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L’attacco Usa all’Iran è sempre più vicino

L’attacco Usa all’Iran è sempre più vicino
Ansa
Gli Stati Uniti hanno ritirato il proprio personale dalle basi militari in Medio Oriente, dopo che Teheran aveva fatto sapere che le avrebbe prese di mira come rappresaglia. La Nobel per la pace Shirin Ebadi chiede «azioni mirate» contro Khamenei.

Mentre proseguono le manifestazioni antigovernative in Iran, la tensione in Medio Oriente continua a salire. Ieri, un funzionario di Teheran ha affermato che, in caso di atto bellico da parte di Washington contro la Repubblica islamica, le basi statunitensi in Arabia Saudita, Emirati arabi e Turchia «saranno attaccate». Gli stessi pasdaran hanno minacciato una risposta «decisa». È in questo clima che, sempre ieri, gli americani e i britannici hanno ritirato una parte del loro personale di stanza nella base aerea di Al Udeid, in Qatar. «Date le persistenti tensioni regionali, la missione statunitense in Arabia Saudita ha consigliato al proprio personale di esercitare maggiore cautela e limitare i viaggi non essenziali verso qualsiasi installazione militare nella regione. Raccomandiamo ai cittadini americani nel Regno di fare lo stesso», ha inoltre dichiarato l’ambasciata statunitense a Riad. La stessa Farnesina ha invitato i nostri connazionali in Iran a lasciare il Paese. Mentre il G7 si è detto pronto a varare nuove sanzioni contro Teheran.

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Steve McCurry in mostra a Parma
Agra, Utar Pradesh, India, 1999 ©Steve McCurry

Dall’India alla Cambogia, dall’Afghanistan al Pakistan, sino a 12 aprile 2026 le sale di Palazzo Pigorini a Parma ospitano una grande mostra dedicata Steve McCurry, nome importante della fotografia contemporanea. Fra ritratti, paesaggi e squarci di vita quotidiana, esposte le immagini più belle realizzate in ogni angolo del mondo in oltre quarant’anni di carriera.

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Casanova era pazzo delle ostriche. E paragonava le femmine ai ragù
Nel riquadro, un ritratto di Giacomo Casanova (IStock)
Il grande seduttore veneziano fu un palato libero: passava con disinvoltura dalle bettole alle tavole nobiliari. Grandissimo divoratore di riso, il cibo faceva da sfondo decisivo ai divertimenti e alle sue conquiste amorose.
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Come raccontato dal vicedirettore Francesco Borgonovo a Tivù Verità, nuovo scontro nel caso della famiglia nel bosco: l’assistente sociale ha denunciato per violenza privata gli avvocati dei Trevallion. Intanto la garante dell’infanzia Marina Terragni replica duramente ai servizi sociali e parla di segnali di disagio nei bambini.
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L’atelier delle donne vittime di violenza. Dove gli abiti «feriti» avvolgono la dignità
Kulsum Shadab Wahab, fondatrice di Ara Lumiere, tra i capi della collezione «Wounds of Gold»
Il brand Ara Lumiere presenta la collezione «Wounds of Gold». Ogni capo è un racconto di rinascita e di ritrovata indipendenza.

Per la stagione Fall/Winter 2026-2027, il brand di moda sostenibile Ara Lumiere presenta «Wounds of Gold», una collezione che esplora il potere trasformativo dell’abbigliamento e restituisce al corpo il suo valore simbolico, estetico e identitario. Più che una semplice proposta stagionale, il progetto si configura come una dichiarazione culturale: un racconto di resilienza, memoria e rinascita che prende forma attraverso la sartorialità. Alla guida del marchio c’è Kulsum Shadab Wahab, filantropa ed executive director della Hothur Foundation.

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