La città di Firenze finanzia il corso pro gender per vigili, università e scuole
Ansa
In partenza il progetto di formazione dedicato a tutti i dipendenti pubblici. Saranno istruiti su come trattare i migranti gay o come registrare i figli delle coppie arcobaleno.

Mica poteva bastare la propaganda martellante a favore della causa arcobaleno che ogni giorno ci viene inflitta da televisioni, giornali, film, libri e serie televisive. No, ci vogliono anche i corsi di formazione, altrimenti i cittadini italiani rischiano di avere qualche possibilità di ragionare con la propria testa e magari farsi venire in mente qualche pensiero storto. Soprattutto, poi, senza i corsi di formazione le organizzazioni Lgbt – Onlus, cooperative, associazioni e via discorrendo – non otterrebbero adeguati finanziamenti da parte delle istituzioni. Dunque largo alle lezioni e all’indottrinamento.

A Firenze, dal 22 di ottobre al 7 di novembre, va in scena un meraviglioso evento intitolato Territorio Plurale. Trattasi di «un progetto di formazione e sensibilizzazione per la prevenzione e il contrasto alle discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere e per il riconoscimento dei diritti delle persone Lgbt del territorio della città metropolitana fiorentina».

A organizzare il tutto è una associazione chiamata Ireos, che si presenta come «comunità Queer autogestita», e ovviamente non manca il sostegno della Città Metropolitana di Firenze e della consigliera di parità della suddetta città metropolitana. Tra i partner del progetto c’è anche l’Università di Firenze, e sono ben visibili le insegne di Ready. Quest’ultima è la «rete nazionale delle pubbliche amministrazioni anti discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere, nata nel 2006 per sviluppare adeguate politiche e diffondere buone prassi finalizzate al superamento di ogni discriminazione nei confronti delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transessuali e transgender».

Proprio in questi giorni, a Monte San Savino in Toscana, si è tenuto l’incontro nazionale dei vari partner della rete, sostenuto dalla Regione, dalla Provincia di Arezzo e dall’Unar, l’ente anti discriminazioni della presidenza del Consiglio. «Tra Comuni, Province, Regioni, Città Metropolitane e consigliere di parità sono 155 le amministrazioni partner registrate al 2019», si legge nel comunicato ufficiale dell’evento.

Ecco, se vi domandate che cosa comporti l’adesione a Ready, l’evento dei prossimi giorni a Firenze costituisce un’ottima risposta. Nell’ambito di Territorio Plurale ci saranno corsi sui diritti delle coppie gay, sui cambiamenti all’anagrafe per i transessuali e sul riconoscimento dei figli arcobaleno. Immaginiamo che la questione dell’utero in affitto sarà trattata con estrema sensibilità nel corso degli incontri…

Ci saranno momenti di formazione sui migranti Lgbt a cura dell’Unhcr. E ancora lezioni dedicate al bullismo e all’omofobia.

Non mancheranno interventi polemici. Si preannuncia interessante quello intitolato «Il ruolo educativo in ottica di genere. La trappola del gender a scuola». Visto il titolo (e considerato l’ambito in cui viene effettuato) possiamo immaginare che ai partecipanti verrà spiegato che l’ideologia gender non esiste e che ci ne parla è un pericoloso bigotto, omofobo e razzista.

Tra una conferenza su «omo-bi-transfobia e stigma sociale» e una chiacchierata su «bisogni servizi e criticità per le persone trans», a Territorio Plurale si apprenderanno tantissime nozioni fondamentali.

L’aspetto più interessante della faccenda, tuttavia, riguarda i destinatari del progetto formativo. Dal comunicato di presentazione scopriamo che «il corso si rivolge ai dipendenti e alle dipendenti degli enti pubblici e privati del territorio, in particolare ai soggetti operanti nei settori anagrafe, socio-assistenziale e sanitario, polizia locale, scuola, sport e cultura».

Significa che è rivolto ai dipendenti del Comune di Firenze e a tutte le persone che operano negli enti pubblici. Dunque anche infermieri, personale sanitario, operatori della scuola. Ci saranno anche gli universitari, gli assistenti sociali e poi la Polizia locale, a cui è dedicato un momento di formazione specifico, intitolato «Fra soggetto e oggetto di intervento. La Polizia municipale e le soggettività Lgbt», a cura di Simonetta Moro, assistente capo di polizia. A Marco Alessandro Giusta, assessore alle Pario opportunità di Torino, sarà invece affidato il compito di istruire i partecipanti riguardo «La rete ready. Il ruolo delle amministrazioni».

In fondo, se si fa propaganda bisogna farla bene, senza dimenticare nessuno.

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