
Caro Simone Venturini, le scrivo questa cartolina perché ho visto la sua prima mossa importante da sindaco di Venezia: vuole far pagare un biglietto da 50 euro a chiunque entri in città.
Insomma, prima la grande vittoria (alle elezioni) poi la grande stangata (ai turisti). Siccome mi sembra un’ottima ideami permetto di suggerire altri balzelli per scoraggiare i poveracci che si ostinano a venire in Laguna: 30 euro (ulteriori) per calpestare il suolo di piazza San Marco, 5 euro (ulteriori) per ogni ponte che si attraversa e 10 euro (ulteriori) per ogni gradino che si sale di Rialto. Insomma il messaggio dev’essere chiaro: a Venezia si entra solo col portafoglio pieno. Poi qualcuno te lo svuota. O i borseggiatori, o il Comune, chi lo sa.
So che lei è cresciuto nell’associazionismo cattolico e quindi sicuramente ricorderà il musical che tanto ha avuto successo sui papaboy. Si chiamava: Forza, venite gente. Lei si deve essere ispirato, ma lo ha cambiato in: Forza, venite ricchi. Ma sì, insomma, che cos’è quest’idea che le meraviglie del mondo, come Venezia, debbano essere a disposizione di tutti, persino a disposizione dei poveracci, degli operai, dei precari? Quelli fanno l’overtourism, il nuovo grande nemico da combattere a suon di ticket. Perché dev’essere chiaro una volta per tutte che il tourism, per non essere over, dev’essere riservato agli eletti. Ai danarosi. Quelli che possono permettersi la notte al Danieli, il pranzo all’Harry’s Bar e il caffè al Florian. Gli altri, pussa via. ‘Sti pezzenti. Pensano di venire a Venezia per ammirarne la bellezza senza fare nemmeno un po’ di shopping, come si permettono?
Mi conforta anche il fatto che lei sia giovane, appena 38 anni, e che sia stato festeggiato, meno di un mese fa, come il nuovo volto vincente del centrodestra. Giorni e giorni di trionfo, interviste a reti unificate, applausi e cori da stadio. Lei è stato bravissimo: ha tirato su il morale a una coalizione che era uscita piuttosto scossa dal referendum sulla giustizia. E con la sua bravura ha dimostrato che il centrodestra sa e può ancora vincere. E vince per fare cosa? Ovvio: una bella stangata. Cioè per aumentare il ticket per entrare a Venezia da 5-10 euro, com’è oggi, fino a 50 euro. Non è meraviglioso? Ma certo, alla sua prima mossa importante, lei indica al centrodestra la via: basta con le avventure, è l’ora dei Venturini. Più tasse per tutti. Almeno, per cominciare, per tutti i turisti.
Nato a Marghera il 1° ottobre 1987, diploma al liceo scientifico, laurea in giurisprudenza a Padova, consigliere comunale dall’età di 22 anni, lei è stato per quasi dieci anni assessore nella giunta Brugnaro, di cui è stato indicato come «delfino». Definizione che non le piace e che, in effetti, non le si addice. Meglio «pesce siluro» considerato il colpo basso che ha tirato a chiunque entri in città. Scout e cattolico, da sempre vicino alla Chiesa, ha detto di aver scelto la carriera di amministratore rinunciando ad un posto fisso in Regione. Le fa onore, anche se molti pensano che lei punti in futuro alla grande politica nazionale. Da Roma, in effetti, già la guardano con interesse. Subito dopo la sua vittoria elettorale, per esempio, Giorgia Meloni le ha telefonato promettendole di venirla a trovare a Venezia. Ma ci viene un dubbio: che ticket farà pagare alla premier?






