L’Eliseo ha voglia di escalation. «A Kiev istruttori e caccia Mirage»

- Emmanuel Macron annuncia una «brigata francese» di soldati... ucraini. Mosca: «Provocatori, si preparano a entrare nel conflitto».
- Vladimir Putin: «L’Occidente vuole mantenere un ruolo egemone, ma gli sta sfuggendo».
Lo speciale contiene due articoli.
Il presidente francese Emmanuel Macron ha fatto un nuovo pericoloso passo verso una guerra e ha ammesso che «si passa ad un nuovo stadio» nei confronti della Russia che ha scatenato il conflitto contro l’Ucraina. In un’intervista in diretta concessa giovedì sera ai tg delle reti Tf1 e France 2, il leader parigino ha annunciato «la cessione di Mirage 2000-5», degli aerei da caccia «che permetteranno all’Ucraina di proteggere i propri cieli». Macron ha anche detto che a partire da quest’estate e per una durata dai «cinque ai sei mesi» dei «piloti ucraini saranno formati» in Francia. Oltre ai piloti arriverà al di là delle Alpi anche una brigata composta, parrebbe, da 4.500 soldati di Kiev, che Macron ha definito «brigata francese» (nonostante non contempli soldati transalpini). L’obiettivo è sempre quello di prepararli alla guerra e di «fornire loro munizioni e armi». Macron ha detto di non voler cadere in una forma di «escalation» ma, come detto, non ha escluso nessuna azione. Per lui, il «limite è fissato da ciò che fanno i russi».
Al presidente francese è stata chiesta una reazione al fermo di un cittadino francese, accusato di spionaggio, da parte delle autorità di Mosca. Il suo nome è Laurent Vinatier ed è un ricercatore di 48 anni. Macron ha detto che l’uomo non è «qualcuno che lavora per la Francia». Piuttosto, Vinatier è dipendente di «un’Ong svizzera fondata dall’ex segretario generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan, e che fa attività diplomatica». Ma, per le autorità russe, l’uomo ha «deliberatamente raccolto informazioni nell’ambito delle attività militari e tecnico-militari della Federazione russa» per diversi anni. Nel pomeriggio di ieri si è appreso che il fermo di Vinatier è stato trasformato in arresto fino al 5 agosto dopo che quest’ultimo si sarebbe dichiarato colpevole. Va ricordato che l’arresto è avvenuto pochi giorni dopo l’incarcerazione di un cittadino russo-ucraino che preparava delle bombe in un hotel vicino all’aeroporto Charles de Gaulle. Macron ha chiesto la «liberazione al più presto» del volontario.
La reazione di Mosca alle dichiarazioni macroniane non si è fatta attendere. Il leader francese «dichiara che la Francia è pronta a partecipare direttamente al conflitto militare in Ucraina», ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, aggiungendo che le dichiarazioni di Macron sono «molto, molto provocatorie, aggravano l’escalation nel continente e non portano a niente di positivo».
Poche ore dopo l’intervista di Macron, da Parigi sono arrivati altri segnali non proprio di pace visto che la capitale francese ha accolto in pompa magna il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Il leader di Kiev era arrivato in Francia per partecipare alle commemorazioni per l’ottantesimo anniversario dello sbarco in Normandia, svoltesi sempre nella giornata di giovedì 6 giugno. Ieri Zelensky ha tenuto un discorso davanti all’Assemblea Nazionale, la Camera bassa del parlamento francese. Il leader ucraino ha affermato che «non abbiamo il diritto di perdere» contro Vladimir Putin. Il capo dello Stato di Kiev ha lanciato un messaggio all’Alleanza Atlantica affermando che «è in Ucraina che si trova la chiave della sicurezza di tutta l’Europa» e che, per questo, «la frontiera orientale della Nato non può essere interrotta da una zona grigia fuori dall’alleanza». L’ingresso di Kiev nella Nato è essenziale per Zelensky perché «senza il controllo sull’Ucraina, la Russia resterà uno Stato nazionale normale, invece che un impero coloniale alla costante ricerca di nuovi territori». In conclusione, il presidente ucraino ha detto che «per la pace, ci vuole qualcosa in più». Dopo aver lasciato l’Assemblea Nazionale, Zelensky è stato accompagnato dal ministro della Difesa francese, Sébastien Lecornu, in una visita al quartier generale delle Forze Armate d’Oltralpe. Qui ha assistito alla firma di un documento da parte dei vertici di Knds, un gruppo franco-tedesco che produce armamenti. Con la firma è stata ufficializzata l’apertura di una filiale del gruppo in Ucraina. E proprio dalla Germania, sempre ieri, è arrivata un’allerta dal ministro della Difesa di Berlino, Boris Pistorius. Secondo lui «dobbiamo essere pronti alla guerra entro il 2029» e che «non dobbiamo dimenticare la nostra difesa e la nostra preparazione operativa».
Tornando all’intervista di Macron e all’intervento di Zelensky, va detto che le parole dei due presidenti hanno suscitato varie reazioni da parte di parlamentari e politici dei partiti di opposizione francesi. Il leader del Partito Comunista Francese (Pcf), Fabien Roussel, ha scritto su X che «impedire a Putin di vincere la guerra è ciò che ci deve unire». Tuttavia, secondo il capo del Pcf il parallelo fatto dal numero uno di Kiev con lo sbarco in Normandia conduce a fare un parallelo con la terza guerra mondiale «evocata dal presidente Zelensky» ma che «noi non vogliamo». Il deputato del partito di estrema sinistra La France Insoumise, Arnaud Le Gall, ha detto che la scelta francese di impegnarsi in Ucraina «merita un vero dibattito» invece che una semplice decisione di Macron.
