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2022-07-14
Innovazione e sostenibilità: Leonardo premia 11 talenti
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L'ad di Leonardo, Alessandro Profumo (Imagoeconomica)
L’integrazione tra digitale e manifattura è la rotta dell’innovazione tracciata da Leonardo. Un percorso che va dalla ricerca interna ai nuovi modelli di business, dalle sinergie per l’open innovation alle nuove competenze, fino al ruolo chiave nell’indirizzare la formazione di una nuova generazione di professionisti Stem.
Forte di un incremento degli investimenti in ricerca e sviluppo, pari a 1,8 miliardi di euro nel 2021, rispetto agli 1,6 miliardi del 2020 - cifra che colloca l’azienda al quarto posto in Europa nel settore A&D - Leonardo gioca un ruolo di primo piano sul fronte dell’innovazione di prodotto, di processo e di servizi con un obiettivo preciso: attuare una trasformazione sostenibile dei nuovi cicli tecnologici. L’Innovation Day, evento a cui hanno preso parte per Leonardo il presidente, Luciano Carta, l’amministratore delegato, Alessandro Profumo, il direttore generale, Lucio Valerio Cioffi, e il Chief technology and innovation officer, Franco Ongaro, ha rappresentato un momento di sintesi dei progressi messi in atto dall’azienda sul fronte dell’innovazione e attuati nella piena convergenza fra evoluzione tecnologica, digitalizzazione e sostenibilità, in linea con il piano strategico Be Tomorrow – Leonardo 2030. Una strategia dell’innovazione avvalorata dai numeri, a partire dalle 90 collaborazioni con università, politecnici e centri di ricerca, in Italia e nel mondo e ai 13 accordi quadro in essere. A questi dati si sommano i 44 PhD attivati nel 2021 nel Paese, con un impegno già sottoscritto a finanziarne oltre 80 entro il 2022.
Tra le iniziative di open innovation più significative figurano la partecipazione, con Cdp (Cassa depositi e prestiti) ed Esa (Agenzia spaziale europea), ad acceleratori nei settori aeronautico e spazio, che hanno contribuito a rafforzare un processo di innovazione diffuso e aperto a contaminazioni esterne. Sul fronte dei nuovi modelli di business Leonardo ha recentemente dato vita alla Business innovation factory (Bif), realizzata in partnership con LVenture Group e ha inaugurato la Cyber & Security Academy, il centro di alta formazione che si avvale dell’esperienza maturata nella protezione cyber-fisica di infrastrutture critiche in oltre 150 Paesi nel mondo e nella continua attività di gestione delle minacce cibernetiche in diversi ambiti strategici. Una spinta all’innovazione che ha portato alla creazione, nel 2020, del network dei Leonardo Lab, moltiplicatori di innovazione integrati con le unità di ingegneria e sviluppo delle diverse aree tecnologiche. A oggi si contano 11 laboratori che operano in diversi centri in Italia e all’estero, di concerto con le unità industriali dell’azienda, dedicati alla R&S su tecnologie di frontiera con un forte orientamento alla sfera digitale. I Leonardo Lab vedranno 130 ricercatori inseriti entro il 2022, numero destinato a salire a 200 entro il 2023. Un network che si avvale dell’HPC davinci-1, il supercomputer di Genova, un’infrastruttura nevralgica, progettata per unire le capacità del cloud con il supercalcolo, coniugando flessibilità operativa e potenza di elaborazione. Un percorso che vede Leonardo impegnata anche sul fronte della formazione dedicata ai giovani con l’obiettivo di contribuire alla nascita di una nuova generazione di professionisti Stem.

