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«La mia cura è democratica. Per questo mi danno contro»

«La mia cura è democratica. Per questo mi danno contro»
Giuseppe De Donno
Lo pneumologo di Mantova Giuseppe De Donno: «La terapia con il plasma costa poco, funziona benissimo non fa miliardari. E io sono un medico di campagna, non un azionista di Big Pharma».
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La vera prevenzione al di là di Big Pharma
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Quattro esperti indicano la via per aggiustare le derive nefaste della medicina: si è ridotto tutto a farmaci ed esami strumentali (spesso sbagliati o inutili), dicono, ignorando fattori decisivi come lo stile di vita, l’alimentazione e l’infiammazione cronica.

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La Ue ha spalancato le porte e adesso la Tunisia produrrà più olio d’oliva dell’Italia
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Dopo i dazi zero per aiutare i contadini di Tunisi, ecco la beffa: lo Stato nordafricano sale al secondo posto, dietro la Spagna, ed è pronto a invaderci di alimenti low cost.

Non è petrolio, ma gli assomiglia: è l’oro verde e sta scatenando una «guerra» commerciale nel Mediterraneo innescata dalla miopia dell’Ue e dalla concorrenza sleale che è tollerata dalla Commissione europea. A cui si aggiunge un cinismo di corto respiro dei nostri operatori. Nei governatorati di Sidi Buzid e Karuian dove è stata implementata sull’esempio e con capitale spagnolo la coltura iperintensiva, nella zona di Djerba e Sfax dove ancora lavorano gli antichi frantoi è tempo di raccolta delle olive. La Tunisia diventa il secondo produttore mondiale di olio d’oliva: mezzo milione di tonnellate spremute dalla raccolta di cento milioni di alberi piantati su due milioni di ettari. È olivicoltura di pianura a costi molto bassi. La Tunisia ha deciso di fare dell’olio il suo petrolio. Due settimane fa i ministri del Turismo e dell’agricoltura hanno varato un piano per creare a Chaâl, Enfidha e Biserta itinerari e ospitalità legate all’oleo-turismo. Nonostante questo boom l’Ue mantiene intatto l’accordo che consente alla Tunisia di esportare in Europa a dazio zero il 12% della sua produzione fino a 57.000 tonnellate. Ma è un limite facilmente aggirabile perché se l’olio che entra in Europa è destinato alla riesportazione non ci sono limiti.

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Dimmi La Verità | Santomartino: «Il punto sulla situazione internazionale a partire dall'Ucraina»

Ecco #DimmiLaVerità del 2 gennaio 2026. Con il generale Giuseppe Santomartino facciamo il punto sulla situazione internazionale a partire dall'Ucraina.

I disastri naturali uccidono sempre meno
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Secondo l’Università di Lovanio, il 2025 è stato l’anno con il numero inferiore di morti per via di eventi meteo estremi: 0,8 decessi ogni 100.000 persone. Eppure l’Ue insiste con il cambiamento climatico e le norme green che penalizzano imprese e consumatori.

Da ieri è pienamente operativo il Cbam, ovvero il meccanismo di adeguamento delle emissioni di carbonio alle frontiere. Funzionerà più o meno così: chi farà entrare nell’Unione europea prodotti ad alta intensità di CO2 - acciaio, alluminio, cemento, fertilizzanti, elettricità e idrogeno - è obbligato a comprare certificati da pagare in base al prezzo del carbonio applicato nel mercato europeo tramite i cosiddetti Ets, un complicato sistema di scambio delle quote di emissione. Sulla carta, questo nuovo assetto dovrebbe consentire alle aziende europee di subire meno la concorrenza degli stranieri che non sono costretti a subire le gabelle green che gravano sulle aziende europee. Ma presenta una serie di cortocircuiti di cui La Verità, in particolare con Sergio Giraldo, si è già largamente occupata. Di fatto, viene imposta una tassa - gli Ets - che rende i produttori europei meno competitivi. Con la scusa di risarcire almeno in parte le aziende da quell’esborso, si introduce un dazio (il Cbam) che va a pesare su chi importa ma anche, ovviamente, sui consumatori. Tuttavia a tale risarcimento avranno accesso solo le aziende che rispetteranno alla lettera i paletti «verdi» europei. In buona sostanza è uno spaventoso contorcimento burocratico che danneggia le nostre aziende e i cittadini europei.

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