotteri che nessuno di noi ha mai visto a disturbare l’attività degli spacciatori o delle meravigliose borseggiatrici che rendono così emozionante il nostro viaggio in metropolitana. Con la complicità di alcuni medici facenti parte del cosiddetto Comitato tecnico scientifico sono state spacciate per mediche e scientifiche decisioni puramente politiche i cui scopi erano tre. Il primo è stato danneggiare e terrorizzare la popolazione con misure talmente insopportabili da far accettare qualsiasi cosa per uscire dall’incubo, inclusa la somministrazione di vaccini pericolosamente sperimentali. Il tasso di guarigione della malattia secondo i dati del 2020 era di 99,99% sotto 19 anni, del 99,98% dai 20 ai 29 anni, del 99,96% tra i 30 e 39 anni, del 99,91% tra i 40 e 49 anni, del 99,73% tra i 50 e 59 anni, del 99, 41% tra i 60 e 69 anni, del 97,6% al di sopra dei settant’anni (Leonardo Guerra, Covid 19, Agenda 20/30 inganno criminale). Una malattia con altissimo tasso di guarigione è stata presentata come la peste nera. La malattia era perfettamente curabile mediante il protocollo disponibile già dal marzo 2020, ma è realtà dal 2003, perché era un protocollo analogo a quello usato per la malattia simile Sars, costituito da farmaci molto collaudati e a bassissimo costo cui si è aggiunto nell’aprile 2020 il plasma iperimmune, ottimo ed economico, del dottor Giuseppe De Donno. Questi farmaci sono stati boicottati, disapprovati dagli ordini dei medici, censurati suoi social (la mia pagina Facebook è stata chiusa tutte le volte che li ho nominati), derisi da giornalisti e prezzolati semianalfabeti ampollosamente chiamati fact checker, ignorati dal ministero nonostante un enorme numero di segnalazioni. A volte vietati. L’idrossiclorochina è stata calunniata in un articolo pubblicato da The Lancet, poi ritrattato. Il secondo scopo è stato rendere la popolazione malleabile. La popolazione è stata reclusa, impoverita, colpevolizzata, terrorizzata. Questo l’ha resa straordinariamente obbediente a ordini folli, e ha creato un odio isterico e tragico verso i dissidenti. Come ha teorizzato Gustave De Bon (Psicologia delle folle) e come hanno raccontato Primo Levi (Se questo è un uomo) e Alexandr Solzenicyn (Arcipelago Gulag), per spezzare un popolo non basta che gli ordini siano draconiani, è fondamentale che siano stupidì. Con la complicità dei medici del cosiddetto Cts sono state imposte regole irrazionali controproducenti e contraddittorie. Il virus sarebbe stato fermato da banchi a rotelle. Non si poteva andare in strada nel terrore di sputarsi addosso il virus gli unì con gli altri ma si poteva cantare tutti insieme sui balconi alla stessa ora sputando quindi il virus sul piano di sotto. Il caffè in piedi, ma non seduti. Ci si poteva togliere mascherina che salvava da una malattia respiratoria per fumare. Il terzo scopo è stata la digitalizzazione. La didattica a distanza ha reso semianalfabeti gli studenti e li ha addestrati all’uso di computer e cellulari. Quando si annoia uno studente che ha in mano un quaderno fa un disegno, oppure comincia una poesia o un racconto. Se ha in mano un computer quando si annoia va su YouTube, Netflix e You Porn. Una persona dipendente da pornografia può essere facilmente rinchiusa in casa, o in un qualche luogo che lo Stato ha deciso essere la sua casa, purché abbia un computer e una connessione Internet. Tutto quello che è successo ha quindi favorito il passaggio alla cosiddetta agenda 2030, non possiederai niente e sarai felice. L’11 marzo del 2020 non è stata contrastata un’epidemia. Al contrario è stato fatto tutto il necessario per abbattere il sistema immunitario della popolazione. La reclusione, l’allontanamento della luce solare, la sedentarietà abbattono il tasso di vitamina D e quindi sistema immunitario. A tutto questo si aggiungono i danni da vaccino quando poi vaccini sono arrivati. I vaccini sono stati testati in maniera insufficiente nei trial clinici. Sono stati occultati dati clinici sperimentali di fondamentale importanza, nascondendole alla comunità medica e alla popolazione. Il vaccino è stato prescritto a sotto popolazioni, donne in stato di gravidanza, bambini, anziani, e persone con altre patologie, i cosiddetti fragili, per il quale non era stato testato. Non sono state messe in atto strategie di farmaco sorveglianza. Anzi: i danni da vaccino sono stati liquidati ritenendoli non correlati alla vaccinazione. Non è stato dato nessuno strumento per diagnosticare