Nel 2021 sono state coinvolte oltre 900 scuole primarie e secondarie a livello nazionale, mentre più di 3.600 studenti hanno preso parte ai live talk promossi da Leonardo su tematiche tecnologiche. Circa 50 Stem Ambassador dell’azienda hanno realizzato oltre 30 tra corsi e contenuti digitali, orientati in particolare alle nuove tecnologie digitali o a tematiche di sostenibilità. Tra le iniziative di maggiore successo le Olimpiadi delle Stem che hanno visto la partecipazione attiva di circa 1.600 studenti. È in questo articolato contesto orientato all’innovazione e alla sostenibilità che si colloca l’Innovation Day, un evento dedicato, soprattutto, al talento che nasce dal cuore dell’azienda, che si riflette anche nell’aumento del 15% dei brevetti depositati nel 2021 rispetto all’anno precedente. Nel corso della manifestazione si è svolta la premiazione degli 11 team vincitori dell’Innovation Award a fronte di 831 progetti presentati, con una partecipazione complessiva di 2.500 dipendenti dell’azienda. L’iniziativa, giunta alla 16ª edizione, ha visto negli anni il coinvolgimento di 35.000 dipendenti Leonardo con 11.000 progetti presentati. Per l’edizione in corso, di particolare interesse, il progetto Origami, un design innovativo del piano di coda dell'elicottero: punte aerodinamiche che migliorano le prestazioni sia ad alta che a bassa velocità, riducendo al minimo gli inconvenienti e aumentandone significativamente la stabilità. È concepito come un kit di retrofit volto a sostituire le punte convenzionali e, allo stesso tempo, a preservare il corpo principale del piano di coda. Un punto chiave del progetto è l’applicabilità a diversi elicotteri evitando una riprogettazione completa del piano di coda. Di forte impatto innovativo anche il progetto Radar Processor on Chip che consiste nella realizzazione di una catena radar all’interno di un unico chip - con un importante risparmio nell’impiego di componenti - capace, per la notevole semplificazione dell’architettura, di offrire un importante vantaggio competitivo. La soluzione apre a sperimentazioni per altre tipologie di sensori ed è suscettibile di applicazioni anche al di fuori dell’ambito per cui è stata progettata. La soluzione - destinata a tutte le applicazioni che richiedono sensori a basso costo, facilmente installabili e trasportabili - ha una ricaduta diretta in termini di sostenibilità, grazie alla riduzione della potenza di emissioni di segnali elettromagnetici e all’ingombro, ridotto significativamente rispetto a un radar tradizionale.
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Si è svolto l'Innovation Day di Leonardo, evento dedicato al talento che ha visto la premiazione degli 11 vincitori dell’Innovation Award a fronte di 831 progetti presentati dai dipendenti dell'azienda dell'ad Alessandro Profumo. Rispetto al 2020 sono aumentati del 15% i brevetti depositati nel 2021. Crescono anche gli investimenti in ricerca e sviluppo, pari a 1,8 miliardi di euro.L’integrazione tra digitale e manifattura è la rotta dell’innovazione tracciata da Leonardo. Un percorso che va dalla ricerca interna ai nuovi modelli di business, dalle sinergie per l’open innovation alle nuove competenze, fino al ruolo chiave nell’indirizzare la formazione di una nuova generazione di professionisti Stem.Forte di un incremento degli investimenti in ricerca e sviluppo, pari a 1,8 miliardi di euro nel 2021, rispetto agli 1,6 miliardi del 2020 - cifra che colloca l’azienda al quarto posto in Europa nel settore A&D - Leonardo gioca un ruolo di primo piano sul fronte dell’innovazione di prodotto, di processo e di servizi con un obiettivo preciso: attuare una trasformazione sostenibile dei nuovi cicli tecnologici. L’Innovation Day, evento a cui hanno preso parte per Leonardo il presidente, Luciano Carta, l’amministratore delegato, Alessandro Profumo, il direttore generale, Lucio Valerio Cioffi, e il Chief technology and innovation officer, Franco Ongaro, ha rappresentato un momento di sintesi dei progressi messi in atto dall’azienda sul fronte dell’innovazione e attuati nella piena convergenza fra evoluzione tecnologica, digitalizzazione e sostenibilità, in linea con il piano strategico Be Tomorrow – Leonardo 2030. Una strategia dell’innovazione avvalorata dai numeri, a partire dalle 90 collaborazioni con università, politecnici e centri di ricerca, in Italia e nel mondo e ai 13 accordi quadro