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Del Vecchio junior diventa editore: è a un passo da rilevare il «Qn»

Del Vecchio junior diventa editore: è a un passo da rilevare il «Qn»
Leonardo Maria Del Vecchio (Imagoeconomica)
Shopping del figlio di mister Luxottica che voleva Gedi. Preso pure il 30% del «Giornale».

Leonardo Maria Del Vecchio entra clamorosamente nel mondo dell’editoria italiana. Il figlio del fondatore di Luxottica entra nel capitale de Il Giornale e, in parallelo, si prepara a chiudere la trattativa esclusiva per con la famiglia Monti-Riffeser per la maggioranza di QN, il gruppo che riunisce Il Giorno, La Nazione e Il Resto del Carlino. L’obiettivo è quello di costruire un polo dell’informazione, con capitale italiano e ambizioni di sviluppo. Il primo passo è sato ufficializzato ieri. Lmdv Capital, la cassaforte personale di Del Vecchio, ha rilevato il 30% de Il Giornale da Finanziaria Tosinvest, la holding della famiglia Angelucci.

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Da Nizza le istruzioni per la Le Pen. La sfida: battere il cordone sanitario
Marine Le Pen (Ansa)
Le municipali francesi rafforzano il Rassemblement national, ma confermano le difficoltà nei centri urbani e ai ballottaggi, quando le forze rivali si uniscono per arginarlo. Scenario che si riproporrà alle presidenziali.

L’esito delle elezioni municipali francesi impone a tutti una lettura meno superficiale di quella che sembra emergere dai primi commenti rilasciati dopo il voto. I riflettori si sono concentrati sull’esito elettorale nei grandi centri urbani, a partire da Parigi, dove il socialista Emmanuel Grégoire ha sconfitto la candidata di centrodestra Rachida Dati. Stesso risultato a Marsiglia, dove ha prevalso Jean Michel Aulas, candidato della sinistra, e a Lione, dove rivince il sindaco uscente dei Verdi, Grégory Doucet, anche se il risultato è contestato. Sono successi certamente importanti da cui sembrerebbe facile dedurre che in Francia stia ritornando una nuova primavera repubblicana. Ma è davvero così?

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content.jwplatform.com

Lo ha dichiarato l'eurodeputato di Fratelli d'Italia a margine dell'evento «Stop the Ets to save the ceramics sector» organizzato dall'eurodeputato Stefano Cavedagna dello stesso partito.

Ursula brinda alla faccia nostra con l’ok al «Prosecco» australiano
Ursula von der Leyen (Getty Images)
Bruxelles sigla l’ennesimo accordo che ci sfavorisce: i produttori dell’isola potranno chiamare il loro vino come quello veneto. Lo stesso vale per il «Parmesan». In cambio, il taglio dell’export di carne di agnello e manzo.

Ormai Ursula von der Leyen è intenzionata a passare alla storia come colei che ha svenduto l’agroalimentare europeo per far fare quattrini alle industrie automobilistiche tedesche prendendosi una rivincita commerciale su Donald Trump che a nostra signora dell’Unione non sta affatto simpatico.

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(Totaleu)

Lo ha dichiarato l'eurodeputato di Fratelli d'italia a margine dell'evento «Piumini e catene. Storie di Maranza» al Parlamento europeo a Bruxelles.

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