Commentando l’intervista presidenziale sulla radio Rtl, ieri mattina, la fondatrice del Rassemblement National (Rn), Marine Le Pen, ha detto che «c’è la sensazione che Emmanuel Macron abbia voglia di una guerra».
Ieri sera si è conclusa anche in Francia la campagna per le elezioni europee. L’intervento tv di Macron non ha scaldato i cuori dei francesi. In effetti, l’ultimo sondaggio pubblicato colloca il partito macronista (14,5%) al secondo posto, tallonato dal Partito Socialista (13%) e sopraffatto dal Rn (33%).
Zelensky «Per poterci difendere dobbiamo colpire oltre confine»
All’indomani della cerimonia in ricordo dello sbarco in Normandia, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky invoca il D-day anche per l’Ucraina. Davanti al parlamento francese spiega che la Conferenza di pace in Svizzera per Kiev potrebbe segnare un inizio di svolta. «Un giorno, potremo vedere gli aerei nel cielo come in Normandia. Sentire che l’Ucraina resiste al male ha unito fra loro tante persone in Francia, i cuori francesi ci hanno augurato coraggio e io ringrazio le famiglie francesi. Possiamo contare sul vostro sostegno, sulle vostre armi, sulla vostra formazione». La conferenza, secondo Zelensky, potrebbe avvicinare l’Ucraina «alla fine della guerra». Una guerra che da tempo il presidente ucraino intende trasformare in un simbolo. «È in Ucraina che si trova la chiave per la sicurezza di tutta l’Europa. Noi», ha continuato, «possiamo certamente vincere questa battaglia. L’Ucraina, e quindi l’Europa. L’Europa, e quindi la Francia». È al presidente francese Emmanuel Macron, infatti, che si rivolge ringraziandolo per «non aver abbandonato l’Ucraina in un momento decisivo». Non solo Zelensky, anche il leader del Cremlino Vladimir Putin ieri ha parlato in occasione del Forum economico internazionale di San Pietroburgo. Concentrandosi, appunto, soprattutto sui temi economici. Subito ha attaccato l’Occidente, colpevole secondo lui di voler «mantenere un ruolo egemone, che però gli sta sfuggendo». «Nonostante tutti gli ostacoli e le sanzioni illegittime», spiega Putin, «la Russia rimane uno dei principali attori del commercio mondiale». Perchè «gli scambi commerciali con l’Asia sono in aumento e che quasi il 40% del commercio estero russo è ora in rubli, mentre la quota effettuata in dollari, euro e altre valute occidentali è diminuita». L’intenzione di Mosca è di aumentare la quota di transazioni effettuate nelle valute dei Paesi Brics e ridurre invece le importazioni creando una produzione competitiva e aumentando gli investimenti in capitale fisso del 60% entro il 2030. Il leader del Cremlino promette agli investitori privati che ci saranno misure importanti per incoraggiare le aziende ad entrare nel mercato azionario russo. Putin prevede anche che la quota delle esportazioni di prodotti russi diversi dagli idrocarburi aumenterà di due terzi entro il 2030. E per aggirare le sanzioni sui sistemi di pagamento, i Paesi Brics stanno lavorando alla creazione di un sistema di pagamenti indipendente che non sia sottoposto a pressioni politiche e sanzioni esterne. Per quanto riguarda l’apparato militare, il presidente russo ritiene che serva un «rapido rinnovamento tecnologico». Mentre sul tema armi assicura: «La Russia non sta brandendo le armi nucleari come una minaccia. L’uso di tali armi è possibile solo in casi eccezionali, che non si sono ancora verificati». Sul tema della fornitura di missili agli avversari dei Paesi occidentali ha spiegato che «non succederà domani». Infine, avverte: «Ammettere l’Ucraina nella Nato, in questo momento, non sarebbe saggio».Intanto mentre il Segretario di Stato Usa, Antony Blinken annuncia un nuovo pacchetto di aiuti militari per rafforzare le difese aeree dell’Ucraina, Zelensky dopo l’incontro avuto con il presidente americano Joe Biden a Parigi sui social scrive: «Per assicurare una protezione effettiva contro il terrorismo quotidiano della Russia, l’Ucraina deve essere in grado di colpire obiettivi militari in territorio russo».
Intano però in Italia sta per rientrare il sistema di difesa aerea Samp - T dal Kuwait e, anche se non si hanno conferme, l’ipotesi è che successivamente possa essere inviato in Ucraina. «Prossimamente», si legge, «il personale e il sistema d’arma rientreranno in Italia», fa sapere il comando operativo di vertice interforze. Il sistema di difesa sarà sottoposto alle operazioni di manutenzione in vista di un probabile impiego per il G7. Anche Mosca continua con gli spostamenti del suo arsenale militare. Mentre si attende che alcune navi arrivino ai Caraibi per un’esercitazione militare, un sottomarino a propulsione nucleare visiterà L’Avana la prossima settimana. «Nessuna delle navi trasporta armi nucleari, quindi il loro scalo nel nostro Paese non rappresenta una minaccia per la regione», ha affermato il ministero delle Forze Armate Rivoluzionarie di Cuba. Si tratta delle prime manovre condotte simultaneamente per cielo e per mare da Mosca nei Caraibi dal 2019. Sul campo le truppe russe continuano ad avanzare. Il ministero della Difesa di Mosca ha annunciato di aver conquistato il villaggio di Paraskovievka nella regione ucraina di Donetsk.