in essere. A questi dati si sommano i 44 PhD attivati nel 2021 nel Paese, con un impegno già sottoscritto a finanziarne oltre 80 entro il 2022.Tra le iniziative di open innovation più significative figurano la partecipazione, con Cdp (Cassa depositi e prestiti) ed Esa (Agenzia spaziale europea), ad acceleratori nei settori aeronautico e spazio, che hanno contribuito a rafforzare un processo di innovazione diffuso e aperto a contaminazioni esterne. Sul fronte dei nuovi modelli di business Leonardo ha recentemente dato vita alla Business innovation factory (Bif), realizzata in partnership con LVenture Group e ha inaugurato la Cyber & Security Academy, il centro di alta formazione che si avvale dell’esperienza maturata nella protezione cyber-fisica di infrastrutture critiche in oltre 150 Paesi nel mondo e nella continua attività di gestione delle minacce cibernetiche in diversi ambiti strategici. Una spinta all’innovazione che ha portato alla creazione, nel 2020, del network dei Leonardo Lab, moltiplicatori di innovazione integrati con le unità di ingegneria e sviluppo delle diverse aree tecnologiche. A oggi si contano 11 laboratori che operano in diversi centri in Italia e all’estero, di concerto con le unità industriali dell’azienda, dedicati alla R&S su tecnologie di frontiera con un forte orientamento alla sfera digitale. I Leonardo Lab vedranno 130 ricercatori inseriti entro il 2022, numero destinato a salire a 200 entro il 2023. Un network che si avvale dell’HPC davinci-1, il supercomputer di Genova, un’infrastruttura nevralgica, progettata per unire le capacità del cloud con il supercalcolo, coniugando flessibilità operativa e potenza di elaborazione. Un percorso che vede Leonardo impegnata anche sul fronte della formazione dedicata ai giovani con l’obiettivo di contribuire alla nascita di una nuova generazione di professionisti Stem. Nel 2021 sono state coinvolte oltre 900 scuole primarie e secondarie a livello nazionale, mentre più di 3.600 studenti hanno preso parte ai live talk promossi da Leonardo su tematiche tecnologiche. Circa 50 Stem Ambassador dell’azienda hanno realizzato oltre 30 tra corsi e contenuti digitali, orientati in particolare alle nuove tecnologie digitali o a tematiche di sostenibilità. Tra le iniziative di maggiore successo le Olimpiadi delle Stem che hanno visto la partecipazione attiva di circa 1.600 studenti. È in questo articolato contesto orientato all’innovazione e alla sostenibilità che si colloca l’Innovation Day, un evento dedicato, soprattutto, al talento che nasce dal cuore dell’azienda, che si riflette anche nell’aumento del 15% dei brevetti depositati nel 2021 rispetto all’anno precedente. Nel corso della manifestazione si è svolta la premiazione degli 11 team vincitori dell’Innovation Award a fronte di 831 progetti presentati, con una partecipazione complessiva di 2.500 dipendenti dell’azienda. L’iniziativa, giunta alla 16ª edizione, ha visto negli anni il coinvolgimento di 35.000 dipendenti Leonardo con 11.000 progetti presentati. Per l’edizione in corso, di particolare interesse, il progetto Origami, un design innovativo del piano di coda dell'elicottero: punte aerodinamiche che migliorano le prestazioni sia ad alta che a bassa velocità, riducendo al minimo gli inconvenienti e aumentandone significativamente la stabilità. È concepito come un kit di retrofit volto a sostituire le punte convenzionali e, allo stesso tempo, a preservare il corpo principale del piano di coda. Un punto chiave del progetto è l’applicabilità a diversi elicotteri evitando una riprogettazione completa del piano di coda. Di forte impatto innovativo anche il progetto Radar Processor on Chip che consiste nella realizzazione di una catena radar all’interno di un unico chip - con un importante risparmio nell’impiego di componenti - capace, per la notevole semplificazione dell’architettura, di offrire un importante vantaggio competitivo. La soluzione apre a sperimentazioni per altre tipologie di sensori ed è suscettibile di applicazioni anche al di fuori dell’ambito per cui è stata progettata. La soluzione - destinata a tutte le applicazioni che richiedono sensori a basso costo, facilmente installabili e trasportabili - ha una ricaduta diretta in termini di sostenibilità, grazie alla riduzione della potenza di emissioni di segnali elettromagnetici e all’ingombro, ridotto significativamente rispetto a un radar tradizionale.
