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L'emendamento pro Ilva può diventare il «momento Tav» del governo giallorosso, con una nuova maggioranza in aula

Salva il collega, carabiniere prende 3 anni
iStock
Assurda sentenza contro un militare dell’Arma che ha sparato a un clandestino siriano sorpreso a rubare e che aveva aggredito un vicebrigadiere. E il giudice inasprisce persino la richiesta dell’accusa, che riteneva congrua una condanna a due anni e sei mesi.

È stato condannato in primo grado a tre anni il carabiniere della radiomobile di Roma che, nel settembre del 2020, mentre sventava un furto, aveva ucciso Jamal Badawi, delinquente siriano di 56 anni che doveva essere espulso già nel 2020. La Procura aveva chiesto due anni e sei mesi, ma per il giudice Claudio Politi della sezione decima del Tribunale di Roma la pena andava inasprita. Il vicebrigadiere Emanuele Marroccella, 44 anni, sposato con figli, originario di Napoli e residente ad Ardea, si sarebbe reso colpevole di «eccesso colposo nell’uso legittimo di armi». Ancora una volta, un appartenente alle forze dell’ordine subisce un processo ingiusto e una condanna eccessiva.

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«Se la Cgil finanzia il comitato del No non può più dire che non fa politica»
Gian Domenico Caiazza (Imagoeconomica)
Gian Domenico Caiazza, presidente di «Sì separa» della Fondazione Einaudi: «Sulla data del referendum si sta trovando una mediazione tra governo e Quirinale, probabile il 22-23 marzo. L’Anm strepita perché perderà potere».
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Il governo pressa i cinesi: fuori dal controllo di Pirelli o tagliamo i diritti di voto
(Getty Images)
Se Pechino resta nell’azionariato del gruppo degli pneumatici a marzo scatta il divieto di vendita sul mercato Usa. La Meloni è pronta a usare i poteri speciali.

C’è un momento, nella vita delle aziende globali, in cui la geopolitica smette di essere un concetto astratto e diventa una fattura da pagare. Per Pirelli quel momento ha una data precisa: marzo. Manca poco al momento in cui a Washington esporranno il cartello con scritto: vietato l’ingresso. Non un difetto di fabbrica, non un richiamo di sicurezza. Un problema legato al passaporto cinese dell’azionista di riferimento. E così il governo Meloni si ritrova con il piede sull’acceleratore dei poteri speciali e l’altro sul freno della diplomazia. Perché il messaggio che arriva da Washington non ammette interpretazioni creative: se Pechino resta dentro, Pirelli resta fuori. Fuori dal mercato Usa, fuori da un quinto dei ricavi.

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Berlino al buio per colpa degli ambientalisti
Berlino durante il blackout del 3 gennaio 2026 (Ansa)
Altro che pista russa e Putin: il sabotaggio della rete elettrica è stato rivendicato dai militanti di estrema sinistra (Vulkangruppe). In passato avevano danneggiato, sempre tramite incendi, gli stabilimenti di Tesla. La polizia denuncia: «Sottovalutati per decenni».

Non poteva mancare la «pista russa» nell’analisi che i servizi di sicurezza tedeschi stanno effettuando in merito al sabotaggio alla rete elettrica di Berlino, che all’alba dello scorso sabato ha lasciato senza corrente elettrica 45.000 famiglie e oltre 2.000 aziende.

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