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Cresce la scelta ma cala il numero di libri venduti. E 1 italiano su 3 ammette di non leggere

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Cresce la scelta ma cala il numero di libri venduti. E 1 italiano su 3 ammette di non leggere
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  • Nonostante il fatturato derivato dalle vendite di libri abbia segnato un +0,6% nell'ultimo anno, continuano a diminuire le copie vendute che si sono assestate intorno ai 22 milioni.
  • Dalle favole polinesiane agli incubi di Virginia Woolf, storie e leggende ora si leggono come fossero lettere d'amore. Il progetto Imbustastorie rivoluziona la lettura estiva.
  • Il 7% degli italiani ha ascoltato un audiolibro. Ecco l'elenco dei dieci titoli preferiti dai lettori di Storytel, uno dei principali cataloghi di titoli audio nel nostro Paese.
  • Il 24 luglio arriva in Italia il nuovo Kindle Oasis. Il lettore di ebook di Amazon ha migliorato la sua tecnologia e-ink ed è diventato idrorepellente.

Lo speciale comprende quattro articoli e consigli di lettura.

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Basta con le ciance su ascolto e comprensione: i social vanno vietati fino ai 16 anni
iStock
I casi degli aspiranti killer spazzano via la retorica stucchevole sul disagio dei giovani. Ai quali servono regole e divieti, oltre al maggior controllo da parte di genitori e Big Tech.

Come prevedibile e previsto, tornano tutti a battere sugli stessi tasti. Si torna a parlare della necessità di ascoltare il disagio giovanile, dell’importanza di non caricare gli adolescenti di eccessive pressioni, si insiste sull’importanza dell’educazione sessuo-affettiva nelle scuole. E, ovviamente, i media vanno a nozze con l’immaginario neonazista, gettando in un unico calderone i gruppi online dei ragazzini incel (i cosiddetti celibi involontari animati da feroce astio nei riguardi delle donne), l’alt-right americana, Anders Breivik e i movimenti identitari europei. Mischione molto utile allo scopo politico di puntare il dito contro le destre, molto meno a comprendere davvero che cosa stia accadendo e sia accaduto a parecchi adolescenti occidentali.

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La Guardia di Finanza di Merano, in collaborazione con gli ispettori dell’Inps, ha accertato irregolarità nei confronti di due aziende edili operanti nel Burgraviato.

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Idrogeno sì, bollette no: in Ue funziona così
Ansa
La Commissione approva un piano di aiuti di Stato da 6 miliardi per incentivare gli investimenti nella produzione da fonti rinnovabili Intanto l’esecutivo fatica a trovare fondi per il caro benzina. Sono gli euroburocrati a decidere dove finisce il denaro dei contribuenti.

La Commissione europea ha approvato, due giorni fa, un regime italiano di aiuti di Stato da 6 miliardi di euro per sostenere la produzione di idrogeno da fonti rinnovabili destinato ai trasporti e all’industria. Denaro pubblico che finirà a sussidiare i produttori di idrogeno, senza che questo aiuto costituisca violazione del divieto di aiuti di Stato distorsivi della concorrenza. L’obiettivo è quello di incentivare, fino al 2029, la produzione di 200.000 tonnellate annue di idrogeno da fonti rinnovabili in Italia. Sarà ammissibile all’incentivo sia l’idrogeno prodotto tramite elettrolisi alimentata da elettricità rinnovabile sia quello ottenuto da fonti rinnovabili tramite processi biologici, bio-termochimici e termochimici.

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Scarseggiano i carburanti e la ricetta Ue è: «State a casa»
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Il commissario Dan Jorgensen ai ministri: riducete la domanda nei trasporti. Ma il Patto di stabilità non si può cambiare.

Mentre sul piano politico e diplomatico gli annunci contraddittori di Donald Trump provocano l’effetto montagne russe sui mercati, la crisi energetica incombente sta diventando sempre più evidente. In Asia già diversi Paesi hanno attuato alcune misure per contenere i consumi e a quanto pare il rimedio si avvicina anche in Europa. Ieri il commissario europeo per l’energia Dan Jorgensen ha inviato una lettera ai ministri dell'energia dell’Ue, invitandoli a valutare la promozione di misure di riduzione della domanda, con particolare attenzione al settore dei trasporti. In altre parole, il commissario chiede che gli Stati attuino una riduzione dei consumi. Inoltre, «gli Stati membri dovrebbero evitare misure che possano aumentare il consumo di carburante».

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