La Polonia «risarcisce» Scruton
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Il governo di Varsavia ha conferito al filosofo inglese la sua massima onorificenza Il premio arrivato a poche settimane dalla sua epurazione ideologica in patria.

Roger Scruton – docente, pubblicista e conferenziere, nonché importante filosofo inglese, moderno erede del conservatorismo di Edmund Burke – è stato insignito dal governo polacco della massima onorificenza per uno straniero: la gran croce dell’ordine al merito della Repubblica. A volerlo è stato proprio il presidente polacco Andrzej Duda che si è detto «felice di premiare l’impegno intellettuale di Scruton a sostegno della liberazione del nostro paese dalla morsa comunista e la difesa dei valori cristiani oggi minati dalle false ideologie moderne». Scruton, infatti, che assistette in gioventù agli eccessi del maggio francese, in seguito contribuì a creare una rete accademica clandestina, d’ispirazione antitotalitaria e religiosa, dietro la cortina di ferro (motivo per cui già nel 1998 venne insignito della medaglia al merito della Repubblica Ceca dal presidente Václav Havel).

L’onorificenza polacca, resa nota simbolicamente durante i festeggiamenti per i trent’anni dalle prime elezioni democratiche in Polonia, segue al recente allontanamento di Scruton da un’agenzia statale inglese. Il governo, che l’aveva assunto con tutti gli onori, l’ha subito rimosso in seguito ad alcune sue dichiarazioni sul finanziere George Soros, accusato da Scruton «di avere istituito un vero e proprio impero del male, volto a rovesciare i governi che non si adeguano al politically correct, propagando nel mondo dei valori antireligiosi, nemici del sacro vincolo tra uomo e donna, e a solo favore dell’immigrazione, presupposto dell’islamizzazione dell’Occidente».

Roger Scruton non è nuovo a simili zuffe condotte con uno stile diretto (e chi volesse approfondirne la conoscenza legga tra i tanti suoi titoli Essere conservatore o Il bisogno di nazione o Il volto di Dio). Per esempio assai note sono le sue posizioni sui diritti degli animali – «sempre subordinati a quelli degli uomini» – e l’omosessualità – definita «una tendenza innaturale» – o l’islamofobia – ossia «un’invenzione dei musulmani per inibire chi li critica» – tutte tesi argomentate con il caratteristico piglio mordace e controcorrente.

L’iniziativa polacca, manco a dirlo, è stata subito bollata dalla stampa progressista inglese come un «gesto di fratellanza sovranista» e – con minor gusto e fair play – anche come la «ricompensa di un governo xenofobo a un fiancheggiatore estremista». Forse la sinistra inglese non ha ancora digerito uno degli ultimi libri di Scruton, da molti considerato il suo capolavoro di pensiero e polemica: Fools, Frauds and Firebrands: Thinkers of the New Left (ovvero reso alla lettera Buffoni, ciarlatani e scalmanati: i pensatori della nuova sinistra). Il volume è già stato tradotto nei maggiori paesi d’Europa, ma difficilmente arriverà in Italia dove ancora soffriamo di astigmatismo culturale di sinistra. In questo saggio, insieme accurato e vivace, Scruton rivede le bucce ai pensatori che più hanno influenzato la moderna sinistra (ne ha per tutti da Michel Foucault a Jürgen Habermas, da György Lukács a Jean-Paul Sartre, da Jacques Derrida a Slavoj Zizek). Tali pensatori, con le loro teorie tanto luccicanti quanto alla fine inconcludenti e arzigogolate, di fatto hanno solo sviato la sinistra, persuadendola ad abbandonare i poveri, cioè il grande tema della giustizia sociale, per inseguire e blandire le minoranze più assurde.

Una sostituzione ideologica che – secondo Scruton – ha generato tutti i mali politici odierni, mettendo il mondo dei valori sottosopra. Anzi è per tale oblio del suo compito elettivo che la sinistra perde e continuerà a perdere nell’agone politico. Insomma, più che i sovranisti, Scruton dovrebbero leggerlo (o meglio mandarlo a memoria) proprio Nicola Zingaretti e i compagni del Pd. Qualcuno però dovrebbe tradurlo loro in italiano: chissà forse ci penserà l’editrice Altaforte, sempre che questi onorevoli signori non la imbavaglino prima.

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