2025-03-26
Nel kit di sopravvivenza Ue spunta il contante: «le carte di credito non valgono più nulla»
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Lo mostra in un video il Commissario europeo per la parità, la preparazione e la gestione delle crisi Hadja Lahbib.
Lo mostra in un video il Commissario europeo per la parità, la preparazione e la gestione delle crisi Hadja Lahbib.
Nathan Trevallion ha visitato una nuova casa dove potrebbe trasferirsi prossimamente insieme alla moglie Catherine, che da venerdì scorso è tornata nella casa nel bosco dopo la decisione del tribunale per i minorenni dell'Aquila di allontanarla dalla casa famiglia dove sono ospitati i loro tre figli.
A rivelarlo è stato Armando Carusi, ristoratore e imprenditore di Ortona, che ha offerto in comodato d’uso gratuito il proprio B&B alla famiglia nell’attesa di una decisione sul ritorno dei bambini.
«Con Nathan e il sindaco siamo andati a vedere la casa nuova che il Comune ha messo a disposizione già da un po’» – dice Carusi. Devo dire che Nathan è rimasto molto contento. È una casa nuova, stupenda, isolata, vicina al bosco e a dieci minuti dal loro casolare. Il contratto stipulato con loro per il mio B&B, peraltro, scade a fine mese».
Dicono che sia stato promosso. Effettivamente fra il Vaticano a Roma e la diocesi di Lodz in Polonia non c’è partita. Accompagnato dalle sinfonie degli amici (dalle quali traspare una certa, sospetta malinconia), Konrad Krajewski noto come «cardinal Bolletta» si appresta a oltrepassare le Mura Leonine per tornare a casa. L’Elemosiniere di papa Francesco è stato nominato da Leone XIV arcivescovo metropolita della quarta città polacca, dov’era nato 62 anni fa. È molto giovane per lasciare il cuore del cristianesimo con biglietto solo andata, ma davanti a certe «promozioni» non si può dire di no. Al suo posto, nella stretta cerchia del pontefice, entra il monsignore spagnolo Luis Marín de San Martín, sottosegretario della Segreteria del Sinodo, moderato, molto amico del Papa e agostiniano come lui.
La mossa è sorprendente e conferma il metodo Prevost, la volontà del Santo Padre di riequilibrare i poteri all’interno della Chiesa con discrezione e passo felpato, dopo la lunga ricreazione turbo-progressista dell’era Bergoglio. Krajewski non è un cardinale qualsiasi: nel 2005 fu uno dei pochi ammessi nella camera di papa Wojtyla al momento della morte e aiutò i tre infermieri a vestirlo. È stato nell’Ufficio delle celebrazioni liturgiche del pontefice, arcivescovo di Benevento, cerimoniere con Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. Don Corrado, come lo chiamano tutti, non era mai stato un prete ribelle. Poi è diventato il braccio destro di Francesco come Elemosiniere. Una voce ascoltata nel cerchio magico, colui che ne interpretava lo stile e aveva il mandato di concretizzarne la filosofia: pauperismo oltre la carità, marketing mediatico oltre la discrezione. Non essendo gesuita, l’alto prelato polacco avvertiva la necessità di farsi accettare e più volte ha oltrepassato il confine della moderazione e del riserbo per dimostrare di essere all’altezza del compito.
Quando, nel maggio 2019, decise di calarsi in un vano dello stabile romano occupato in via di Santa Croce in Gerusalemme per riattaccare la corrente che era stata tolta per morosità (300.000 euro) dall’ente proprietario (l’Inpdap), in Vaticano il gesto di disobbedienza da centro sociale rimase sotto il pelo dell’acqua solo per spirito di colleganza e perché Francesco ci rise sopra. Ma le pietre della Santa Sede hanno buona memoria e ora lui sarà costretto a mettere in valigia anche pinze e cacciaviti. Si giustificò dicendo: «È stato un gesto disperato». Ma quel quadro elettrico fu percepito come una scelta di campo politica. Krajewski lasciò il suo biglietto da visita e disse che le bollette le avrebbe pagate lui; non accadde e non fu mai denunciato. Il gesto da Robin Hood improvvisato ha avuto delle conseguenze: oggi il Leonka romano occupato dal 2013 (9 piani, 450 abusivi) è un simbolo della sinistra gruppettara, impossibile da liberare. Lo Stato italiano è stato condannato a pagare 21 milioni di risarcimento alla società «Investire» per non averlo sgomberato. E quell’alleanza nell’illegalità del cardinale con lo Spin time labs e con il movimento Action guidato dall’ex consigliere comunale Andrea Lanzetta detto Tarzan, aprì la stagione onlus della Chiesa, applaudita da una parte politica ben precisa.
Da Elemosiniere, Krajewski si è segnalato per numerose iniziative umanitarie derivanti dal ruolo: l’aiuto diretto ai poveri e ai senzatetto della Capitale, l’organizzazione di mense per gli indigenti. Ha lasciato il suo appartamento a una famiglia di profughi siriani. Era una presenza instancabile nelle missioni all’estero, soprattutto nell’Ucraina occupata. Organizzava i convogli, guidava personalmente uno dei camion, affiancato dal compagno di avventure cardinal Michael Czerny. Nel settembre 2022, durante un viaggio a Zaporizhzhia, la carovana umanitaria è stata coinvolta in una sparatoria ma nessuno è rimasto ferito.
Gentile nell’approccio ma plateale nelle azioni, accusato all’interno di scarsa prudenza, non poteva entrare in sintonia con Leone XIV. Il cardinal Bolletta porta con sé un’altra colpa: non aver protetto papa Francesco dalla cricca di Luca Casarini, un vecchio arnese extraparlamentare, un mangiapreti che gestiva la locanda dello Sbirro Morto. L’allegra compagnia era entrata nelle sacre stanze per farsi finanziare con l’obolo dei fedeli (due milioni) le missioni di Mediterranea saving humans nella stagione della deificazione delle Ong.
Le intercettazioni dell’inchiesta della Procura di Ragusa rimangono una ferita aperta per la Santa Sede. E quando Casarini - accusato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina - scrive in una chat «O riuscivamo a fare ’sta roba per pagare l’affitto di casa e la separazione, oppure mi me dovevo andare a lavorar in un bar», a Krajewski dev’essere venuto un mancamento. Perché a sponsorizzare la creativa raccolta fondi, e con il grado più alto, c’era lui, l’Elemosiniere.
Gli è andata meglio con Open Arms, involontariamente scagionato da don Mattia Ferrari, il cappellano di bordo di Mediterranea. In una conversazione rivelò: «Quando papa Francesco ha pagato Open Arms (la nave per cui Matteo Salvini è finito sotto processo a Palermo, ndr), i fondi non erano passati per Krajewski ma erano arrivati direttamente da lui». In seguito, con il supporto del presidente della Cei, Matteo Zuppi, il cardinale polacco avrebbe aperto al medesimo Casarini (neanche fosse un apostolo ritrovato) le porte della Conferenza episcopale come testimonial di carità cristiana. Ora don Corrado torna a Lodz, dove aveva cominciato da vicario. Però è stato promosso.
Con Paolo Gambi facciamo il punto sulla situazione dei piccoli Trevallion dopo la visita della garante per l'infanzia nella casa famiglia di Vasto.

