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La truffa delle liste d’attesa

La truffa delle liste d’attesa
(IStock)

In molte Asl si fissano esami urgenti a distanza di mesi o anni, scrivendo che il paziente ha rifiutato una data precedente. Che però non era mai stata proposta. In questo modo si aggira la legge e si taroccano le statistiche. E i manager incassano i premi.

La signora Marisa vive a Ischia e ha un figlio di 19 anni con un grave problema agli occhi. Dovrà subire trapianto di cornea. Perciò deve fare un esame importante. Si rivolge all’Asl il 12 dicembre 2025, l’esame viene fissato il 7 gennaio 2027. Fuori tempo massimo. Fuori da ogni logica. E pure fuori legge. Ma non è tutto: sul suo foglio di prenotazione compare una scritta: «L’assistito rinuncia alla prima disponibilità per giovedì 26 marzo 2026». Con un piccolo particolare: Marisa e Riccardo non hanno mai rinunciato a quella visita per il semplice fatto che nessuno gliel’ha mai proposta. Li hanno presi in giro.

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Il leader per caso che cade sempre in piedi
Enrico Letta (Imagoeconomica)
Una precoce carriera politica costruita, a detta sua, quasi senza volerlo. Poi solidi legami con il mondo tecnocratico e accademico. Dallo zio Gianni ha preso la capacità di muoversi in modo felpato. L’unico che gli fa perdere la calma è Matteo «stai sereno» Renzi.

Cognome e nome: Letta Enrico. Premier per 10 mesi nel 2013, sostituito da Matteo Renzi che lo aveva appena rassicurato in tv: «Enrico, stai sereno».

«È diventato un tormentone nazionale, a me fa sorridere», confiderà il 3 maggio 2015 alla sempre puntuale Barbara Romano, oggi al Tg2, all’epoca a Libero (aggiungendo una macumba: «Vedremo nei prossimi anni a cosa porterà il solitario approccio leaderistico di Renzi», tiè).

Segretario del Pd per due anni, dal 2021 al 2023, giusto il tempo di consegnare Palazzo Chigi a Giorgia Meloni.

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Il trionfo di Sal Da Vinci a Sanremo è la rivincita nazionalpopolare che spiazza le élite
Sal Da Vinci (Ansa)
Al 76º Festival di Sanremo la vittoria di Sal Da Vinci assume il valore di una svolta simbolica: il pubblico premia un racconto tradizionale di amore e famiglia, dove fedeltà e melodico battono fluidità e mainstream, smentendo critica e pronostici.
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Mamma Patrizia merita che sia fatta giustizia
Non si devono spegnere i riflettori sul dramma vissuto dalla famiglia Caliendo. «Ho affidato mio figlio ai dottori, e loro mi hanno tradito», ha affermato la donna. Non c’è sconfessione più grande per chi dovrebbe tutelare la vita, soprattutto dei più fragili.

La morte di un bambino è il mistero più grande cui possiamo assistere nella nostra vita terrena. E non mancano le parole perché non conosciamo quelle adeguate: mancano perché non esistono. Così è per la morte del piccolo Domenico. Doverne scrivere dopo aver parlato ripetutamente con mamma Patrizia, una donna straordinaria per intelligenza, dignità, determinazione e compostezza.

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«Grazie alla “Verità” la morte di Francesca causata dal vaccino non sarà archiviata»
(Ansa). Nel riquadro, Francesca Tuscano
Il legale della famiglia Tuscano dopo che il gip ha rigettato l’istanza: «Ora i pm interroghino i membri del Cts e Roberto Speranza».

«Se non fosse stato per La Verità che ha fatto il lavoro che doveva svolgere la Procura, la richiesta di archiviazione presentata dal pm sarebbe stata accolta». È molto soddisfatto l’avvocato civilista Federico Bertorello, che assieme al collega del penale Salvatore Bottiglieri difende gli interessi dei genitori di Francesca Tuscano, la trentaduenne insegnante genovese colpita da Trombocitopenia trombotica immunitaria indotta da vaccino (Vitt) dopo la prima dose di Astrazeneca e deceduta il 4 aprile 2021.

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