«Gina Lollobrigida - Diva Contesa» (HBO Max)
Soprattutto, è un tentativo di capire cos'abbia segnato gli ultimi momenti della sua esistenza e cosa abbia portato all'esplosione mediatica di quel che, poi, è stato ribattezzato come vero «caso». La serie televisiva, tre episodi disponibili online a partire da venerdì 3 aprile, percorre veloce l'epoca dei fasti, quasi ad averne bisogno come contrappunto. Come alibi, come a dire che non è sempre stato così, che un'alternativa, una finestra in cui la Lollo sia stato altro, c'è stata, splendida e ampia. Gli esordi, il cinema, la consacrazione a diva. Poi, verso la fine, l'involuzione. E, nel mezzo, una riflessione sulla fama, gioie e dolori.
Gina Lollobrigida - Diva Contesa, pur restituendo un'immagine vivida dell'attrice, corre veloce fino agli anni precedenti la sua morte. Quelli in cui Javier Rigau, imprenditore spagnolo che si dice abbia frequentato la Lollo sin dal 1976, dai suoi quindici anni contro i quarantanove di lei, ha provato a vendersi come marito dell'attrice, cercando parimenti di allungare le mani sul suo patrimonio. Lo spagnolo, la cui esistenza è stata tenuta segreta fino al 2006, quando la diva ha reso nota l'intenzione di voler convolare a nozze, avrebbe sposato l'attrice per procura, il 29 novembre 2011. Avrebbe, perché la Lollobrigida in seguito ha dichiarato di non aver mai delegato le proprie funzioni.
Dunque, l'intervento di Papa Francesco, che nel 2019 ha chiesto alla Sacra Rota di annullare il matrimonio, definito inesistente. Rigau non avrebbe mai ricoperto il ruolo di marito. Eppure, negli anni, sarebbe riuscito a instaurare un ottimo rapporto con il figlio dell'attrice, Milko Skofic. Ed è con lui che, alla morte dell'amata, avvenuta il 16 gennaio 2023, ha polemizzato. La ripartizione dei beni della diva, stimati tra i dieci e i venti milioni di valore, sarebbe stata ingiusta. Di qui, la richiesta di avere oltre un milione di euro di eredità. Una richiesta giudicata folle e sconsiderata da Andrea Piazzolla, assistente di Gina Lollobrigida. Sono stati questi tre uomini, Rigau, Piazzolla e Skofic, a mettere in piedi il gran caso della diva contesa, ciascuno promettendo e strepitando di conoscerla meglio degli altri e di loro amarla. Sono stati loro ad accusarsi, reciprocamente, di plagio e ruberie, di truffa, senza però arrivare ad un dunque. Rigau, che da quel gennaio 2023 reclama il ruolo di vedovo ufficiale, è stato escluso dal testamento della Lollo, la quale ha deciso, invece, di lasciare metà del suo patrimonio al figlio, metà all'assistente.
Nulla di sindacabile, sulla carta. Peccato, però, che negli anni i beni dell'attrice si siano notevolmente ridotti. Quel tesoretto di dieci-venti milioni di euro, comprensivo dell'arcinota e magnifica villa sull'Appia Antica, è stato eroso, lasciando spazio a debiti e ombre. Piazzolla, nel frattempo, è stato condannato per aver sottratto alla diva parti consistenti del suo patrimonio, negli anni compresi fra il 2013 e il 2018. Ma la condanna non lo ha portato a perdere i propri diritti sul lascito della Lollobrigida, conteso come da titolo dello show.
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