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«La mia cura è democratica. Per questo mi danno contro»

«La mia cura è democratica. Per questo mi danno contro»
Giuseppe De Donno
Lo pneumologo di Mantova Giuseppe De Donno: «La terapia con il plasma costa poco, funziona benissimo non fa miliardari. E io sono un medico di campagna, non un azionista di Big Pharma».
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L’Italia: «Il motore Roma-Berlino c’è, nessuno però si senta lasciato fuori»
Ursula von der Leyen (Ansa)
Ad Alden Biesen il presidente del Consiglio indica la priorità: «Concentriamoci sui prezzi dell’energia». E invita Parigi a collaborare sulla competitività. Ursula von der Leyen: «Presenterò la road map sul mercato unico».

Nessuna decisione, se non l’avvio di una roadmap per chiudere un mercato unico europeo entro la fine del 2027. Queste le conclusioni del vertice informale Ue sulla competitività di Alden Biesen, vicino a Maastricht, nei Paesi Bassi. Più interessante politicamente il pre-summit che si è tenuto tra 20 nazioni convocate da Italia e Germania. Oltre alle nazioni organizzatrici e al presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, c’erano Slovacchia, Ungheria, Polonia, Danimarca, Bulgaria, Lussemburgo, Finlandia, Croazia, Belgio, Cipro, Francia, Austria, Repubblica Ceca, Olanda, Romania, Grecia e Svezia.

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Gianluigi Paragone commenta i fatti scottanti della tv pubblica: dalla telecronaca contestata di Petrecca durante la cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali fino alla gogna mediatica che ha investito il comico Andrea Pucci, che avrebbe dovuto co-condurre una serata di Sanremo insieme a Carlo Conti.

Schlein, maxi balla sulla sentenza CasaPound
Elly Schelin (Ansa)
Il segretario dem: «Il tribunale di Bari ha stabilito che ha tentato di riorganizzare il partito fascista violando la Costituzione e la legge Scelba: ora il movimento va sciolto». Ma non è vero: i militanti sono stati condannati per lesioni e per un reato meno grave.

Nel vecchio Partito comunista italiano, composto da dirigenti seri, un corto circuito come quello di ieri non sarebbe mai potuto accadere. Per tutto il giorno i rappresentanti del campo progressista hanno inneggiato alla sentenza storica che certificava la ricostituzione del partito fascista operata in quel di Bari da una banda di (presunti sino al terzo grado di giudizio) sciamannati picchiatori. Una notizia che per questi esimi leader, privi evidentemente di consiglieri capaci di comprendere il dispositivo di una sentenza, attestava la rinascita del partito mussoliniano sotto le insegne di CasaPound (gli imputati nel processo barese sono in gran parte membri dell’associazione di estrema destra).

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Il Csm mette Emiliano nel freezer
Michele Emiliano (Ansa)
Il Consiglio superiore non ha ancora dato via libera alla sua nomina a consulente giuridico del governatore Antonio Decaro. In ballo c’è una poltrona da 130.000 euro l’anno.

Michele Emiliano s’era apparecchiato un (finale?) di carriera di tutto rispetto. Scaduto da governatore, inviso dal neo presidente della Puglia, Antonio Decaro, l’esponente dem era riuscito a strappare al suo successore il ruolo di «consulente giuridico». Una lauta poltrona dai contorni lavorativi non proprio nitidissimi ma con un’imbottitura da 130.000 euro l’anno. Non male come paracadute per chi sognava di correre per un terzo mandato ma che è stato spodestato proprio dall’erede (politico).

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