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«La mia sposa? Romantica e femmina. Vestirò Grimaldi e Battaglia per il sì»

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«La mia sposa? Romantica e femmina. Vestirò Grimaldi e Battaglia per il sì»
Tenor
  • Il wedding planner Enzo Miccio pronto a organizzare il matrimonio Vip e a presentare la sua collezione: «Sarà per donne che all'altare vogliono sentirsi super belle, con silhouette che ne esaltino il corpo ma senza essere eccessive».
  • L'abito bianco a nozze con il glamour. Dal 5 all'8 aprile, a Milano, oltre 200 collezioni a Sì Sposaitalia, con sfilate di dieci brand. Tra gli eventi una mostra con capi unici delle star, da Lady Gaga a Beyoncé e Madonna.
  • Nel paese delle meraviglie di Atelier Emé il vestito da sposa si trasforma per adattarsi a ogni esigenza. Alla sfilata ospiti d'eccezione Belen e Stefano De Martino.
  • Dal giro in spider al castello millenario: cinque proposte per il giorno più romantico della propria vita. In Italia l'amore si celebra in dimore che sono state palcoscenico di grandi coppie della storia del Paese o passeggiando per giardini con migliaia di rose.

Lo speciale comprende quattro articoli e due gallery fotografiche.

Fiano vede «nero» e diventa un censore. Vanno bene solo i dogmi progressisti
Emanuele Fiano (Ansa)
L’ex deputato pd chiede di boicottare un editore ospite alla fiera patrocinata da Gualtieri e «reo» di avere un catalogo di destra.

Per architettare una censura coi fiocchi bisogna avere un prodotto «nero» ed etichettarlo con la dicitura «neofascista» o «neonazista». Se poi scegli un ebreo (si può dire in questo contesto oppure è peccato?) che è stato pure censurato come testimonial, hai fatto bingo. La questione è questa: l’ex parlamentare Pd, Emanuele Fiano, che già era passato alla cronaca come bersaglio dei pro Pal colpevoli di non averlo fatto parlare all’Università Ca’ Foscari di Venezia e contro il quale qualche idiota aveva mimato la P38, sta premendo per censurare una casa editrice colpevole di pubblicare dei libri pericolosi perché di destra. Anzi, di estrema destra.

«Un’ora da incubo nella macelleria islamica»
Un frame del video dell'aggressione a Costanza Tosi (nel riquadro) nella macelleria islamica di Roubaix
Giornalista di «Fuori dal coro», sequestrata in Francia nel ghetto musulmano di Roubaix.

Sequestrata in una macelleria da un gruppo di musulmani. Minacciata, irrisa, costretta a chiedere scusa senza una colpa. È durato più di un’ora l’incubo di Costanza Tosi, giornalista e inviata per la trasmissione Fuori dal coro, a Roubaix, in Francia, una città dove il credo islamico ha ormai sostituito la cultura occidentale.

La Consulta calpesta le forze dell’ordine: «Picchiare un agente non è sempre grave»
Scontri fra pro-Pal e Polizia a Torino. Nel riquadro, Walter Mazzetti (Ansa)
La tenuità del reato vale anche se la vittima è un uomo in divisa. La Corte sconfessa il principio della sua ex presidente Cartabia.

Ennesima umiliazione per le forze dell’ordine. Sarà contenta l’eurodeputata Ilaria Salis, la quale non perde mai occasione per difendere i violenti e condannare gli agenti. La mano dello Stato contro chi aggredisce poliziotti o carabinieri non è mai stata pesante, ma da oggi potrebbe diventare una piuma. A dare il colpo di grazia ai servitori dello Stato che ogni giorno vengono aggrediti da delinquenti o facinorosi è una sentenza fresca di stampa, destinata a far discutere.

L’imam di Torino tifa per i terroristi. Il vescovo e la Cgil: «Non va espulso»
Mohamed Shahin (Ansa). Nel riquadro, il vescovo di Pinerolo Derio Olivero (Imagoeconomica)
Per il Viminale, Mohamed Shahin è una persona radicalizzata che rappresenta una minaccia per lo Stato. Sulle stragi di Hamas disse: «Non è violenza». Monsignor Olivero lo difende: «Ha solo espresso un’opinione».

Per il Viminale è un pericoloso estremista. Per la sinistra e la Chiesa un simbolo da difendere. Dalla Cgil al Pd, da Avs al Movimento 5 stelle, dal vescovo di Pinerolo ai rappresentanti della Chiesa valdese, un’alleanza trasversale e influente è scesa in campo a sostegno di un imam che è in attesa di essere espulso per «ragioni di sicurezza dello Stato e prevenzione del terrorismo». Un personaggio a cui, già l’8 novembre 2023, le autorità negarono la cittadinanza italiana per «ragioni di sicurezza dello Stato». Addirittura un nutrito gruppo di antagonisti, anche in suo nome, ha dato l’assalto alla redazione della Stampa. Una saldatura tra mondi diversi che non promette niente di buono.

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