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L’attacco Usa all’Iran è sempre più vicino

L’attacco Usa all’Iran è sempre più vicino
Ansa
Gli Stati Uniti hanno ritirato il proprio personale dalle basi militari in Medio Oriente, dopo che Teheran aveva fatto sapere che le avrebbe prese di mira come rappresaglia. La Nobel per la pace Shirin Ebadi chiede «azioni mirate» contro Khamenei.

Mentre proseguono le manifestazioni antigovernative in Iran, la tensione in Medio Oriente continua a salire. Ieri, un funzionario di Teheran ha affermato che, in caso di atto bellico da parte di Washington contro la Repubblica islamica, le basi statunitensi in Arabia Saudita, Emirati arabi e Turchia «saranno attaccate». Gli stessi pasdaran hanno minacciato una risposta «decisa». È in questo clima che, sempre ieri, gli americani e i britannici hanno ritirato una parte del loro personale di stanza nella base aerea di Al Udeid, in Qatar. «Date le persistenti tensioni regionali, la missione statunitense in Arabia Saudita ha consigliato al proprio personale di esercitare maggiore cautela e limitare i viaggi non essenziali verso qualsiasi installazione militare nella regione. Raccomandiamo ai cittadini americani nel Regno di fare lo stesso», ha inoltre dichiarato l’ambasciata statunitense a Riad. La stessa Farnesina ha invitato i nostri connazionali in Iran a lasciare il Paese. Mentre il G7 si è detto pronto a varare nuove sanzioni contro Teheran.

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Con la separazione delle carriere più risorse per le cause civili
iStock
Il processo penale finora ha fatto incetta di fondi. Un Csm di soli giudici darà finalmente la giusta attenzione alle controversie che interessano da vicino molti cittadini e imprese, come divorzi, licenziamenti o sfratti.

Vi è il serio rischio che il voto sul referendum si concluda con la vittoria del No. Il dibattito sulla riforma costituzionale è, infatti, degenerato in un dibattito pro o contro il governo dove i detrattori della riforma sostengono che quest’ultimo intende limitare l’indipendenza della magistratura, non soltanto dei pm, ma di tutta la magistratura. E chi, invece, sostiene le ragioni del Sì, anche tra i componenti del governo (vedasi alla voce Carlo Nordio) sovente attacca o delegittima la magistratura o il Csm, tanto da obbligare il presidente Sergio Mattarella a intervenire invocando toni più distesi.

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Torna a salire la tensione tra Pakistan e Afghanistan
Un funzionario della sicurezza talebano di guardia a un posto di blocco vicino al confine tra Pakistan e Afghanistan a Toorkham (Ansa)

È tornata a salire la tensione tra Kabul e Islamabad. Giovedì sera, i talebani hanno lanciato degli attacchi contro le postazioni di confine pakistane.

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Putin piange Khamenei lo «statista»
Vladimir Putin (Ansa)
La Russia perde un ennesimo pezzo del sistema di alleanze, Pechino teme per il greggio. La Nato riposiziona le forze, dall’Ue aria fritta. Il Papa: «Stop alla spirale di violenza».
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Trump innesca la faida tra islamici: «Riad lo ha spinto ad attaccare»
Donald Trump (Ansa)
Altre rappresaglie sui Paesi del Golfo, anche se Teheran invoca la de-escalation. La resa dei conti tra sunniti e sciiti allarma Erdogan, alleato dell’Iran. Trump ha fretta di chiudere: «Siamo in anticipo, parlerò al regime».

«L’Iran avrebbe avuto l’arma nucleare fra due settimane senza i nostri attacchi alle sue installazioni». Donald Trump, ieri, ha affidato a Fox news un primo bilancio dell’operazione Epic fury, costata già la vita a tre militari americani, ma che il presidente considera «in anticipo sui tempi previsti». Se sia vero, lo capiremo presto. Per l’equazione della guerra lampo, è dirimente una variabile: le scintille nel mondo islamico si trasformeranno o meno in un incendio?

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