i danni da vaccino, anzi i medici sono stati dissuasi dal segnalare. In Italia il vaccino ha avuto diverse segnalazioni nella sua prima fase di somministrazione, perché era somministrato ai medici, e loro segnalavano. Dopo di che, le segnalazioni sono crollate. Non è stata sponsorizzata nessuna indagine scientifica che esaminasse i danni da vaccino. Sono state delegittimate e punite, nel mio caso con la radiazione, tutte le critiche ai vaccini, etichettate come disinformazione antiscientifica. È stata promossa l’idea assurda che un tipo di farmaco che non ha nessuna capacità di evitare il contagio della malattia, potesse portare all’immunità di gregge così da colpevolizzare, punire, privare dello stipendio, affamare e multare tutti dissidenti. Sono state pubblicate ricerche scientifiche scadenti per sostenere la vaccinazione di massa. Farmaci sicuri ed efficaci come idrossiclorochina e ivermectina sono stati demonizzati, demonizzato il plasma iperimmune. Sono stati imposti farmaci che avevano scritto su foglietto illustrativo che non f sono conosciuti gli effetti a distanza e che non sono stati studiati gli effetti sulla cancerogenesi e teratogenesi. Invece che un antigene neutro è stata scelta la proteina Spike che è tossica, tossica per il cervello, tossica per il cuore, tossica per le donne in gravidanza e per i loro bambini, tossica per le gonadi, causa nevriti e micronevriti, causa trombosi e microtrombosi. Causa il cancro o ne accelera il decorso. Causa miocarditi, pericarditi, infarti, aritmie. Causa demenza o ne anticipa il decorso. Causa diabete, è tossica per la retina. Causa soprattutto morte improvvisa, che i medici hanno ribattezzato malore improvviso e per la quale non chiedono l’autopsia.
Non era scontato, ma il risultato è arrivato. E con numeri che parlano da soli. La prima edizione di Eos Show a Parma chiude con 40.000 visitatori e oltre 300 espositori, confermando il richiamo di una manifestazione che, pur cambiando casa, non ha perso slancio. Anzi.
Dal 28 al 30 marzo i padiglioni 5 e 6 di Fiere di Parma sono stati attraversati da un flusso continuo di appassionati del mondo caccia, tiro e outdoor. Un pubblico ampio e trasversale, che ha animato gli stand espositivi e riempito anche gli spazi dedicati all’esperienza diretta: dal padiglione 3 per lo shopping alle linee di tiro allestite all’esterno. Qui si è passati rapidamente dalla teoria alla pratica, con 60.000 cartucce sparate in tre giorni e quasi 700 prestazioni registrate al Tiro a segno nazionale di Parma.
Il dato più significativo, tuttavia, è forse un altro: i numeri di questa edizione eguagliano quelli dello scorso anno, quando l’offerta era più ampia e comprendeva anche la pesca. Un segnale chiaro della capacità attrattiva del nuovo format, più focalizzato ma allo stesso tempo più interattivo. Il trasferimento a Parma sembra aver convinto tutti. Tra gli espositori prevale la convinzione che si tratti di un salto di qualità, soprattutto sul piano logistico e organizzativo. Non a caso, molti guardano già alle prossime edizioni con l’idea di concentrare qui i propri investimenti fieristici, con un obiettivo dichiarato: trasformare Eos Show in un punto di riferimento a livello europeo. L’ambizione internazionale, del resto, è già nei numeri. In fiera si sono presentati circa 300 operatori esteri – tra buyer, distributori e giornalisti – provenienti da oltre 40 Paesi. Un risultato sostenuto anche dal supporto dell’Agenzia Ice e dalla presenza delle principali aziende del settore, molte delle quali esportano fino al 90% della produzione.
Tra i corridoi si respira soddisfazione, ma anche la percezione di un settore in evoluzione. Andrea Andreani, presidente di Anpam, parla di un entusiasmo ritrovato e di un dialogo che si riapre tra il mondo venatorio e realtà affini. Sottolinea la qualità del format, in particolare la possibilità di provare direttamente i prodotti e l’impostazione interattiva della manifestazione. E guarda già avanti, ipotizzando per il futuro una giornata interamente dedicata al business e una maggiore presenza delle istituzioni. Sulla stessa linea Pierangelo Pedersoli, presidente del Consorzio armaioli italiani, che evidenzia l’attrattività della sede parmense e invita a rafforzare la coesione tra le diverse anime della fiera. L’obiettivo, dice, è duplice: coinvolgere sempre più aziende – soprattutto del comparto outdoor – e costruire una massa critica capace di consolidare la crescita dell’evento.
