La casa da agio diventa un «disagio»
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Riqualificazione green, tasse, obblighi per gli affitti, caro mutui e spese: essere proprietari oggi è complicato. Studio Censis: il 60% degli acquirenti dà la colpa ai tassi.

Gli italiani, è noto, sono da sempre grandi sostenitori della casa di proprietà. Ma, di recente, gli amanti dell’immobiliare potrebbero ricredersi, visti i disagi a cui va sempre più incontro chi possiede un immobile. Basta citare l’aumento dell’aliquota per la cedolare secca che, a partire dal secondo immobile in locazione dal 2024 salirà al 26%. Che dire, poi, del dl Anticipi, dove si spiega che la casa in affitto deve essere dotata di strumenti per la sicurezza come estintori o rilevatori di gas: un’altra spesa cui i proprietari devono far fronte. Senza parlare degli obblighi in arrivo dall’Ue per le case green, che costringeranno i proprietari a ingenti e costose ristrutturazioni per rendere il mattone a prova di ecologia.

Certo, come spiega il secondo rapporto Federproprietà-Censis «La casa nonostante tutto», l’83,2% degli italiani considera la proprietà della casa in cui vive un fattore di sicurezza e stabilità. Ma non è tutto oro quello che luccica. A fronte di questo tradizionale amore per il mattone, gli italiani devono sobbarcarsi sempre maggiori disagi. A partire da mutui salatissimi. Secondo lo studio, tra i proprietari di casa con un mutuo sulle spalle, il 35,9% dichiara che il rialzo dei tassi di interesse ha reso difficoltoso il pagamento delle rate. In maggiore affanno sono i più giovani: il 42,6% di chi ha tra i 18 e i 34 anni rispetto al 39,5% della fascia dai 35 ai 64 anni di età e al 26,1% delle persone con 65 anni e oltre. A livello territoriale, tra i residenti delle regioni del Centro (41,4%) e del Sud (37,2%) si riscontrano le maggiori difficoltà, rispetto a chi vive nel Nord del Paese (il 32,2% nel Nord-Ovest e il 33,4% nel Nord-Est). L’accesso alla proprietà della prima casa è quindi diventato più difficile: il 59,8% dei non proprietari afferma che il rialzo dei tassi di interesse ha reso più oneroso e complicato l’eventuale acquisto di un’abitazione. Vale per il 61,9% di chi ha tra i 18 e i 34 anni, meno per le persone di 65 anni e oltre (il 50,8%).

Insomma, la casa è un salasso. Secondo l’indagine, il 75,5% degli italiani afferma che le spese relative alla casa, come il condominio, le bollette, le tasse, pesano molto sul proprio budget familiare. La percentuale sfiora l’80% tra le famiglie con redditi bassi e scende al 57,6% tra quelle più abbienti. Sentono molto il peso dei costi della casa sul proprio budget il 73,4% dei residenti nel Nord-Ovest, il 70,9% nel Nord-Est, il 79% al Centro e il 77,8% nel Sud. La gestione della casa si fa nel complesso più gravosa e la sua proprietà rischia di trasformarsi da fattore di tutela in fattore critico. Il 60,8% delle persone a rischio di povertà è proprietario della casa in cui vive.

Ci sono, poi, i costi legati alla sostenibilità energetica degli immobili. Tra i requisiti fondamentali per l’acquisto futuro di una casa, il 64,6% degli italiani include la classe energetica. Lo considera un fattore discriminante per l’acquisto della casa il 66,1% dei giovani, il 65,7% dei 35-64enni e il 61,5% degli anziani. Riguardo alla direttiva europea casa green per l’efficientamento energetico delle abitazioni, per il 51,1% la direttiva è un atto positivo, perché prevede una serie di interventi necessari per ridurre l’inquinamento. Il 40,1% l’apprezza per il risparmio energetico che ne conseguirà. Ma il 22% teme che la sua applicazione possa tradursi in un ulteriore aggravio dei costi di gestione degli immobili, mentre il 16,3% dei proprietari prevede che gli interventi non saranno economicamente sostenibili e il 10,7% è preoccupato per un eventuale crollo dei prezzi delle case, dove non saranno fatti gli ammodernamenti.

È opinione unanime (condivisa dal 90,2% degli italiani) che gli interventi dei proprietari debbano essere accompagnati da aiuti economici dello Stato nella forma di detrazioni, incentivi, altre misure di sostegno.

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