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«La giornata internazionale della famiglia? Se approvano ddl Zan potrebbe essere l’ultima»

«La giornata internazionale della famiglia? Se approvano ddl Zan potrebbe essere l’ultima»
Ansa

«Domani, sabato 15 maggio, Piazza del Duomo (lato Marconi) sarà teatro a partire dalle ore 15.00, della manifestazione #restiamoliberi, per dire No al liberticida ddl Zan. Oggi si festeggia la Giornata internazionale della Famiglia, il nucleo fondante della società, e domani ci saremo anche noi lì in piazza per spiegare che la proposta di legge su l'omotransfobia è solo un grimaldello per distruggerla. Spiegheremo inoltre agli italiani tutti i punti di questa legge che mettono concretamente in pericolo le famiglie, la loro libertà educativa»: così, in una nota, l'onlus Pro Vita e Famiglia annuncia la partecipazione alla manifestazione contraria al Ddl Zan. «Nel rispetto di tutte le misure di distanziamento sociale e di sicurezza sanitaria domani si alzeranno le voci del dissenso, dalle associazioni familiari fino a quelle dei personaggi pubblici anche di orientamento omosessuale. Non mancheranno, inoltre, testimonianze anche dalla società civile. Saranno presenti poi diverse delegazioni del mondo politico e istituzionale» ha specificato la nota di Pro Vita e Famiglia.

«L'introduzione del concetto di identità di genere aprirà all'utero in affitto, all'indottrinamento dei nostri figli e alla censura di associazioni e genitori limitandone la libertà di espressione e obbligando gli studenti, fin dall'infanzia, ad ascoltare la teoria del genere nella giornata nazionale contro l'omotransfobia (art. 7 Ddl Zan). È arrivato il momento di ribellarci e di impedire questa nuova e violenta dittatura ideologica che vogliono imporre a noi a ai nostri bambini» conclude la nota.

«Ursula vattene» da 10.000 agricoltori contro il Mercosur. E oggi può succedere
Ansa
Migliaia di trattori hanno assediato l’Europarlamento. Che si appresta a votare il trattato. E il «sì» non è scontato.

Lontano da Bruxelles, il presidente della Commissione europea le spara grosse: c’è l’ha con Donald Trump e dice che risponderà all’errore dei dazi americani con un’azione inflessibile. Nel bunker di Davos si sente protetta, non sa, anzi, fa finta di non sapere che per le strade di Strasburgo ci sono 10.000 agricoltori che, con almeno 4.000 trattori, stringono d’assedio l’Eurocamera, paralizzano per ore la città inalberando cartelli inequivoci: «Von der Leyen go home», Ursula vattene. Per ora a Donald Trump non è accaduto altrettanto. Anche Emmanuel Macron, protetto dai Ray-Ban d’ordinanza, fa il galletto e torna a chiedere il «bazooka» contro il «tracotante americano». Anche lui fa finta di non sapere che una gran parte di quegli agricoltori sono francesi, che ce l’hanno con lui tanto quanto con la «baronessa» e che la tanto invocata unità d’azione europea sta naufragando nelle strade di Strasburgo come naufragherà stamattina nell’aula dell’Europarlamento.

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(Totaleu)

Lo ha dichiarato l'europarlamentare della Lega durante un'intervista a margine della sessione Plenaria di Strasburgo.

«Per essere speciali bisogna abbandonare i ritmi frenetici»
Gianmarco Tamberi, ambassador di Eleventy. A destra, Marco Baldassari
Il padre di Eleventy Marco Baldassari: «Questa collezione è un ritorno alla natura e sfoggia una nuova palette, più scura».

Nel dibattito sul lusso contemporaneo si parla spesso di crescita, numeri e visibilità. Molto meno di misura, responsabilità e tempo. Eppure è proprio su questi elementi che si gioca la tenuta di un brand. Eleventy, marchio fondato da Marco Baldassari, ha costruito il proprio percorso lontano dalle scorciatoie del marketing e dalle mode effimere, scegliendo una strada più lenta e, proprio per questo, più esigente. In occasione della presentazione della nuova collezione invernale, abbiamo incontrato Baldassari per discutere di come si difende un’idea di lusso in una fase economica complessa, di cosa significa creare valore reale nel sistema moda e di come un’azienda italiana possa continuare a crescere senza rinunciare alla propria identità.

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«Steal - La Rapina» e il confine sottile tra furto e giustizia
«Steal - La Rapina» (Amazon Prime Video)
Miniserie in sei episodi, Steal – La Rapina racconta l’assalto a una società di gestione dei fondi pensione e le conseguenze sui protagonisti. Tra indagine, fragilità personali e ambiguità morale, la serie riflette sul confine tra crimine e presunta giustizia sociale.

Il tono è quello, sensazionalistico e pirotecnico, di ogni film che racconti una rapina. Non condannandola, ma perdendosi nel limbo sottile che separa l'oggettività dalla particolarità dei casi singoli, le regole dalle loro eccezioni. Steal - La Rapina, miniserie televisiva al debutto su Amazon Prime Video mercoledì 21 gennaio, è il prodotto perfetto del genere «heist»: sei episodi capaci di raccontare l'irruenza di un gruppo di ladri per aprire, poi, alle sfumature di una violenza che, quasi, sembra avere a che fare con la ricerca e l'affermazione di una giustizia sociale.

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