Una crescita che passa anche dal ricambio generazionale e dall’apertura a nuovi pubblici. Luciano Rossi, presidente della Federazione italiana tiro a volo e della federazione internazionale Issf, insiste proprio su questo aspetto: giovani, donne e nuovi appassionati rappresentano un segnale di vitalità per un settore che affonda le radici nella tradizione ma guarda al futuro. Le iniziative dedicate alle nuove generazioni e la possibilità di sperimentare direttamente le discipline sportive vanno, secondo Rossi, nella direzione giusta.
Non solo business, però. Eos Show si propone anche come luogo di confronto culturale. Lo sottolinea Maurizio Zipponi, presidente di Cncn e Fondazione Una, che richiama i temi affrontati durante la manifestazione: dal ruolo sociale del cacciatore al rapporto con agricoltura e ambiente, fino alla gestione della biodiversità e alla valorizzazione della filiera delle carni selvatiche. Questioni che, nelle intenzioni degli organizzatori, devono accompagnare lo sviluppo del settore.
A tirare le somme è Antonio Cellie, amministratore delegato di Fiere di Parma, che parla di un’esperienza organizzativa riuscita grazie alla collaborazione tra ente fieristico e associazioni di settore. Un lavoro condiviso che, oltre ai numeri della partecipazione, guarda anche all’impatto economico: l’indotto stimato sul territorio è di circa 20 milioni di euro. Il prossimo appuntamento è già fissato: EOS Show tornerà a Parma dal 20 al 22 marzo 2027. Con una base solida e un’ambizione ormai dichiarata.
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Kamel Ghribi (Imagoeconomica)
Gksd è una società privata attiva soprattutto nella sanità e nella ricerca medica e il Gruppo San Donato è il principale gruppo ospedaliero privato in Italia.
La firma è avvenuta lunedì scorso durante l’Egyps egypt energy show, un evento internazionale dedicato al settore energetico, tenutosi nella capitale egiziana sotto il patrocinio del presidente egiziano Abdel Fattah Al-Sisi.
A sottoscrivere l’accordo sono stati Kamel Ghribi, imprenditore originario di Sfax (Turchia), presidente del gruppo Gksd e vicepresidente del Gruppo San Donato, e Ahmed Mostafa, presidente dell’Organizzazione per l’assicurazione sanitaria dell’Egitto.
Alla cerimonia erano presenti anche il ministro della salute egiziano Khaled Abdel Ghaffar, il ministro del petrolio Karim Badawi e il ministro dell’energia di Cipro Michael Damianos.
L’ospedale di Heliopolis sarà il primo della National health insurance organization e rientra nel piano di riforma del sistema sanitario egiziano volto ad ampliare l’accesso alle cure.
La struttura sarà dotata di 433 posti letto e diversi reparti, tra cui un centro oncologico, un centro cardiologico, un centro di neurochirurgia, un’area pediatrica e materno-infantile, e un centro per i trapianti di organi. Si prevede che il nuovo ospedale servirà circa 1 milione di persone, contribuendo a potenziare l’offerta sanitaria nella capitale egiziana e nelle aree limitrofe.
L’avvio del contratto è previsto per il 2027, una volta completata la costruzione, e la durata sarà di 15 anni, durante i quali Gksd e Gruppo San Donato si occuperanno della gestione operativa e dell’organizzazione clinica.
Kamel Ghribi ha manifestato apprezzamento per il percorso di crescita intrapreso dall’Egitto, evidenziando come l’accordo costituisca una base concreta per potenziare la collaborazione nel settore sanitario tra Egitto e Italia e garantire ai cittadini egiziani servizi medici sempre più innovativi ed efficienti.
L’accordo con l’Egitto è solo uno dei tanti che Gksd ha firmato in Africa. Scorrendo solamente la cronaca degli ultimi mesi, in Libia (nord Africa), il 28 agosto 2025, era stato inaugurato a Bengasi un ospedale dotato di pronto soccorso, cliniche ambulatoriali, terapia intensiva, sale operatorie, dialisi, fisioterapia e supporti logistici. In Gabon (Africa centrale), il 4 novembre 2025, Gksd ha siglato due accordi: il primo per un ospedale con programmi di formazione medica, il secondo per un progetto di edilizia sociale per 25.000 persone, con scuole, strutture sportive, clinica e spazi pubblici.
Questi progetti rappresentano passi concreti nella strategia di Gksd per rafforzare le infrastrutture sanitarie e urbane in Africa.
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Ecco #DimmiLaVerità dell1 aprile 2026. La deputata della Lega Giovanna Miele ci parla della proposta di legge per vietare i social ai minori di 14 anni e del dilagare della violenza tra i giovanissimi.